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Versare l’imposta municipale propria (IMU) #adessonewsitalia

In Comune di Calenzano…

Dal 2020, la nuova I.Mu.P. riunisce in un’unica imposta sia l’I.Mu.P. che la Ta.S.I., mantenendo però struttura e impostazione fiscale dei vecchi tributi: la nuova I.Mu.P. conserva infatti l’esclusione, già prevista per I.Mu.P. e Ta.S.I. relativamente all’abitazione principale di categoria catastale diversa da A/1, A/8 e A/9.

A seguito dell’Emergenza COVID-19 è stata introdotta dall’art. 177, comma 1, lettere b) e b-bis), del D.L. n. 34/2020, convertito nella Legge n. 77/2020 l’esenzione dell’acconto d’imposta per gli immobili destinati a strutture turistiche-ricettive e per gli immobili di categoria catastale D utilizzati da imprese per allestimenti espositivi di eventi fieristici o manifestazioni a condizione che venga presentata la dichiarazione della nuova IMU 2020, entro il termine del 30/06/2021, nella quale devono essere indicate le unità che il soggetto passivo, in qualità anche di gestore/titolare dell’attività cui è correlato il benefico, ha utilizzato per l’esercizio della stessa.

 

Esenzione Saldo IMU 2020

Il decreto Agosto (art. 78 D.L. n. 104/2020) ha previsto una serie di esoneri per il versamento del Saldo IMU 2020, alcuni dei quali sono a completamento di quanto già disposto per la rata di giugno dal D.L. n. 34/2020, convertito nella Legge n. 77/2020, mentre altri riguardano categorie economiche non ancora interessate da provvedimenti di questo tipo.

Di seguito si elencano le fattispecie di immobile esentate dal versamento del saldo 2020 (già esentati per l’acconto 2020):

– Immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;
– Immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) e relative pertinenze, quelli degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù,   dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi; da segnalare che, con il decreto Agosto, è stato disposto che l’esenzione per le pertinenze, vale anche per la prima rata (nel decreto Rilancio ciò non era stato previsto);
– Immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

La condizione, che è sempre presente in tutte le disposizioni di cui si parla, è che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate (fanno solamente eccezione gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali e mmobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni).

Il decreto Agosto ha previsto anche nuove esclusioni con effetto solo sul saldo 2020, ovvero:

– Immobili rientranti nella categoria catastale D3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli (esentati fino all’anno di imposta 2022);
– Immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili.

Con i Decreti Ristori (D.L. n. 137/2020) e Ristori bis (D.L. n. 149/2020), l’esonero per il versamento della rata del Saldo 2020 è stato esteso ad altre categorie economiche.

Nel dettaglio, con il Ristori (art. 9 del D.L. n. 137/2020), è stato abolito il versamento per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività imprenditoriali interessate dalla sospensione disposta con il D.P.C.M. 24 ottobre 2020.

Si tratta delle categorie economiche riportate nell’Allegato 1 al decreto, le stesse categorie che beneficiano del contributo a fondo perduto (settori della ricettività alberghiera, della ristorazione e somministrazione di cibi e bevande, del turismo, dello sport e dello spettacolo, della cultura e dell’organizzazione di fiere e altri eventi).

E come per quella misura, anche per il versamento dell’IMU, l’esonero si applica a prescindere dalla collocazione territoriale dell’attività (quindi, sia in zona rossa che arancione o gialla).

Anche in questo caso, l’agevolazione spetta a condizione che il soggetto passivo sia gestore delle attività esercitate negli immobili medesimi.

Per fruire delle esenzioni sopra indicate dev’essere presentata la dichiarazione I.Mu.P. 2020, entro il termine del 30/6/2021, indicando nelle annotazioni la norma che dà diritto all’agevolazione.

