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SCRITTURE di ASSESTAMENTO e esempi registrazioni contabilità #adessonewsitalia


SCRITTURE di ASSESTAMENTO e esempi registrazioni contabilità

La contabilità è tenuta con principio “di cassa”, il bilancio, invece, in qualsiasi forma sia esso redatto, deve tener conto di due principi diversi: competenza e prudenza.

Le scritture di assestamento sono quelle scritture da effettuare a fine anno (con data 31/12) necessarie a trasformare il principio di cassa della contabilità nei principi di competenza e prudenza necessari alla redazione del bilancio.

Come vedremo in seguito i conti di natura economica e finanziaria andranno chiusi al 31/12 e al 1/01 verranno riaperti solo quelli di natura finanziaria, le scritture di assestamento servono anche da “ponte” per i conti di natura economica che sono di competenza dell’anno seguente.

Queste si possono suddividere in due macro-gruppi:

  1. Scritture di Integrazione

  2. Scritture di Rettifica

6.1 Scritture di integrazione

Sono scritture volte ad imputare costi e ricavi (e debiti e crediti) d’esercizio non ancora liquidati ma di competenza dell’esercizio in corso.

6.1.1 Fatture da emettere e ricevere

A norma del codice civile il contratto di compravendita è sciolto quando la merce è stata ricevuta dall’acquirente, e la registrazione con il programma gestionale in partita doppia va effettuata al ricevimento della fattura.

Detto ciò se al 31 dicembre avessimo già ricevuto la merce in magazzino, ma non ancora la fattura dovremo effettuare questa scrittura:

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Merci c/acquisti

2000€

 

Iva a credito

440€

 

Fatture da ricevere

 

2440€

Il conto “Fatture da ricevere” è un conto di natura finanziaria ed accoglie in avere un debito.

A ricezione della fattura si registrerà:

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Fatture da ricevere

2440€

 

Debiti v/fornitori

 

2440€

Nel caso di fatture da emettere la scrittura sarà analoga e contraria:

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Fatture da emettere

2440€

 

Iva a debito

 

440€

Merci c/vendite

 

2000€

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Crediti v/clienti

2440€

 

Fatture da ricevere

 

2440€

6.1.2 Ratei attivi e passivi

Nel caso di costi e ricavi in corso, ma la cui liquidazione risulta posticipata ad una data eccedente l’esercizio in corso, occorre registrarne la quota già maturata al fine di tener fede al principio della competenza.

Esempio:

07/10/14 31/12/14 05/04/15

Il termine della prestazione è fissato per il 05/04/14. Si prenda come esempio un conto corrente vincolato. Gli interessi sono posticipati, ma, anche se verranno pagati il 05/04, al 31/12 una quota è già maturata.

Il calcolo può essere effettuato sui giorni o sui mesi. Ipotizziamo che il valore atteso degli investimenti sia di 2.000€ per l’arco di tempo indicato sopra, 180 giorni per intenderci. Il calcolo sarà (2.000/180)*85 che fa 645€ (85 sono i giorni che intercorrono tra il 07/10 ed il 31/12)

Per il principio di cassa non dovremmo far altro che aspettare, ma al fine di redigere il bilancio occorre imputare all’anno in corso tutti i costi di competenza, ecco dunque che la scrittura contabile sarà:

Esempio Ratei attivi e passivi

I Ratei attivi sono “crediti presunti” relativi a ricavi non ancora completamente maturati.

Il 05 Aprile 2014, quando riceveremo il pagamento degli interessi, che ipotizziamo ammontare a 2.000€, faremo la seguente registrazione:

Esempio Ratei attivi e passivi

I Ratei passivi sono analoghi e contrari:

Esempio Ratei attivi e passivi

L’iva è sempre di competenza dell’anno seguente.

6.1.3 I fondi rischi ed oneri futuri

Il fondo rischi viene utilizzato per accantonare somme in vista di probabili perdite o debiti futuri (ad esempio se abbiamo una causa in corso che stiamo per perdere).

L’art. 2424 bis del Codice Civile specifica: “gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati a coprire soltanto perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza”

6.1.4 La quota annua di trattamento di fine rapporto

Fondo TFR liquidazione personale è il debito verso personale per TFR;

Erario c/imposta sostitutiva rileva il saldo dell’imposta sostitutiva che l’azienda verserà entro il 16 febbraio.

