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Pensioni, Salgono al 5% gli interessi per ritardato pagamento di assegni e TFS #adessonewsitalia

I chiarimenti in un documento dell’Ente di Previdenza dopo la fissazione dei nuovi tassi di interesse da applicare a partire dal 1° gennaio 2023. Il tasso sale al 5% dal precedente 1,25%.

Con il nuovo anno salgono gli interessi legali dovuti per il ritardo nei pagamenti dei contributi all’INPS. Dal 1° gennaio 2023, infatti, il saggio degli interessi legali, fissato all’1,25% dal 1° gennaio 2022, sale al 5%. Lo certifica l’INPS nella Circolare n. 2/2023 diffusa oggi in seguito del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 13 Dicembre 2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 292 del 15 dicembre 2022).

La vigente normativa (art. 2, comma 185, legge n.662/1996) stabilisce che il ministro può modificare la misura del saggio, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. L’ultima modifica del tasso si è registrata alla fine del 2021 quando il Ministero dell’Economia fissò, in riferimento all’anno 2022, il tasso di interesse in misura pari all’1,25%. Nel 2023 saranno, pertanto, più salate le sanzioni dovute sui contributi previdenziali versati in ritardo da imprese e lavoratori e gli interessi sulle pensioni, prestazioni ed indennità corrisposte dall’Inps ai diretti interessati in ritardo rispetto alla prima data utile di decorrenza. 

Contributi

Per quanto riguarda i contributi la modifica ha effetti sulle ipotesi, previste dall’art. 116, comma 15, della legge n. 388/2000, di riduzione delle sanzioni civili fino alla misura prevista per gli interessi legali. Si tratta delle ipotesi di mancato e ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da oggettive incertezze normative, per fatto doloso del terzo o per crisi aziendale (Circ. Inps 88/2002). Tale previsione è subordinata all’integrale pagamento dei contributi dovuti da parte del datore di lavoro.

In tale ipotesi i contributi con scadenza di pagamento a partire dal 1° gennaio 2023 saranno oggetto di una maggiorazione del 5%. Per le esposizioni debitorie pendenti alla predetta data, tenuto conto delle variazioni della misura degli interessi legali intervenute nel tempo, il calcolo degli interessi dovuti dovrà essere effettuato secondo i tassi vigenti alle rispettive decorrenze (si veda tabella).

Pensioni

La modifica del tasso legale produrrà effetti anche con riferimento al ritardo delle pensioni e alle prestazioni in pagamento dall’Inps (come ad esempio le prestazioni di fine rapporto e di fine servizio). In particolare il ritardato pagamento delle prestazioni in scadenza dal 1° gennaio 2023 sarà oggetto di un interesse legale pari al 5%.

Documenti: Circolare Inps 2/2023

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