 

Esenzione Acconto IMU 2021

Ai sensi della Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 599-601) sono esentati dall’acconto IMU 2021:

a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonchè immobili degli stabilimenti termali;
b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed and breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi, come individuati dall’art. 1, comma 743, legge n. 160/2021, siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
d) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi, come individuati dall’art. 1, comma 743, legge n. 160/2019, siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

La condizione, che è sempre presente in tutte le disposizioni di cui si parla, è che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate (fanno solamente eccezione gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali).

Per fruire delle esenzioni sopra indicate dev’essere presentata la dichiarazione I.Mu.P. 2021, entro il termine del 30/6/2022,  indicando nelle annotazioni la norma che dà diritto all’agevolazione.

Inoltre, con il Decreto Sostegni (D.L. n. 41/2021), in base alle disposizioni contenute nell’art. 6-sexies, sono esentati dall’acconto IMU 2021:

e) i destinatari del contributo a fondo perduto disposto dall’art. 1, commi 1- 4 dello stesso decreto Sostegni, cioè alcuni soggetti passivi titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.

Dalla lettura del combinato disposto degli artt. 6-sexies, commi 1 e 2, e 1, commi 1, 2, 3 e 4, del D.L. n. 41/2021, convertito nella n. 69/2021, emerge che l’esenzione dell’acconto I.Mu.P. 2021 in favore dei soggetti titolari di partita I.V.A., di cui al punto e), spetta solo se:

1) il soggetto passivo dell’imposta coincide con il titolare dell’attività esercitata nell’immobile: in altri termini il contribuente e chi utilizza l’immobile per l’attività produttiva devono essere la stessa persona giuridica;

2) l’importo dei ricavi, da cessione di beni o prestazioni di servizi, conseguiti nel secondo semestre 2019, dall’impresa beneficiaria della misura agevolativa, non dev’essere superiore a € 10.000.000,00;

3) la media mensile del fatturato 2020, realizzata dall’impresa, dev’essere inferiore almeno del 30% della media mensile del fatturato 2019.

Per fruire dell’esenzione dev’essere presentata la dichiarazione I.Mu.P. 2021, entro il termine del 30/6/2022, indicando nelle annotazioni la norma che dà diritto all’agevolazione.

 

L’IMU è inoltre disciplinata dallo specifico regolamento comunale, approvato con Deliberazione del Consiglio comunale 31/05/2022, n. 60.

In particolare, come concesso dalla Legge 22/06/2016, n. 112, art. 6, com. 8, l’aliquota di competenza comunale è ridotta del 50% per gli immobili:

  • conferiti in Trust
  • trasferiti in fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione di cui il Regio Decreto 16/03/1942, n. 262, art. 2645-ter istituiti al fine di favorire l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave.

Le aliquote sono definite in dettaglio dalla Deliberazione del Consiglio comunale 31/05/2022, n. 61

 

Casi particolari

Abitazioni locate a titolo di abitazione principale ai sensi della Legge 431/1998 art. 2, comma 3 (affitti calmierati)

Esclusi i casi che già risultano registrati nelle banche dati dell’ente, per poter usufruire dell’aliquota agevolata, il soggetto passivo deve presentare specifica richiesta al Servizio Tributi entro il 31 dicembre dell’anno che interessa utilizzando l’apposito modello e allegando copia del contratto di locazione registrato (o una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesta le condizioni della locazione e gli estremi di registrazione del contratto).

In relazione allo stato di emergenza sanitaria per contrastare il contagio da COVID-19, solo per l’anno d’imposta 2020, l’aliquota agevolata e la correlata riduzione Statale dell’imposta del 25%, sono estese anche ai contratti di locazione a libero mercato (stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Legge n. 431/1998), a condizione che il canone degli stessi:

  • sia ridotto per un periodo di almeno sei mesi, all’importo del canone previsto dall’Accordo Territoriale per i contratti a canone calmierato (stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 3, della Legge n. 431/1998), depositato l’1/7/2020 presso il Comune di Calenzano;
  • sia ridotto per un periodo di almeno sei mesi, del 10%, qualora il canone a libero mercato sia già pari o inferiore a quello risultante dall’applicazione del suddetto Accordo.