6.1.5 La liquidazione annua delle imposte dirette

In fase di chiusura è necessario stimare le imposte di competenza dell’esercizio. Al 31/12 avremo già pagato gli acconti, tuttavia il saldo verrà pagato nel giugno del prossimo anno. Per rispettare il criterio della competenza, sarà necessario stornare gli acconti già versati, stimare le imposte totali d’esercizio ed imputare il costo totale delle imposte all’esercizio corrente.

I conti “erario c/Ires” “erario c/Irap” (della prima e della seconda registrazione) stornano gli acconti pagati a novembre (vedi 4.6 Ires e I);

I conti “debiti tributari Ires Irap” accolgono in avere il debito stimato prima per l’Ires poi per l’Irap.

6.2 Scritture di rettifica

6.2.1 Ammortamenti e svalutazioni immobilizzazioni

Gli ammortamenti sono già stati trattati nel cap.4.3.2 Acquisto ed ammortamento.

Le svalutazioni si effettuano in caso di una durevole perdita di valore dell’immobilizzazione. Ipotizziamo che un terreno di proprietà della nostra azienda non sia più edificabile, il valore sarà drasticamente e durevolmente inferiore. Potremo quindi adottare due sistemi per la svalutazione del bene, nel nostro caso il terreno:

  1. Svalutazione diretta:

esempio registrazione ammortamenti

  1. Svalutazione indiretta:

esempio registrazione ammortamenti

Il conto “510.030 Svalutazione immobilizzazioni …” è un costo d’esercizio, il “Fondo svalutazione …” è una rettifica di valore indiretta.

6.2.2 Risconti attivi e passivi

I risconti si utilizzano per stornare costi o ricavi già liquidati, ma non completamente maturati.

01/07/14 31/12/14 01/07/15

Se ad esempio il 01/07 paghiamo anticipatamente un affitto annuale, al 31/12 dovremo stornare dal costo sostenuto la parte di competenza del 2014, in questo caso l’equivalente di 6 mesi.

La scrittura contabile è:

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Risconto attivo

4.972,68€

 

Fitti passivi

 

4.972,68€

Il calcolo è rappresentato nello specchietto di seguito.

Il Risconto attivo è una “quota di costo sospeso”, il conto “Fitti passivi” con segno avere storna la quota di costo non di competenza.

I software gestionali posseggono degli automatismi.

Grazie a degli specchietti come questo, ad esempio, risulta più comodo gestire i risconti al momento della registrazione della fattura anziché attendere il 31/12. Funzioni simili permettono ai contabili di evitare noiosi calcoli e promemoria. esempio registrazione risconti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scrittura di risconti passivi generata dal software è la seguente:

 

esempio registrazione risconti

6.2.3 Le Rimanenze di Magazzino

Indipendentemente dal criterio scelto per valorizzare il magazzino (LIFO FIFO ecc.) le rimanenze presenti a fine anno rappresentano un costo non più di competenza dell’esercizio in corso, poiché non hanno ancora avuto un’utilità, ma di competenza dell’anno a venire.

La comprensione di questo argomento è tutt’altro che semplice. Si richiede, infatti, un capacità visiva globale della vita dell’impresa. Occorre inoltre prendere coscienza del fatto che questa è continuativa e che quindi le scritture di assestamento ed il bilancio sono semplici proforma che alla riapertura dell’esercizio successivo devono lasciare meno segni possibili.

Esistono varie categorie di rimanenze identificabili in funzione del loro scopo o della fase del processo produttivo in cui si trovano al 31/12.

Una prima distinzione va fatta tra le rimanenze “propriamente dette” e quelle relative a lavori in corso su ordinazione, commesse e opere ultra-annuali.

Le rimanenze “propriamente dette” sono: materie prime, sussidiarie e di consumo, prodotti finiti e merci.

La tabella di seguito propone il calcolo della rimanenza finale

+

Valore delle merci acquistate

+

Valore delle merci esistenti all’inizio dell’esercizio

Valore delle merci vendute

=

Valore delle merci invendute in magazzino

Il “valore delle merci invendute” comparirà nello Stato Patrimoniale in qualità di costo sospeso e rinviato a futuro.

A Conto Economico comparirà solo la differenza tra le merci acquistate e vendute nell’esercizio poiché è l’unico costo/ricavo di competenza dell’anno, il “valore delle merci invendute” comprende, infatti, anche le rimanenze dell’anno passato.

La differenza tra le merci acquistate e vendute nell’esercizio non è altro che la differenza tra il valore delle merci esistenti all’inizio dell’anno ed il valore delle merci rimaste invendute.

