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La manovra Meloni, il corpo di Saman, il coraggio dell?Iran #adessonewsitalia

Buongiorno. Dopo i vertici internazionali a Bruxelles e al G20, oggi Giorgia Meloni è attesa a un test interno davvero importante: il Consiglio dei ministri in cui si capirà meglio – anche se non ancora definitivamente – il profilo della sua prima manovra economica. Sono questioni decisive per la tenuta politica della maggioranza e per la tenuta sociale del Paese, e ne parleremo necessariamente per settimane.

Oggi però apriamo con Saman Abbas e con le ragazze dell’Iran. Al ricordo di Saman ci richiama Giusi Fasano: le dobbiamo di più delle solite righe sulla «ragazza pachistana uccisa per aver osato ribellarsi alla famiglia che voleva per lei un matrimonio combinato». Perché «quella ragazza con la fascia rossa fra i capelli è entrata nelle nostre vite quando il suo nome era già cronaca nera e il suo cuore non batteva già più». E perché il suo voler essere e quindi il suo essere italiana – @italiangirl si firmava sui social – ci dice come associasse l’italianità alla libertà.

Di Saman si è probabilmente trovato il corpo. Lo zio ha condotto gli inquirenti al casolare di Novellara, nel Reggiano, dove sarebbe stata seppellita, e ha detto ai carabinieri dove scavare. In attesa del processo, a febbraio, ci vorrà tempo perché le perizie stabiliscano ufficialmente che quei resti sono della ragazza. Lo zio sarebbe il suo assassino materiale. Il padre, arrestato nei giorni scorsi in Pakistan, il responsabile di tutto: le intercettazioni, scrive Alessandro Fulloni, raccontano la sua furia figlicida in nome di una religione che però, attraverso la sua rappresentanza istituzionale – l’Ucoii, Unione delle comunità islamiche d’Italia – si costituirà parte civile al processo, dopo averlo inchiodato curando la traduzione delle sue parole.

«Una via, un centro culturale, una borsa di studio…», raccomanda Giusi: qualsiasi cosa possa ricordare Saman. Per evitarne altre.

imageSaman Abbas, la ragazza scomparsa nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021

Intanto c’è l’Iran in gioco

C’è l’Iran in gioco nelle strade del Paese, dove non si ferma la rivolta innescata dall’uccisione di Mahsa Amini, la 21enne curda picchiata a morte a settembre dai pasdaran per una ciocca di capelli non coperta dal velo. Da allora altre 378 persone sono morte nelle proteste, e sei sono state condannate a morte: l’ultima ieri. Sempre ieri altre manifestazioni sono state represse con la forza e un’attrice molto amata, Hengameh Ghaziani, è stata arrestata per aver pubblicato sul suo profilo Instagram un video in cui si scopre i capelli. Un’altra prova di coraggio, in mondovisione, è attesa oggi.

C’è l’Iran in gioco, infatti, anche al Mondiale di calcio in Qatar. Stasera la nazionale affronta l’Inghilterra, ma la sfida più importante dei giovani uomini che vedete in apertura, nella classica foto pre-partita, non sarà agli avversari in campo ma al regime degli ayatollah. Gian Antonio Stella ha ricordato nei giorni scorsi le parole di Sardan Azmoun, attaccante di livello internazionale e altro idolo dei giovani: «Essere cacciato dalla nazionale sarebbe un piccolo prezzo da pagare rispetto anche a un solo capello delle donne iraniane. Non ho paura di essere imprigionato. Vergogna a voi per aver ucciso il popolo così facilmente e viva le donne dell’Iran».

La partita è in programma alle nostre 14, diretta tv su Rai2. In campo, scrive Arianna Ravelli, «un coraggio mai visto in un Mondiale di calcio».

La prima manovra Meloni

Il Consiglio dei ministri è in programma alle 17. «C’è accordo su tutto», dice Salvini. Persone che ci credono: zero. I punti da limare sono parecchi. Infatti – avverte una delle menti più lucide del governo, il ministro della Difesa Crosetto – «la manovra è ancora in divenire, quella finale è quella che sarà approvata a fine anno». Le schermaglie, dunque, non finiscono certo oggi. Punto per punto, la situazione è questa:

  • Un budget da 32 miliardi Confermata l’entità complessiva della Legge di Bilancio, che per due terzi sarà in deficit, con 21 miliardi destinati agli aiuti per famiglie e imprese contro la crisi energetica e il caro bollette. Possibile aggiunta: un «price cap» nazionale, un tetto al prezzo di luce e gas.
  • Il taglio dell’Iva su pane, pasta e latte È una misura rivendicata da Forza Italia e da Salvini. Per il capo della Lega «sarebbe un bel segnale», per Berlusconi addirittura «essenziale». Per Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario all’Attuazione del programma e fedelissimo meloniano, «è possibile che non ci sia. Incide poco. Si rischia che non ne benefici il consumatore». La verità è che parliamo di pochi spiccioli. Ma come spiega Fabio Savelli, «proporzionalmente servirebbe alle famiglie più povere che hanno un’alimentazione meno varia».
  • La riforma del Reddito di cittadinanza Si va verso una riduzione progressiva dopo i 18 mesi di assegno. La premier caldeggia l’ipotesi più dura: fine del sussidio per gli abili al lavoro. Ma ci sono altre ipotesi più graduali. Tutte, comunque, prevedono la perdita del Reddito al rifiuto della prima proposta «congrua» di lavoro (ora scatta dalla seconda). In tutto, calcola Enrico Marro, sono più di 830 mila le persone che potrebbero essere colpite dalla stretta, un sussidiato su tre. Il risparmio sarebbe di 1,8 miliardi.
  • Il taglio del cuneo fiscale Sicuramente sarà rifinanziato il taglio di due punti deciso nel 2022 per le retribuzioni lorde fino a 35 mila euro. Il taglio potrebbe salire a 3 punti, ma nella maggioranza qualcuno vuole destinare il punto in più alle retribuzioni fino ai 20 mila euro e qualcun altro alle imprese.
  • La flat tax al 15% Per autonomi e partite Iva sarà estesa dai 65 mila agli 85 mila euro, non 100 mila come voleva Forza Italia.
  • Quota 103 sulle pensioni Qui l’accordo c’è: si potrà lasciare il lavoro con 62 anni di età e 41 di contributi e non più con i 64+38 di Quota 102. Una scelta che interesserà 48mila lavoratori, per una spesa di circa 750 milioni.
  • Amazon tax L’idea di tassare le consegne di beni ordinati online effettuate con mezzi inquinanti è in dubbio, perché dai giganti del web potrebbe ricadere sulle piccole aziende di trasporto.
  • Più figli più soldi Previsto un aumento da 100 a 200 euro della maggiorazione dell’assegno unico per le famiglie con 4 o più figli. Per i gemelli fino a tre anni ci sarebbero 100 euro in più.
  • Il pasticcio del bonus matrimoni Ventimila euro da regalare a chi si sposa in chiesa, sotto forma di detrazioni fiscali. Segnarsi i nomi dei parlamentari della Lega che hanno seriamente depositato questa proposta di legge: Simone Billi, Ingrid Bisa, Alberto Gusmeroli, Umberto Pretto e Domenico Furgiuele. Motivo: i matrimoni religiosi sono in calo maggiore rispetto ai matrimoni civili perché costano di più, quindi vanno sovvenzionati. Palazzo Chigi ha dovuto chiarire che non è un’iniziativa del governo, perché il governo «è al lavoro per sostenere la famiglia con misure concrete e realizzabili».

Ma qual è il clima politico nella maggioranza?

Lei, lui e l’altro

Sì, a un mese dalla nascita del governo siamo ancora lì: i rapporti tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi non lasciano prefigurare una navigazione tranquilla. Punto per punto:

  • Meloni e il no ad «azioni spericolate» La presidente del Consiglio chiede agli alleati realismo e prudenza perché «adesso la nostra priorità è affrontare l’emergenza e dare all’Europa e ai mercati un segnale di grande serietà e senso di responsabilità». Dunque le promesse elettorali vanno rinviate: «Non ci sono le risorse, non c’è il tempo e non possiamo sbagliare».
  • Salvini e il pressing sui social Il leader della Lega, scrive Monica Guerzoni, «va avanti a video su TikTok all’insegna del ‘si può fare di più’», e « vorrebbe bloccare le cartelle esattoriali anche ‘da 5 o 10 mila euro’», non solo fino a mille. Francesco Verderami ha spiegato nei giorni scorsi che si tratta di una strategia precisa: «In neppure un mese non ha mai smesso di fare il controcanto a Meloni».
  • Berlusconi e il patto con la Lega Ultimamente l’anziano leader pareva più isolato, ma in realtà ha ripreso i contatti con Salvini, col quale ha un interesse comune essenziale: «Marciano divisi per colpire uniti. Ad accomunarli è l’estremo tentativo di arginare l’alleata: agiscono sui temi programmatici per impedirle di avanzare nella coalizione e di realizzare l’Opa sul centrodestra». Per questo Berlusconi pensa di nuovo a un «patto federativo» con la Lega che sventi l’annessione di Forza Italia da parte di Fratelli d’Italia.
  • Scenari Meloni pensa davvero a un grande partito conservatore con lei leader. In Forza Italia il suo punto di riferimento è Tajani, avviato a essere accusato di alto tradimento dal cerchio magico berlusconiano. Salvini deve pensare di nuovo al Nord, tornato ridotta leghista. La sua fortuna è che il leghista più bravo e popolare, Luca Zaia (qui la sua intervista di ieri ad Aldo Cazzullo), pensa solo al Veneto e non a fargli le scarpe. Ma l’autonomia regionale cara ai leghisti è una bomba a tempo: Fratelli d’Italia fa finta di appoggiarla ma potrà farne passare solo una forma annacquata.

E l’opposizione come se la passa?