Le agevolazioni Comunale e Statale sono riconosciute limitatamente ai mesi per i quali è stato applicato il canone calmierato, e comunque non oltre il 31/12/2020; tale termine è tuttavia prorogabile per il successivo anno, previa approvazione sia del bilancio di previsione che delle aliquote dell’imposta per il relativo esercizio finanziario.
L’applicazione del canone calmierato, con riconoscimento dei benefici al massimo fino al 31/12/2020, fatta salva eventuale proroga, deve risultare da istanza-dichiarazione da produrre su apposito modello messo a disposizione dal Servizio Tributi del Comune, corredata del contratto di locazione stipulato ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Legge n. 431/1998, in data antecedente all’1/7/2020 e regolarmente registrato presso gli Uffici Territoriali di Agenzia delle Entrate, e della scrittura privata debitamente registrata, comprovante l’applicazione della riduzione del canone di locazione per un periodo non inferiore a 6 (sei) mesi.
Per fruire di entrambe le agevolazioni, la suddetta istanza-dichiarazione deve essere prodotta, pena decadenza, entro il 31/12/2020; se essa è presentata dopo tale data, e comunque non oltre il 30/6/2021 (termine della dichiarazione I.Mu.P. 2020) sarà riconosciuta solo la riduzione Statale dell’imposta, calcolata con l’aliquota ordinaria. 
L’agevolazione Comunale è riconosciuta anche se l’inquilino non ha trasferito la residenza nell’abitazione locata.
Alla cessazione dell’applicazione del canone ridotto, il contribuente deve presentare relativa comunicazione indicante il periodo durante il quale è stato applicato il minor canone.

Abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti e affini

Per le abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti fino al 2° grado (genitori, figli, nonni, nipoti, fratelli) e/o agli affini di 1° grado (suoceri con  generi  e  nuore,  patrigno  e  matrigna  con  figliastri),  il  soggetto  passivo  d’imposta  deve presentare al Servizio Tributi del Comune, pena l’esclusione dal beneficio, entro il 31 dicembre dell’anno che interessa (termine perentorio), apposita richiesta di applicazione dell’aliquota agevolata, che compete  a  condizione  che  il parente o l’affine che utilizza l’abitazione (comodatario) stabilisca in essa la propria residenza. Tale obbligo non compete qualora sia già stata presentata la documentazione necessaria negli anni precedenti, anche per l’applicazione delle agevolazioni ICI, e non siano intervenute variazioni, fatta salva la facoltà di procedere a verifiche d’ufficio.

Fabbricati inagibili/inabitabili

Per i fabbricati inagibili/inabitabili è prevista una riduzione della base imponibile dell’IMU presentando apposita richiesta

Scadenze IMU

I versamenti si effettuano in 2 rate con scadenza rispettivamente il 16 giugno e il 16 dicembre.

Il pagamento può avvenire esclusivamente tramite il modello F24.

Per il pagamento dell’IMU non viene inviata nessuna comunicazione o modulo a domicilio.

  • Stampa on-line del modello F24 PRECOMPILATO clicca qui
    Accedi alla banca dati presente nel gestionale dei Tributi mediante SPID o CNS / TS-CNS / CIE, per scaricare il mod. F24 precompilato.
    Si invita sempre alla verifica degli immobili risultanti dalla consultazione della posizione contributiva. La responsabilità del calcolo prodotto resta in capo al cittadino, l’utilizzo del calcolatore non esonera l’Ente dalle verifiche ed accertamenti di propria competenza.
  • Stampa on-line del modello F24 da compilare clicca qui 

Accedi all’applicativo Anutel per il calcolo on line dell’IMU e per la stampa del mod. F24 (occorre inserire i propri dati ed il valore catastale degli immobili)  

Stampati in bianco del modello F24 possono essere scaricati dal sito dell’Agenzia delle Entrate o ritirati presso le banche e gli uffici postali.

 

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