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Abruzzo Economy summit «Con una politica oculata difenderemo l’automotive»  #adessonewsitalia

L’Abruzzo del futuro, gli scenari che si proiettano dentro l’economia della globalizzazione, nelle traiettorie del 4.0, della transizione digitale, dello sviluppo tecnologico. A queste tematiche cercherà di fornire una risposta l’Abruzzo Economy Summit – Stati Generali dell’economia che si terrà giovedì 1° e venerdì 2 dicembre a Pescara, nel Padiglione “D. Becci”al Porto turistico di Pescara. ”. Il summit analizzerà i temi dell’economia globale alla luce della crisi che la pandemia e la difficile situazione geopolitica hanno innescato, al fine di individuare le nuove sfide strategiche per il territorio e per il Paese.
Per iniziare ad affrontare appunto il tema delle strategie future l’interlocutore è il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Non sfugge di certo il ruolo propulsivo che l’ente Regione può e deve avere per raccogliere la sfida del futuro.
Presidente, oggi siamo di fronte a una crisi di sistema. L’Abruzzo come intende contrastarla?
Si affronta sistematicamente, torno a battere sul tema che è stato oggetto di un lungo incontro con Galeazzo Bignami, viceministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, finalizzato a mettere in condizione le imprese abruzzesi di poter competere. E la competitività delle imprese passa dalla possibilità di avere reti di comunicazione materiali e immateriali che funzionino e abbattano tempo e costi degli spostamenti oltre a piattaforme logistiche capaci di attrarre nuovi traffici e nuove attività.
Il caro energia e la richiesta delle 15 sigle sindacali e associative. Quale la risposta che la Regione Abruzzo può fornire?
In premessa tutti sanno che una risposta seria alla crisi energetica non la dà un governo regionale, chi si attarda nella polemica e crede che noi possiamo pagare le bollette dice delle stupidaggini e fa propaganda politica. Dispiace che alcune sigle associative facciano questo. Peraltro, presentandoci delle proposte, l’idea che noi possiamo sospendere per 6 mesi le addizionali Irap e Irpef e accantonare una cinquantina di milioni significa fare macelleria sociale e togliere i servizi. Se anche ci fossero 100 milioni e dovessimo utilizzarli per tutte le utenze, dalle imprese alle famiglie, perché sarebbe più difficile stabilire se ne hanno più bisogno i fornai, i bar, la Pilkington o la signora Maria, che fa fatica ad arrivare a fine mese, significherebbe distribuire una mancia facendo un enorme danno alla coesione sociale. Detto questo noi stiamo recuperando tutte le risorse che possiamo. L’ultima in ordine tempo è che abbiamo fatto un bando degli artigiani, e peraltro capofila delle lamentele è proprio un’associazione di artigiani, e segnalo che gli artigiani stanno rispondendo in gran numero al bando dell’assessorato alle attività produttive pubblicato per 6 milioni di contributi alle piccole e medie imprese artigiane. Ebbene, noi stiamo ricevendo una grande richiesta, tantissime adesioni e diffuso consenso – il doppio e anche il triplo delle risorse disponibili – per questo strumento che comprende contributi per realizzare anche impianti di energie rinnovabili. I problemi collegati alla bolletta energetica devono essere risolti dall’Unione Europea e dal governo italiano. Spero che, in questa direzione, le politiche raffreddino i prezzi, e in parte sta avvenendo, e riportino la bolletta a livelli di sostenibilità economica e sociale. Se non fosse così il piccolo Abruzzo può ben poco, al di là di chiacchiere, polemiche e strumentalizzazioni delle opposizioni.
Sul fronte del credito, la Regione quali passi sta muovendo?
Noi abbiamo fatto una fusione di Abruzzo sviluppo e Fira e a inizio 2023 avremo una nuova società. Tra l’altro questa fusione è stata pensata non solo per ottenere di ridurre i costi, ma anche per rafforzare la società con estensione della missione anche ad aspetti del credito che oggi non si riesce a garantire altrimenti.
