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Taglio al cuneo fiscale, cosa cambierà ora nelle buste paga #adessonewsitalia

Il governo sta ragionando parecchio su come intervenire sul cuneo fiscale e sugli stipendi dei lavoratori italiani. In questi giorni si è dibattuto parecchio, con Confindustria che ha chiesto a gran voce un intervento da 16 miliardi per aumentare i salari, e i rappresentanti dei sindacati che hanno invece ribadito la necessità di portare aumenti in busta paga da 150 a 200 euro, almeno per i redditi fino a 35mila euro.

Sono entrambi provvedimenti piuttosto onerosi per lo Stato. Intervenuto sulla questione, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che i tagli saranno graduali, e che il governo punta a ridurre il cuneo fiscale di almeno 5 punti ma entro la legislatura.

Taglio al cuneo, come cambieranno gli stipendi

Il taglio graduale al cuneo riguarderà tutte le categorie di lavoratori dipendenti, con l’eccezione dei lavoratori domestici, con retribuzione mensile fino a 35mila euro lordi l’anno. Il tutto su 13 mensilità. Lo scontro sui contributi del 2%, in sostanza, verrà applicato dal mese di gennaio a quello di dicembre, e comprenderà anche la tredicesima. Non solo. Secondo quanto trapelato, la riduzione dei contributi non avrà effetti sul calcolo delle pensioni future. Il taglio del 2% dovrebbe essere effettivo entro la fine del 2022, con un costo di circa 4 miliardi per le casse dello Stato.

Cosa accadrà entro la fine dell’anno

Già entro la fine di dicembre di questo anno, grazie all’assegno unico universale e il taglio all’Irpef, il cuneo fiscale verrà ridotto di alcuni punti, dando già i suoi effetti. L’intervento, come già anticipato, riguarderà solo quegli stipendi fino a 35mila euro di reddito.

Va inoltre ricordato che dallo scorso luglio fino a questo dicembre vi è stato e vi sarà un aumento di 25 euro al mese, compresa tredicesima. Si tratta degli effetti di un intervento sul cuneo effettuato dal precedente governo Draghi. A tal proposito la Uil ha effettuato delle simulazioni, da cui è emerso che un lavoratore che guadagna 2.600 euro netti al mese si troverà in busta paga un aumento di 144 euro. Su uno stipendio di 1.500 euro, invece, l’aumento sarà di 102 euro. E così via.

Le previsioni per il prossimo anno

Nel prossimo futuro l’esecutivo Meloni dovrà finanziare e confermare il taglio di due punti al cuneo fiscale, cosa che varrà un impegno di circa 4 miliardi per le casse dello Stato. A quel punto in lavoratore dipendente che incassa, ad esempio, 1.700 euro netti (30mila euro l’anno), dovrebbe ricevere un aumento di circa 129 euro al mese. A beneficiare maggiormente del provvedimento dovrebbe essere la fascia fra i 17mila e i 25mila euro, che vedrà un aumento fino a 133 euro.

Il governo ha come obiettivo quello di ridurre il cuneo fiscale di 5, se non di 6 punti percentuali. Si tratta di un progetto ambizioso, e l’esecutivo ha deciso di prendersi tutti e cinque gli anni della legislatura per arrivare al risultato. Si tratta, infatti, di un operazione che dovrebbe costare allo Stato ben 12-15 miliardi di euro. La maggior parte del provvedimento mira ad alleggerire il carico sui contributi dei lavoratori, ma un terzo è dedicato anche alle aziende e agli imprenditori.

Se ciò si concretizzerà, i lavoratori avranno un aumento medio fra i 250 e i 350 euro al mese.

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