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Nuovo Codice appalti, ecco il perché dello stop alle linee guida tecniche Agid: cosa ci aspetta #adessonewsitalia

A un anno dalla pubblicazione del Decreto numero 148 “Regolamento recante modalità di digitalizzazione delle procedure dei contratti pubblici” che ha demandato all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) il compito di emettere le regole tecniche tramite Linee Guida, AgID decide di sospendere il proprio lavoro. Il motivo è nel nuovo Codice degli Appalti, di cui si parla da anni, che finalmente sta per vedere la luce. Qualora entri in vigore il primo aprile 2023, esso potrà rendere obsolete le Linee Guida.

Senza rischiare troppo, potremmo anche scommettere che il nuovo Codice non le renderà obsolete, perché la tendenza da anni in atto nella disciplina che ha emendato il Codice è dare più fiducia e discrezionalità agli Enti semplificando le regole anziché imporne di più severe. Ma non è possibile escludere in assoluto che le linee guida AgID, se completate prima del varo del nuovo Codice, possano richiedere modifiche o integrazioni.

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Linee guida Agid sull’e-procurement, perché sospendere i lavori

Se dunque qualcuno pensa che si possa comunque provare a ultimare la redazione delle Linee Guida e rischiare di doverle modificare, AgID taglia corto affermando che al punto a cui si è arrivati, anche proseguendo il lavoro, le Linee Guida non potrebbero essere pronte prima di marzo 2023 e comunica che si è convenuto di sospendere la redazione delle regole tecniche.

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La Delega al Governo in materia di contratti pubblici 78/2022 ha assegnato un termine stringente per adottare la nuova disciplina dei contratti pubblici, mentre nessun termine è stato assegnato dal Decreto n. 148/2021 ad AgID che richiede tempi molto lunghi perché secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) AgID può emanare le Linee Guida solo dopo aver sentito le amministrazioni competenti, il Garante per la protezione dei dati personali, aver acquisito il parere della Conferenza Unificata e aver effettuato una consultazione pubblica.

Per queste ragioni, nel comunicato AgID si legge che dal confronto tra AgID e il Consiglio di Stato, si è convenuto di sospendere l’attività in carico ad AgID in attesa dei riscontri del nuovo Governo, al fine di coordinare entrambe le pubblicazioni in modo da adottare le Linee Guida in ragione dei contenuti e dei tempi di entrata in vigore del nuovo Codice.

Nuovo Codice appalti, nella bozza AI e registri distribuiti

La bozza del nuovo Codice non sembra modificare gli strumenti telematici di acquisizione previsti nel Codice attuale, ma guardando al futuro introduce anche l’opportunità di impiegare l’intelligenza artificiale e le tecnologie di registri distribuiti. Questa opportunità era inevitabile quanto ovvia, ed era superfluo precisarlo nel Codice a un tale livello di approssimazione.

Non parliamo infatti di fantascienza ma dello stato dell’arte della tecnologia. Ma se si pensasse di disciplinare con le regole tecniche l’uso di tali strumenti, rischieremmo davvero che le regole tecniche risultino obsolete il giorno stesso della pubblicazione.

L’adeguamento delle regole tecniche

Spetta ad AgID decidere quanto in profondità spingere le regole tecniche. A riguardo ricordiamo che queste regole tecniche si fanno attendere ufficialmente da oltre cinque anni ma di fatto da venti anni, ossia dal lontano 2002 quando con il DPR 101 l’Italia fu il primo Paese europeo a dotarsi di una disciplina con cui poter aggiudicare una gara telematicamente. Da allora l’effettiva assenza di regole tecniche ha causato la proliferazione di una molteplicità di sistemi di e-Procurement eccellenti ma ciascuno con propri standard, logiche, interfacce e procedure.

La maggior parte degli strumenti di e-Procurement pubblico sono obbligatori da oltre un decennio, quindi non si poteva attendere le regole tecniche per dotare la Pubblica Amministrazione italiana di sistemi di e-Procurement efficaci. Tutte queste piattaforme telematiche, da quella Consip realizzata con soldi pubblici a quelle in cloud realizzate con investimenti privati saranno impattate dalle regole tecniche che AgID emanerà. Più le regole tecniche andranno in profondità e più saranno necessari interventi di adeguamento sulle piattaforme.

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