L’economia del mare è strettamente collegata alla Zes e ai porti. È di ieri la notizia dei finanziamenti. La Zes può essere una leva importante per il rilancio di diversi comparti produttivi, a partire dall’automotive che è sicuramente uno degli assi trainanti dello sviluppo della nostra regione.
È di ieri la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dei 34 milioni per il porto di Ortona ottenuti dal precedente governo e ora disponibili per l’autorità di sistema portuale. Sull’automotive il nostro assessore Daniele D’Amario è andato a Lipsia a rappresentare la Regione Abruzzo nell’alleanza delle regioni per l’automotive che unisce tutte le regioni europee rappresentate da una forte vocazione industriale metalmeccanica. “Crisi, energia, transizione: quale futuro” è uno dei temi dell’Abruzzo economy summit. Siete pronti ad affrontare le sfide imminenti?
Una transizione troppo spinta, e in alcuni casi ideologica, potrebbe mettere fuori gioco la competitività dell’industria italiana ed europea. Se per esempio parliamo del settore batterie elettriche ci consegniamo al mercato e all’egemonia cinese. O si fanno subito investimento e ricerca in questi settori. La nostra fabbrica principale resta chiusa per una settimana a causa della mancanza di microchip e componentistica ad alto contenuto tecnologico della quale in Europa non c’è capacità di approvvigionamento.
Si riferisce alle auto elettriche?
Non solo, perché già oggi la carenza di componentistica microelettronica evoluta, quando manca, blocca l’attività delle aziende. Ci si è illusi che con la globalizzazione ci si potesse rifornire in mercati più economici, ma già la pandemia ha infranto questo sogno, mettendo in evidenza i lati negativi della globalizzazione. E se oggi l’Europa non riconverte presto alcune politiche industriali per tornare ad avere una produzione in parte autonoma, se non del tutto autosufficiente, alcune delle sfide rischiano di essere un salto di buio. Su questo c’è preoccupazione anche nel mondo sindacale, una transizione troppo spinta nel settore metalmeccanico e dell’automotive rischia di avere effetti molto pesanti sotto il profilo occupazionale. Per questo siamo andati a Lipsia a condividere un manifesto di richieste, una piattaforme da presentare alla commissione europea e nazionale.
L’innovazione tecnologica delle imprese, la cultura cyber, la transizione digitale, industria 4.0. L’Abruzzo è pronta a competere con l’Italia e con l’Europa? Quali i provvedimenti per supportare la trasformazione digitale delle imprese?
Questo è un tema molto moderno che ci sta molto a cuore, noi abbiamo già fatto una cosa molto importante. Nel bando del Mise (ministero dello Sviluppo economico ndr) sugli accordi per l’innovazione, la nostra regione non solo ha aderito con un fondo di 5 milioni, ma è il più ricco messo a disposizione in Italia. Basti pensare che Lombardia e Lazio investono di meno. Così come per quanto riguarda il bando del Pnrr sugli ecosistemi per l’innovazione, sono diversi i progetti abruzzesi che lo hanno vinto e che noi abbiamo sostenuto come partnership istituzionale. In attesa che venga formalizzato il finanziamento del bando per l’Università di Pescara per l’area ex Cofa, sono diversi già i bandi finanziati, come quello del Gran Sasso Science Institute, dell’Università dell’Aquila, per non parlare del capitolo specifico dedicato agli investimenti sulla ricerca compresi nel fondo complementare del Pnrr sisma. Questo ci qualifica come una regione vocata e aperta all’innovazione tecnologica e digitale. E nella nuova programmazione che io spero la commissione nei prossimi giorni possa approvare, il nuovo Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fse (Fondo sociale europeo), i nuovi programmi operativi regionali per i fondi europei, anche in aderenza alle linee guida che la commissione ha stabilito rispetto alla transizione digitale e ambientale: forti investimenti e forte concentrazione di spesa.
L’imprenditoria femminile rappresenta una fascia importante anche nella nostra regione, esistono misure specifiche per consentire una parità con gli uomini nell’accesso e nella carriera?
Questo fa parte della nuova programmazione operativa regionale dei fondi europei, con le politiche di genere che ne sono una parte qualificante e c’è l’attenzione a questo tema, come a quello dei giovani.
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