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Taglio cuneo fiscale 2023: quanto aumenteranno gli stipendi? #adessonewsitalia

Previsto taglio del cuneo fiscale pari a tre punti percentuali rispetto ai due fissati dal Governo Draghi per aumentare il reddito dei lavoratori dipendenti italiani.

Anno nuovo, vita nuova: il Governo Meloni sta pensando ad un taglio del cuneo fiscale di tre punti percentuali rispetto ai due fissati nel 2022 dal Governo Draghi per aiutare i lavoratori italiani.

Secondo gli ultimi dati OCSE, contenuti nel report “Taxing wages 2022” (riferito all’anno 2021) il cuneo fiscale pesa sui lavoratori del nostro Paese più che su tutti gli altri in Europa.  Infatti, un lavoratore senza figli a carico è sottoposto a oneri fiscali del 46,5%, ben sopra la media degli altri stati Europei (attorno o sotto il 30%). Peggio ancora se paragoniamo il prelievo fiscale sulle buste paga dei lavoratori del nostro Paese con quelli del Giappone, degli Stati Uniti o anche solo della più vicina Inghilterra.

Il taglio del cuneo fiscale avrebbe un impatto immediato e garantirebbe più soldi a tutti in busta paga. Oltre che avvantaggiare le aziende nell’assunzione di nuovo personale e stimolare l’economia e l’occupazione, soprattutto giovanile. Detto questo andiamo a vedere come funziona la nuova proposta del Governo Meloni che verrà attuata con la prossima legge di Bilancio in via di approvazione.

Scopri tutti i dettagli nel corso di questo approfondimento.

Cos’ è il cuneo fiscale? 

Iniziamo dal principio. Il cuneo fiscale, nel concreto, è dato dalla differenza tra lordo e netto della busta paga di un lavoratore. In sostanza, è l’ammontare complessivo di imposte e contributi legati al salario e che, di fatto, lo fanno scendere solitamente dai 300 ai 700 euro di media a danno del lavoratore. Volendo esemplificare possiamo dire che il cuneo fiscale di una busta paga media è composto per il 15,3% (del lordo) in relazione alle trattenute fiscali (IPREF, ed addizionali regionali e comunali) mentre per il 31,2% dai contributi previdenziali, i quali per circa il 7% circa gravano sul lavoratore mentre sul datore di lavoro per la quota del 24%.

Sul punto spiega Assolombarda.it che: “Il dipendente si fa carico dell’imposta e di parte dei contributi previdenziali, il datore di lavoro della restante parte dei contributi previdenziali. “Il calcolo viene effettuato applicando le normative fiscali e previdenziali vigenti nel 2021 alla retribuzione media determinata per ogni Paese”

Scopri di più leggendo il nostro articolo: “Cos’è il cuneo fiscale?“.

A chi spetta il taglio del cuneo fiscale?

L’agevolazione prevista dal Governo nasce per venire incontro a tutti i lavoratori dipendenti, tranne quelli domestici. Se sei un lavoratore dipendente, la Legge di Bilancio garantisce: 

  • Una riduzione dello 0,8% dei contributi INPS che vengono trattenuti sulla busta paga; 
  • Uno sconto maggiore, da luglio a dicembre, al 2% se il tuo reddito da lavoro dipendente non supera i 35mila euro all’anno.

Questo significa che la riduzione percentuale sui tuoi contributi aiuta a diminuire il peso fiscale sul tuo stipendio andando ad aumentare la cifra netta in busta paga (anche se di poco). Questa riduzione dell’importo dei contributi previdenziali in busta paga spetta se la tua retribuzione mensile è inferiore a 2.692 euro lordi e basata su 13 mensilità. 

 Ma non finisce qui!

La riduzione di queste ritenute legate ai contributi pensionistici non pesa sul calcolo delle tue prestazioni pensionistiche future. Viene garantito, infatti, al lavoratore di avere la possibilità di arrivare alla quota necessaria per ritirarsi dal mondo del lavoro, senza perdere niente.

