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Busta paga 2023: dove visualizzare il taglio cuneo fiscale #adessonewsitalia


Rinnovato il taglio al cuneo fiscale con la busta paga 2023. La Legge di bilancio ripropone infatti anche quest’anno l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, dopo l’esperienza dell’anno passato in cui la riduzione è stata prevista in un primo momento allo 0,8% salvo poi passare al 2% per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre.

La misura, con il chiaro scopo di ridurre le trattenute in busta paga per i dipendenti, beneficiando così di un aumento del netto, opererà nel 2023 secondo due differenti aliquote, in ragione dell’ammontare della retribuzione imponibile del lavoratore interessato.

In attesa dei consueti chiarimenti Inps, analizziamo in dettaglio come capire se l’esonero è stato effettivamente riconosciuto in busta paga oppure no. Busta paga 2023: la norma L’articolo 1, comma 281, Legge numero 197/2022, in via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, riconosce l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti (detti anche contributi Ivs) a carico del lavoratore (previsto dall’articolo 1, comma 121, della Legge numero 234/2021) in misura pari a:

  • Tre punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo (sempre mensile) di 1.923,00 euro maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima;
  • Due punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo (sempre mensile) di 2.692,00 euro maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.
  • Retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali   Percentuale esonero su quota contributi Ivs
    Da A  
    1.923,00 euro 3%
    1.924,00 euro 2.692,00 euro 2%

    Il confronto 2022 – 2023
    Come anticipato, lo sgravio contributivo in parola è stato introdotto dalla Legge numero 234/2021 (Manovra 2022) in misura allo 0,8% per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, salvo poi essere incrementato di 1,2 punti percentuali dal 1° luglio al 31 dicembre.

    Di seguito una tabella riepilogativa sul confronto tra regole 2022 e 2023.

    Periodi di paga Retribuzione mensile imponibile ai fini previdenziali   Percentuale esonero su quota contributi Ivs
      Da A  
    1° gennaio 2022 – 30 giugno 2022 2.692,00 euro 0,8%
    1° luglio 2022 – 31 dicembre 2022 2.692,00 euro 2%
    1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2023 1.923,00 euro 3%
    1° gennaio 2023 – 31 dicembre 2023 1.924,00 euro 2.692,00 euro 2%

    Busta paga 2023: come trovare la riduzione contributi nel cedolino La collocazione della voce nel cedolino paga
    Dal momento che la riduzione dei contributi previdenziali a carico del lavoratore è un elemento variabile di mese in mese, lo stesso è collocato (di norma) nella parte centrale del cedolino.
    In questa sezione, infatti, sono riportate le voci suscettibili di:

  • Non essere presenti in tutti i mesi di paga;
  • Avere un importo variabile e non fisso.
  • Gli esempi principali in tal senso sono:

  • Straordinari;
  • Lavoro supplementare;
  • Trattenute per multe disciplinari o risarcimento danni;
  • Premi ed altri compensi una-tantum;
  • Maggiorazioni legate alle particolari modalità di svolgimento della prestazione ordinaria (maggiorazione per lavoro notturno o festivo);
  • Indennità ed in generale compensi riconosciuti in virtù della mansione assegnata al dipendente (indennità di reperibilità, indennità referente, indennità mansioni superiori).
  • L’alternativa: la parte inferiore del cedolino
    Un’altra possibile collocazione della voce di riduzione contributi è nella parte inferiore della busta paga dipendenti 2023, quella che ospita i calcoli relativi a:

  • Trattenute per contributi Inps a carico del lavoratore;
  • Trattenute per Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef);
  • Ammontare delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente / assimilato o per carichi di famiglia;
  • Trattenute per addizionali regionali e comunali.
  • Come viene chiamata la voce di riduzione contributi?
    A seconda di quelle che sono le impostazioni per la stampa dei cedolini, all’interno del programma per l’elaborazione della busta paga dipendenti 2023, la misura in parola può assumere diverse denominazioni.

    In generale la stessa è indicata con:

  • Riduzione contributi Ivs;
  • Riduzione Ivs;
  • Riduzione corrente Ivs (per differenziarla dalla riduzione dei contributi sulla tredicesima);
  • Riduzione Ivs tredicesima (per indicare, come anticipato, l’abbattimento parziale dei contributi a carico del lavoratore calcolati sulla tredicesima).
  • Busta paga 2023: come si calcola lo sgravio Per verificare se la voce individuata nella busta paga dipendenti 2023 è effettivamente quella relativa alla riduzione dei contributi previdenziali è necessario capirne il calcolo.

    Quest’ultimo avviene considerando innanzitutto:

  • La percentuale di riduzione che, a seguito delle novità introdotte dalla Manovra 2023, può essere del 2 o 3%;
  • La voce indicata in busta paga come retribuzione imponibile Inps o retribuzione imponibile ai fini previdenziali (per intenderci, il valore su cui si applicano le aliquote percentuali per il calcolo dei contributi a carico del lavoratore e del datore di lavoro).
  • A questo punto, per calcolare la riduzione non resta che moltiplicare la retribuzione imponibile per l’apposita percentuale.

    Facciamo l’esempio del dipendente Caio, il quale ha una retribuzione lorda a febbraio 2023 pari ad euro 1.850,30 senza alcun elemento aggiuntivo. La retribuzione imponibile ai fini previdenziali equivale pertanto (arrotondando all’unità di euro) a 1.850,00 euro.

    Posto che la percentuale di riduzione è pari al 3%, l’importo da individuare in cedolino ammonta a:
    1.850,00 * 3% = 55,50 euro.

    Busta paga 2023: riduzione contributi già nel cedolino di gennaio? La domanda che molti si staranno probabilmente ponendo è: vedremo la riduzione dei contributi già nel cedolino di gennaio 2023?

    Sul punto è necessario precisare che, nonostante la previsione in Legge di bilancio, per applicare in concreto la misura è necessario attendere, come di consueto, l’apposita circolare / messaggio Inps.

    Una volta pubblicati i chiarimenti dell’Istituto, i datori di lavoro potranno riconoscere in busta paga lo sgravio, comprensivo degli arretrati relativi ai mesi precedenti.

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