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Assegno unico, aumenti in arrivo da gennaio: come ottenerli (e quali requisiti sono necessari) #adessonewsitalia


Assegno unico più sostanzioso dal primo gennaio 2023. Sono infatti in arrivo aumenti sia per effetto della rivalutazione in base all’inflazione, sia per la norma prevista in manovra che arricchisce l’assegno per i bimbi che non hanno ancora compiuto un anno di età e per le famiglie numerose.

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APPROFONDIMENTI

Gli aumenti in manovra

Dal primo gennaio 2023 (se sul punto la legge di bilancio non subirà modifiche rispetto allo schema proposto dal governo) l’assegno unico per i figli sarà maggiorato del 50% per il primo anno di vita del bambino (indipendentemente dal reddito familiare). Per cui, ad esempio, chi attualmente per un bimbo che ancora non ha compiuto un anno di età percepisce 175 euro al mese, da gennaio vedrà l’importo salire a 262,5 euro al mese (87,5 euro in più).

Per i nuclei numerosi, quelli che hanno dai tre figli in su, l’aumento è esteso anche ai bambini più grandicelli, fino a tre anni d’età, a condizione però che il reddito Isee non superi 40.000 euro. Si tratta d’altronde dello stesso limite oltre il quale già attualmente l’assegno unico è riconosciuto nella misura minima di 50 euro a figlio.

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Gli importi

L’importo minimo aumenterà dunque di 25 euro, passando da 50 euro a 75 euro, mentre quello massimo dovrebbe attestarsi a 262,5 euro, con un aumento netto di 87,5 euro. A partire da gennaio, inoltre, il contributo statale potrebbe aumentare ulteriormente, con una correzione in base all’inflazione che potrebbe persino superare il 7,3% riconosciuto provvisoriamente alle pensioni.

Ecco uno schema delle simulazioni, calcolato su ogni figlio avente diritto alla maggiorazione (entro il primo compleanno, o per le famiglie numerose entro i primi tre anni di vita):

  • fino a 15mila euro: aumento di 87 euro al mese (+1.050 euro l’anno);
  • fino a 20mila euro: aumento di 75 euro al mese (+900 euro l’anno);
  • fino a 25mila euro: aumento di 62,5 euro al mese (+750 euro l’anno);
  • fino a 30mila euro: aumento di 50 euro al mese (+600 euro l’anno);
  • fino a 35mila euro: aumento di 37,5 al mese (+450 l’anno);
  • fino a 40mila euro e oltre: aumento di 25 euro al mese (+300 euro l’anno).

Figli disabili

Inoltre viene resa stabile la maggiorazione prevista per i figli disabili maggiorenni fino a 21 anni, introdotta recentemente solo per il 2022.

Come ottenere l’assegno unico

Dal prossimo anno non sarà necessario fare domanda per l’assegno unico a meno che non ci siano variazioni dei requisiti della famiglia ovvero: maggior numero di figli, raggiungimento dell’età che li esclude dall’accesso (22 anni), modifica dell’Isee cioè variazioni di reddito o del patrimonio del nucleo familiare.

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Le stime Istat

«Il potenziamento dell‘assegno unico interesserebbe il 5,6% delle famiglie con figli a carico (l‘1,9% delle famiglie italiane), una quota contenuta rispetto al 73,4% delle famiglie con figli a carico che percepisce l‘assegno unico e universale». È quanto affernato  nella relazione illustrata dal presidente dell‘Istat, Gian Carlo Blangiardo, in audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla legge di bilancio.

Video

L’assegno unico nel 2022

Tra marzo e ottobre 2022 l‘Inps ha erogato alle famiglie per l‘assegno unico 10,3 miliardi di euro per 9,4 milioni di figli. Lo rileva l‘Inps spiegando che la spesa relativa ai nuclei non percettori di RdC risulta pari a 9,8 miliardi di euro per una platea di circa 5,6 milioni di richiedenti e 8,9 milioni di figli beneficiari di almeno una mensilità. Gli importi medi mensili sono pari a 233 euro per richiedente e 145 euro per figlio. I nuclei percettori di RdC con almeno una mensilità della prestazione integrata dall‘assegno sono 486mila per circa 823mila figli, di cui poco meno di 500mila in via esclusiva in nuclei con RdC.

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Più assegni al Nord, ma meno “pesanti”

Nel mese di ottobre – secondo gli ultimi dati Inps – il 47% dei figli raggiunti dalla misura si concentrano al Nord, e per essi si osservano importi medi più modesti avendo livelli di Isee più elevato, mentre al Sud vi è una minore consistenza di beneficiari (34%) e per essi si osservano importi mensili mediamente più alti in relazione a livelli di Isee mediamente più bassi in queste aree: il valore minimo dell‘importo si registra nella Provincia autonoma di Bolzano, dove per ciascun figlio si ha un importo mensile pari a 133 euro ed il valore massimo, pari a 167 euro per ciascun figlio, si registra in Calabria.

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