Le novità 2023 della legge di Bilancio

La riduzione dei contributi previdenziali, la nuova IRPEF e le nuove detrazioni da lavoro dipendente introdotte dal Governo Draghi hanno contribuito ad abbassare il peso del cuneo fiscale sulle buste paga nel 2022.

Cosa aspettarsi dal 2023?

Come dichiara l’Ansa, il Governo sta pensando ad un taglio del cuneo fiscale di:

  • 2 punti per i redditi fino a 35mila euro (già previsto dal Governo Draghi);
  • 3 punti per le fasce di reddito inferiore a 20mila euro;
  • distribuito nella misura seguente: due terzi al lavoratore; un terzo alle imprese.

“Ogni misura che si inserisce deve avere copertura del Mef. La situazione è molto complicata” dichiara il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, all’Ansa.

Una riduzione di 5 punti percentuali per i lavoratori richiederebbe circa 13,7 miliardi (0,9 per cento del Pil).

Un’opzione particolarmente interessante secondo la voce.info, sarebbe quella di ridurre il cuneo fiscale in maniera mirata per i lavoratori più giovani abbassando l’imponibile previdenziale a carico degli under 40 anni che tocca il 41%. Una misura simile darebbe una mano concreta per invertire la tendenza attuale della fuga di talenti all’estero e della disoccupazione giovanile (pari al 36 per cento secondo le ultime stime Istat).

Se vuoi restare aggiornato sulle ultime notizie in materia di fiscalità e lavoro, leggi il nostro articolo “Legge di bilancio 2023: taglio del cuneo fiscale, riforma pensioni, abolizione reddito di cittadinanza“.

Chi ci guadagna dal taglio del cuneo fiscale?

Arrivati a questo punto, ti starai domandando quanto guadagneresti in più in busta paga grazie al taglio del cuneo fiscale. Per capire come cambia il tuo stipendio, tieni presente, per cominciare, che la percentuale del taglio del cuneo fiscale è fissa. Quindi varia in base alla cifra che guadagni oltre che ai punti percentuali di “sconto” stabiliti dal Governo di anno in anno.

Cosa vuol dire? Più è alta la tua busta paga maggiore sarà il tuo stipendio.

Tuttavia, se aumentano i punti del taglio del cuneo fiscale anche i redditi più bassi potranno avere più soldi in busta paga, tirando il fiato e aumentando il loro potere di acquisto.

Ad esempio, se la tua RAL annuale lorda è  di circa 35K potrai beneficiare di circa 400 euro netti in più all’anno. Tradotto nel concreto, circa 30 euro o poco più al mese per 13 mensilità. Se guadagni meno di 20mila euro all’anno lordi potrai accedere ad un taglio ulteriore del cuneo fiscale di un punto percentuale. In termini assoluti, il guadagno resta minore essendo minore la tua busta paga.

Come calcolare quanto incide il taglio del cuneo fiscale sullo stipendio

Ricapitolando, per capire quanto aumenterà il tuo stipendio devi tenere conto di questi fattori:

  • Devi partire dal tuo stipendio lordo previdenziale, ovvero lo stipendio pieno corrisposto dal datore di lavoro e su cui vengono calcolati i contributi;
  • Lascia perdere il lordo fiscale, voce in busta paga che non ci interessa per questo calcolo;
  • Dal lordo previdenziale devi poi sottrarre i contributi previdenziali: senza sconti sono dal 9% dell’imponibile; nel 2022 sono stati abbassati di due punti e lo saranno ulteriormente nel 2023;
  • A questo punto si applicano le imposte IRPEF, regionali e comunali; le detrazioni da lavoro;
  • Infine, abbiamo il netto in busta paga variabile, dunque se si applicano le riduzioni dei contributi previdenziali o altre imposte conteggiate in busta.

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