Bonaccini in campo

Il governatore dell’Emilia Romagna si è candidato ufficialmente alla guida del Partito democratico. Per l’annuncio ha scelto il suo paese, Campogalliano, in provincia di Modena, in una chiesetta sconsacrata: un luogo che simboleggia perfettamente lo stato di un partito nato dai resti di due chiesone assai sacrali, Dc e Pci. Punto per punto:

  • Cosa ha detto Bonaccini 1) «Sento il peso di questa responsabilità, di provare a fare quello che non è riuscito ad altri. La cosa che mi preoccupa è lo smarrimento della nostra gente. Sentire evocare lo scioglimento del Pd mi colpisce nel profondo». 2) «Non accetto che si resti paralizzati sotto i colpi della destra e delle altre opposizioni che cercano di dilaniarci». 3) «Non chiederò appoggio ad alcuna corrente e completerò con impegno il mandato in Emilia-Romagna fino al 2025».
  • Cosa vuol dire Bonaccini 1) Sono ambizioso, non c’è segretario del Pd che non sia andato a sbattere ma io voglio fare superare al partito l’idiosincrasia per la leadership decisa. Sono quello che ha fermato l’ascesa di Salvini e l’autostima non mi manca. 2) La leadership debole degli ultimi mesi non ha costruito né alleanze elettorali né un’identità difendibile. Rimedierò io. 3) Voglio prendere così tanti voti da essere del tutto autonomo dai capicorrente. Comunque non mollo il mio feudo perché l’Emilia-Romagna resta la quintessenza di qualsiasi Pd.
  • Chi sta con Bonaccini La corrente riformista degli ex renziani, molti sindaci, il governatore della Toscana Giani.
  • Chi sta contro Bonaccini La sua ex vice in Regione Elly Schlein sarà molto probabilmente la sua principale antagonista. Con lei, in nome del rinnovamento, due mammasantissima come Prodi e Franceschini. In campo per la segreteria, probabilmente, anche il sindaco di Firenze Nardella, oltre all’ex ministra De Micheli.
  • Bonaccini è favorito? Risposta in una parola: sì.
  • Scenari Sicuramente una vittoria di Bonaccini riavvicinerebbe il Pd al terzo polo di Calenda-Renzi, ma questo non vuol dire che regalerebbe praterie di sinistra a Conte: Bonaccini conta di avere la doppia presa riformista-popolare che è mancata a tutti i suoi predecessori. C’è però un pezzone di apparato che coltiva il progetto di un «nuovo» partito socialdemocratico. Altre scissioni in vista? Probabilmente sì.

Altre cose importanti

  • Nuovo allarme a Zaporizhzhia La situazione torna pericolosa attorno alla città ucraina, occupata dai russi, che ospita la più grande centrale nucleare d’Europa. Sabato sera e ieri mattina ci sono state forti esplosioni nei pressi dell’impianto, con russi e ucraini che come sempre si rimpallano le responsabilità. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica chiede «misure urgenti che aiutino a prevenire un incidente nucleare».
  • Il serial killer delle prostitute Ha passato la prima notte in carcere, guardato a vista perché non si uccidesse, Giandavide De Pau: gli indizi contro di lui, dopo le tre donne uccise giovedì nel quartiere Prati di Roma, sembrano schiaccianti. Gli inquirenti stanno vagliando il ruolo di una cubana che l’ha denunciato. Qui l’inquietante ritratto di De Pau firmato da Giovanni Bianconi: «La vita dorata tra i boss calabresi: ‘stavo su un altro pianeta’».
  • La strage di gay in Colorado Cinque morti, 25 feriti: è il bilancio della sparatoria di sabato sera al Club Q, un locale gay di Colorado Springs. L’autore del massacro è stato identificato dalla polizia come Anderson Lee Aldrich, 22 anni. La cronaca di Viviana Mazza.
  • Il Mondiale in Qatar È cominciato con la vittoria dell’Ecuador sui padroni di casa. Prima, una cerimonia inaugurale per niente banale. La difesa del Qatar da parte del boss della Fifa Infantino non è piaciuta né a Panebianco né a Grasso. Oggi, oltre a Iran-Inghilterra, ci sono Senegal-Olanda (Rai 2 e Rai Play alle 17) e Usa-Galles (Rai 1e Rai Play alle 20). Qui tutto il calendario. L’Italia, intanto, già depressa di suo per l’esclusione dal Mondiale, si è fatta battere in amichevole dall’Austria.
  • Da leggere Il Dataroom di Michelangelo Borrillo e Milena Gabanelli sulla siccità in Italia: lo trovate sul sito e sul giornale.
  • Da ascoltare Sul podcast Corriere Daily, Federico Fubini racconta il collasso di Ftx, la quarta maggiore piattaforma di trading di criptovalute.

Grazie per aver letto Prima Ora, e buona settimana.

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(gmercuri@rcs.it, langelini@rcs.it, etebano@rcs.it, atrocino@rcs.it)

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“https://www.corriere.it/la-bussola-di-oggi/2022/11/21/manovra-meloni-corpo-saman-coraggio-dell-iran-032c94ae-690d-11ed-b63c-9122e6aff993.shtml”

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