+

Valore delle merci vendute

Valore delle merci invendute in magazzino a fine anno

=

Variazione rimanenze merci (rimanenza di competenza dell’esercizio in corso)

+

Valore delle merci esistenti all’inizio dell’esercizio

Valore delle merci invendute in magazzino

=

Variazione rimanenze merci

Di seguito si propone un esempio chiarificatore con la relativa scrittura in partita doppia.

Ipotizziamo di aver calcolato a fine anno rimanenze di materie prime (o merci invendute) per 100€, le rimanenze iniziali erano di 90€, la variazione finale sarà di 10€.

esempio registrazione rimanenze di magazzino

Il conto 410.110 “M. prime, …, c/esistenze finali” è un conto di natura economica che accoglie in avere uno storno di costo.

In bilancio, al fine di determinare l’utile d’esercizio (nel conto economico), il conto “rimanenze finali” si compenserà col conto “esistenze iniziali” così da escludere costi passati, ed imputare all’esercizio corrente solo il costo di competenza, in questo caso 10€.

Il conto 200.010 “Rimanenze m. prime …” è un costo sospeso. Questa voce rappresenta il valore totale delle rimanenze di magazzino nello stato patrimoniale. È un conto transitorio la cui funzione è di spostare le rimanenze da un esercizio all’altro: a gennaio verrà girato nel conto “Esistenze iniziali…”.

La tabella seguente mostra i valori delle rimanenze/esistenze nel tempo:

Esistenze/Rimanenze

 

Dare

Avere

Esistenze iniziali

90€

 

Rimanenze finali

 

100€

Variazione

10€

 

La variazione rappresenta, in questo caso, il maggior avanzo di materie dell’anno in corso rispetto all’anno precedente. Ipotizziamo di essere nel 2014 e che l’azienda abbia aperto nel 2013. I 90€ di rimanenze hanno contribuito positivamente sull’utile del 2013 poiché sono uno storno di costo che viene rinviato a futuro:

Conto economico 2013

Dare

Avere

Merci c/acquisti

1.000

Variazione Rimanenze

90

Il costo da stornare nel 2014 è di 10€: dei 100€ di rimanenza 90€ arrivano dall’anno scorso: li abbiamo conservati in contabilità come esistenze iniziali.

Conto economico 2014

Dare

Avere

Merci c/acquisti

1.000

Variazione Rimanenze

10

Per chiarire il discorso possiamo ipotizzare una diminuzione delle rimanenze, magari nel 2015.

Conto economico 2015

Dare

Avere

Merci c/acquisti

1.000

 

 

Variazione Rimanenze

20

 

 

A fine 2015 sono state calcolate rimanenze per 80€, 20€ in meno rispetto al 2014 (che erano 100€). La registrazione in partita doppia è la medesima, ma la variazione è negativa.

esempio registrazione rimanenze di magazzino

Le rimanenze diminuiscono di 20€, quindi abbiamo utilizzato una parte dei 100€ dell’anno scorso che ora sarà imputata tra i costi e diminuirà l’utile.

Le rimanenze iniziali del 2016 saranno di 80€.

Per approfondire ulteriormente il discorso si rimanda all’Appendice A. Il segno delle rimanenze in bilancio.

6.2.4 Fondo Svalutazione crediti

Per il principio della prudenza occorre rivalutare i crediti, aprendo in avere un fondo rischi in cui accantonare le quote che alcuni creditori pagheranno.

Il fondo svalutazione è un fondo creato su crediti specifici, ad esempio se il cliente Caio sta fallendo o il cliente Sempronio ha un credito nei miei confronti scaduto da 12 mesi ecc.

Ipotizziamo allora di voler svalutare il credito di Sempronio, dell’ammontare di 10.000€, dell’80%. La scrittura sarà la seguente:

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Svalutazione crediti

8.000€

 

Fondo Svalutazione crediti

 

8.000€

Il conto svalutazione crediti è un costo, il fondo è lo storno indiretto del credito.

6.2.5 Fondo rischi su crediti

Il fondo rischi è un fondo generico utilizzato per accantonare somme in funzione di un rischio di credito generico.

La scrittura è questa:

Conto

Sezioni

Dare

Avere

Accantonamenti per rischi su crediti

8.000€

 

Fondo rischi su crediti

 

8.000€

La descrizione dei conti è analoga alla precedente: il conto rischi su crediti è un costo, il fondo è lo storno indiretto dei crediti.

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