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Acqua, assetti del mirino: «Il futuro va oltre il Pnrr» #adessonewsitalia

«Accelerare su un problema annoso come quello dell’acqua nella nostra provincia, solo per rispondere alle esigenze del Pnrr, è privo di qualsivoglia visione». Non utilizza giri di parole il leader di Civico22, Angelo Moretti, durante la conferenza pubblica «Acqua e vento, futuro dei popoli e di Benevento», un incontro di carattere non solo scientifico ma anche politico e partecipativo, che ha messo al centro del focus il tema dell’acqua e la gestione del servizio idrico nel Sannio. Moretti ha affondato il colpo sull’ultimo consiglio del Distretto idrico sannita nel quale le opposizioni avevano chiesto a gran voce un rinvio per approfondire la delicata questione ma soprattutto discutere della futura natura gestionale, prima della fatidica data dell’8 febbraio, termine ultimo per l’approvazione del piano d’ambito e ultima chance per evitare l’arrivo di Invitalia.

APPROFONDIMENTI

«Avevamo chiesto l’astensione il 25 ottobre – attacca – perché non c’era nessun piano industriale. Non si può decidere in questo modo un modello gestionale pubblico. Anzi la norma e il buon senso vorrebbero che prima si faccia un piano industriale, si decidano le misure da mettere a sistema rispetto al patrimonio tecnologico e poi si faccia un ragionamento sul modello migliore di affidamento. Oggi invece è stato messo il carro davanti ai buoi».

L’evento, promosso dalle forze di minoranza consiliare ed extra-istituzionali Civico22, Pd, Città aperta, M5S, Europa Verde-Verdi, Sinistra Italiana, Per-per le persone per la comunità, è stato l’occasione per raccogliere alcune testimonianze di esperti su una tematica delicata come quella della gestione dei servizi idrici integrati nel Sannio. «Metà città – conclude Moretti – ha acqua scadente, i fiumi sono senza depurazione. Bisogna parlare di modello di gestione dell’acqua che vogliamo. Qui invece si vuole andare incontro a un modello residuale. Per la prima volta i sindaci hanno la possibilità di discutere del modello di gestione. Fare questo solo per rispondere ai bandi è miope. La scommessa invece è migliorare la qualità di vita della provincia per i prossimi 30 anni. Non è possibile gestire questa cosa solo per una fretta nel ricevere finanziamenti».

Ieri si sono contate tante presenze, tra le quali quelle dei consiglieri comunali Giovanni Megna e Angelo Miceli, dell’ex senatrice Danila De Lucia e dei rappresentanti del mondo civicoambientalista. «Il rischio che abbiamo di fronte spiega Miceli è soprattutto una totale frattura tra rappresentanza politica dei territori e decisioni politiche assunte su una materia così delicata e vitale come la gestione delle acqua del nostro territorio». Un segnale di concretezza, insomma, portato avanti dai consiglieri di opposizione in risposta anche al coordinatore del Distretto idrico sannita Forgione, che, invece, dopo l’incontro dei giorni scorsi sul piano d’ambito ha inviato una nuova nota ai sindaci per sollecitare l’approvazione in Consiglio di Statuto e adesione societaria. Tra le proposte illustrate durante gli interventi quella del professore Leonardo Becchetti, collegato da remoto, che ha spiegato quanto possa essere rivoluzionaria la spinta della cittadinanza attiva per promuovere un’economia sostenibile, generativa e proattiva.

«Il vero tema di oggi dice il docente di economia politica di Tor Vergata è creare reti di partecipazione e di cooperazione perché questo fa cittadinanza e il cuore caldo della democrazia perché la democrazia ha un cuore freddo solo se vive di top-down e non invece di processi partecipativi. Le persone si sentono coinvolte in qualcosa solo se hanno contribuito a costruirla». L’evento, infine, ha visto l’intervento dello studioso Edoardo Borgomeo che ha anche parlato del suo ultimo libro Oro blu, un saggio che spiega come l’acqua si intrecci con l’economia, la storia, la cultura e la vita di ciascuno di noi. «Bisogna prendere coscienza che la gestione dell’acqua non è solo compito di ingegneri, economisti o ecologisti, ma è compito di tutti. Perché senz’acqua niente è possibile ed è nostro compito difenderla, conservarla, evitare che venga sprecata o inquinata» spiega il progettista di gestione delle risorse idriche e adattamento al cambiamento climatico della Banca Mondiale.
 

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