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Bonus 200 euro, restituzione a fine anno per dipendenti e pensionati sopra i 35.000 euro di reddito #adessonewsitalia

Bonus di 200 euro per dipendenti e pensionati, verifica ex post del limite di reddito pari a 35.000 euro. Sarà solo a chiusura d’anno che sarà possibile avere certezza delle somme percepite, e in caso di superamento dei limiti sarà obbligatoria la restituzione. Dal testo in bozza del Decreto Aiuti 2022 non è chiaro se sarà possibile rinunciare al pagamento da parte del sostituti d’imposta.

Il bonus di 200 euro previsto dal Decreto Aiuti 2022 segue lo stesso meccanismo del bonus Renzi, con il rischio di restituzione a fine anno per chi supera il limite di 35.000 euro di reddito.

Tra i dettagli che emergono dalla bozza del testo approvato definitivamente in Consiglio dei Ministri il 5 maggio, spiccano le regole relative al meccanismo di erogazione del bonus di 200 euro.

Il pagamento avverrà nella busta paga del mese di luglio 2022 per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35.000 euro. In sede di conguaglio si verificherà la spettanza delle somme, e in caso di superamento del limite di reddito scatterà il meccanismo di recupero.

Restituzione anche per i pensionati. Anche in tal caso l’erogazione avverrà a luglio, ma a chiusura d’anno l’INPS effettuerà la verifica del limite di reddito, e il recupero del bonus di 200 euro non spettante sarà effettuato entro il limite di prescrizione quinquennale.

Il testo del Decreto Aiuti ad oggi disponibile non prevede la possibilità per dipendenti e pensionati di rinunciare al bonus di 200 euro, unica via per “salvaguardare” i contribuenti che rischiano di superare il limite dei 35.000 euro di reddito.

Bonus 200 euro, restituzione a fine anno per dipendenti e pensionati sopra i 35.000 euro di reddito

Sarà luglio il mese di pagamento del bonus di 200 euro previsto dal testo del Decreto Aiuti del 5 maggio 2022, misura che coinvolgerà una platea più ampia di contribuenti rispetto alle prime previsioni.

Lavoratori dipendenti, pensionati, ma anche disoccupati e tra gli altri percettori del reddito di cittadinanza si vedranno accreditare un bonus una tantum, a fronte dei rincari causati dalla crisi ucraina.

Sono però diversi i nodi ancora da sciogliere, e sul meccanismo di restituzione è necessario fare delle riflessioni specifiche.

Guardando al testo in bozza del Decreto, emerge chiaramente che il bonus 200 euro segue in un certo senso quanto previsto per l’ex bonus Renzi, anticipato dal datore di lavoro ma per il quale la verifica dei requisiti di effettiva spettanza è effettuato ex post.

Per i lavoratori dipendenti fino a 35.000 euro di reddito, individuati secondo gli stessi criteri previsti dalla Legge di Bilancio 2022 per la decontribuzione dello 0,8 per cento, il sostituto d’imposta erogherà in automatico il bonus di 200 euro, verificandone in sede di conguaglio l’effettiva spettanza.

Una verifica necessaria considerando che il parametro reddituale previsto è relativo al 2022. Cosa comporterà questo da un punto di vista pratico?

Nessun effetto per i lavoratori dipendenti con reddito che alla fine dell’anno non supererà i 35.000 euro.

Chi invece si collocherà al di sopra di questa soglia, dovrà restituire l’importo precedentemente erogato. Stando a quanto previsto dalla bozza del Decreto Aiuti, la restituzione sarà effettuata in busta paga dal datore di lavoro, in otto rate di pari importo a partire dallo stipendio che sconta gli effetti del conguaglio.

Restituzione del bonus 200 euro per i pensionati sopra i 35.000 euro di reddito entro il limite di prescrizione quinquennale

Il meccanismo di restituzione del bonus di 200 euro interesserà anche i pensionati percettori dell’importo da parte dell’INPS.

Anche in questo caso, il limite massimo previsto per l’accesso all’indennità una tantum è fissato a 35.000 euro, importo che terrà conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti da imposta, soggetti a ritenuta alla fonte o imposta sostitutiva.

Resteranno invece fuori dal calcolo il reddito della casa di abitazione e relative pertinenze, TFR ed emolumenti arretrati, ANF, assegni familiari, assegno unico e tra le altre cose le indennità di accompagnamento.

L’INPS procederà con l’erogazione del bonus di 200 euro sulla base dei dati a propria disposizione. Anche in tal caso, successivamente si procederà alla verifica del reddito complessivo annuo, incrociando i dati a disposizione dell’Istituto con quelli dell’Agenzia delle Entrate e delle altre amministrazioni pubbliche.

Una verifica a più livelli, che in caso di superamento del limite dei 35.000 euro di reddito avrà come conseguenza la restituzione dei 200 euro accreditati nel mese di luglio 2022.

In questo caso, l’INPS avrà a disposizione più tempo per il recupero, che dovrà avvenire entro il termine di prescrizione quinquennale.

Bonus 200 euro e rischio superamento del limite di 35.000 euro: sarà possibile rinunciare al pagamento?

Quelle sopra indicate sono le regole ad oggi previste dal testo in bozza del Decreto Aiuti. È quindi chiaro che per la conferma si attende la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, un passaggio al quale dovranno necessariamente seguire le indicazioni di prassi da parte degli enti competenti.

Bisognerà capire, ad esempio, se lavoratori e pensionati al limite dei 35.000 euro di reddito potranno rinunciare al pagamento del bonus di 200 euro, per evitare di incorrere il rischio di dover restituire le somme a fine anno, per poi ottenere l’eventuale importo spettante a fine anno o con la dichiarazione dei redditi.

Un aspetto sul quale il decreto non prevede ad oggi indicazioni specifiche, ma che potrebbe riguardare in molti, si pensi ai dipendenti titolari di più contratti di lavoro o ancora ai pensionati che percepiscono redditi derivanti dall’affitto di immobili.

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Due casistiche tra le tante per le quali il meccanismo di pagamento automatico del bonus di 200 euro rischia di rivelarsi penalizzante a fine anno, annullando gli effetti del contributo pensato per sostenere le famiglie colpite dall’aumento dei prezzi.

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