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Manovra, le misure: dalle pensioni a reddito, fisco e bitcoin. «Dal taglio al cuneo fino a 45 euro in più al mese» #adessonewsitalia


Cambiano il Reddito di cittadinanza e il taglio del cuneo fiscale. La prima manovra del governo Meloni riscrive il sostegno a chi non ha un lavoro, puntando su una stretta dal 2024 mentre la misura a favore delle buste paga si amplia per le fasce più deboli. Dalla razionalizzazione dei bonus edilizi agli extraprofitti, passando per la tassazione delle cripto-valute, il governo va a caccia però anche di risorse. Perché quello è il vero scoglio da superare per poter sigillare la manovra, che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti assicura sarà «coraggiosa».

Reddito di cittadinanza, il governo frena: stop per gli «occupabili» solo dal 2024

La manovra da 32 miliardi 

Una legge di bilancio con molti desiderata, ma una coperta corta: con oltre ai 21 miliardi in deficit già blindati per il caro-energia, lo spazio in cui far entrare tutto è una decina di miliardi. Con alcuni nodi cruciali ancora irrisolti, che creano tensioni nella maggioranza e su cui si cerca un accordo in extremis. La giornata parte in salita con la decisione di preallertare i ministri per un cdm serale anziché nel pomeriggio come inizialmente previsto. Per cercare di sbloccare la situazione viene riunito un vertice a Palazzo Chigi con la premier, i vicepremier e i ministri dell’Economia e del Lavoro. Mentre si intensifica da più parti il pressing per orientare le misure del provvedimento.

Il ministro dell’Istruzione Valditara chiede risorse aggiuntive per i contratti dei docenti. I partiti della maggioranza insistono con le loro richieste. Confindustria è critica sul cuneo («manca un intervento shock»). Poi in serata i due vicepremier mostrano soddisfazione. «Andiamo nella direzione giusta per pensioni minime e flat tax», dice Tajani (Fi). «Ci sono le misure chieste dalla Lega», assicura Salvini. A Bruxelles intanto si attende il Documento programmatico di bilancio, che arriva in cdm insieme alla manovra e che verrà inviato dopo il varo. A dividere la maggioranza è uno dei dossier più spinosi, quello sulla stretta al Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, cosa cambia

L’idea è di toglierlo agli ‘occupabili’, ma l’ipotesi di una cancellazione immediata del beneficio già dall’1 gennaio, che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi, appare ad alcuni troppo radicale. Una prima mediazione proposta dalla ministra del Lavoro Calderone prevedeva un anno di ‘cuscinetto’ (fino al 31 dicembre 2023) in cui inserire i lavoratori occupabili nel mondo del lavoro ma alla fine la stretta potrebbe essere ancora più significativa, riducendo questa finestra a otto mesi.

Pensioni, quota 103. E aumentano le minime

Resta caldo anche il dossier pensioni. Se per superare la Fornero si è trovata la formula di quota 103 (41 anni di contributi e 62 di età) come soluzione ‘ponte’ in attesa di una riforma più complessiva, si valuta anche la possibilità di recuperare altre risorse (da 1,8 a 3 miliardi in base alle soluzioni scelte) tagliando la rivalutazione delle pensioni all’inflazione per gli assegni più alti. Tajani annuncia anche l’aumento delle pensioni minime.

Fisco, bonus e bitcoin

Un altro tema in cerca di una sintesi è quello della ‘tregua fiscale’: accantonato lo scudo sui capitali all’estero, pare sicura la cancellazione delle cartelle fino a mille euro, mentre si discute ancora sulle altre. Nella lista delle possibili risorse, oltre al restyling degli extraprofitti, spuntano la razionalizzazione dei bonus edilizi e delle tax expenditure, e anche una ‘tassa bitcoin’, sulle plusvalenze da criptoattività. Tra le misure ormai certe c’è il taglio del cuneo fiscale, che andrà interamente a favore dei lavoratori. Così come le misure per arginare il caro-energia, con un mix di interventi che vanno dal potenziamento del bonus sociale ai crediti di imposta rafforzati per le imprese.

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Sui carburanti lo sconto viene ridimensionato, almeno per dicembre, visto il trend di discesa dei prezzi: da 30,5 a 18,3 cent (intervento che non penalizza gli autotrasportatori che godono di altri regimi). Arrivano con la manovra anche gli aiuti per le Marche colpite dai gravi eventi del maltempo: 400 milioni tra legge di bilancio e decreto allegato. Il passaggio di oggi non chiude comunque la partita: i giochi si faranno anche durante l’esame parlamentare, dove alcune misure potrebbero essere ripescate come emendamenti. L’iter partirà dalla Camera, dove il testo è atteso in commissione verso la fine della settimana. L’approdo in Aula non sarà prima del 20 dicembre, con il Senato costretto ad un passaggio solo tecnico.

Taglio cuneo fiscale, da 24 a 45 euro al mese

Un vantaggio ‘netto’ che varia dai 24 ai 45 euro netti a mese, per 13 mensilità di stipendio, per i redditi compresi tra i 15mila e i 30 mila euro: è questo l’effetto della riduzione del taglio del cuneo fiscale – cioè della differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e l’ammontare della busta paga netta che finisce nelle tasche del dipendente – in arrivo con la manovra economica che il governo si accinge a varare. Il beneficio lordo, per le medesime fasce reddituali, sempre a livello mensile, si collocherebbe invece fra «i 34 ed i 69 euro».

A fare i conti per l’ANSA è la simulazione realizzata dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, che mette in luce gli effetti dell’intervento pensato dall’Esecutivo per rendere più ‘pesanti’ le entrate dei subordinati, con una proroga della riduzione di 2 punti percentuali per il 2023 e ipotizzando un ulteriore incremento di un punto, per un totale di 3, che porterebbe l’aliquota a carico del lavoratore al 6,19%. Va detto che l’ipotesi che sembra prevalere è quella che vedrebbe il taglio di tre punti fino a 20.000 euro e uno di due punti sopra questa soglia.

I conti dei commercialisti evidenziano anche il guadagno netto, naturalmente più basso del valore del taglio, poiché in questo modo aumenta il reddito imponibile, che ha come diretta conseguenza l’applicazione di una maggiore tassazione Irpef e, di conseguenza, assottiglia l’intervento sul cuneo fiscale. A tal proposito, la Fondazione dei commercialisti rammenta come le ultime correzioni varate dal governo di Mario Draghi sull’Irpef siano state positive, seppur limitate, visto che il prelievo fiscale che grava sul lavoro dipendente, in Italia, resta alto e, generalmente, per mancanza di adeguate risorse, si riescono ad effettuare piccole correzioni, non interventi strutturali.

Il taglio del cuneo fiscale che si va delineando, tuttavia – spiegano i commercialisti – va comunque a favore del reddito imponibile ed è orientato a spingere i consumi, fattori in questo momento, insieme alle iniziative per alleviare gli oneri delle bollette energetiche, importanti. Attualmente, ricordano, infine, i professionisti, considerate le riduzioni introdotte dal governo Draghi con la legge di Bilancio 2022 e con il decreto Aiuti bis, l’aliquota contributiva a carico del lavoratore è stata tagliata dal 9,19% al 7,19%, e tale riduzione resta in vigore fino al 31 dicembre 2022, e si applica ai lavoratori dipendenti con una retribuzione lorda mensile pari a massimo 2.692 euro per tredici mensilità, equivalente a un reddito lordo annuo di 35.000 euro.

Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Novembre 2022, 01:10
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