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Entro il 6 dicembre 2022 le istanze per il CFP settori in difficoltà, in regime “de minimis” #adessonewsitalia


È stato pubblicato ieri, 18 novembre 2022, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 423342/2022, che ha definito le modalità ed i termini di presentazione di una nuova istanza finalizzata al riconoscimento di contributi a fondo perduto. Il riferimento è all’articolo 1-ter, comma 2-bis, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 (Decreto Sostegni-bis) che ha previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore della ristorazione, bar e altri settori in difficoltà, nel limite di spesa di 40 milioni di euro complessivi.

I beneficiari e le condizioni di accesso al contributo sono stati individuati da decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 27 ottobre 2022:

  • svolgere – alla data di presentazione dell’istanza – attività prevalente, comunicata con modello AA7 o AA9 all’Agenzia delle entrate, con codice Ateco 2007 96.09.05 o 93.11.20 o appartenente a uno dei gruppi di codici Ateco 2007 56.10, 56.21 o 56.30;
  • aver subito una riduzione dell’ammontare dei ricavi (ex art. 85 comma 1 lett. a e b del TUIR) del periodo di imposta 2021 non inferiore al 40% rispetto all’ammontare dei ricavi del periodo di imposta 2019;
  • per i soggetti che hanno aperto partita IVA nel 2020 (salvo che si tratti di prosecuzione di attività condotta da soggetto deceduto o cessato), la riduzione dei ricavi deve essere verificata confrontando l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dei mesi dell’anno 2021 con all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020, considerando i mesi successivi a quello di apertura della partita IVA;
  • nel caso di imprese con esercizio non coincidente con l’anno solare, i ricavi 2019 devono essere determinati guardando all’esercizio che termina nell’anno 2019 in data diversa dal 31 dicembre 2019; parimenti, per i dati 2021, occorre guardare ai ricavi relativi all’esercizio che termina nell’anno 2021 in data diversa dal 31 dicembre 2021;
  • risultare regolarmente iscritti e attivi nel Registro delle imprese tenuto presso la CCIAA;
  • avere sede legale o operativa ubicata sul territorio italiano;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere impresa già in difficoltà al 31 dicembre 2019 (con l’eccezione delle microimprese e piccole imprese, a meno che non siano sottoposte a procedure concorsuali o abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione).

Il contributo, in ogni caso, non spetta:

  • ai soggetti destinatari di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modifiche;
  • ai soggetti che si trovino in altre condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque ostative.

Operativamente è necessario trasmettere telematicamente l’istanza, anche a mezzo intermediario. Il meccanismo è quello consueto: trasmissione a mezzo Desktop Telematico o applicativo web in Fatture e Corrispettivi; all’atto dell’invio viene una prima ricevuta alla trasmissione. A seguire, verrà rilasciata una seconda ricevuta, solo all’atto dell’effettivo riconoscimento del contributo, che sarà erogato sul conto corrente indicato in istanza.

All’atto della presentazione della domanda non vi è modo di conoscere l’ammontare del contributo riconosciuto. La norma, infatti, prevede che successivamente al termine per la presentazione delle istanze, le risorse stanziate vengano ripartite tra coloro che rispettano i requisiti, come segue:

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  • il 70%, in egual misura tra tutti i beneficiari;
  • in aggiunta, il 20% in egual misura tra tutti i beneficiari che presentano un ammontare dei ricavi 2019 superiore a 400.000 euro;
  • in aggiunta, il 10% in egual misura tra tutti i beneficiari che presentano un ammontare dei ricavi 2019 superiore a 1.000.000 di euro.

Nel caso di contributo superiore a 150.000 euro, l’emissione del mandato di pagamento avverrà successivamente alla presentazione di apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR 445/2000) relativa alla dichiarazione antimafia, da trasmettersi via PEC. La relativa modulistica sarà pubblicata in seguito, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Due aspetti particolarmente delicati meritano evidenza:

  1. per la presentazione delle domande è previsto un tempo estremamente limitato: il canale sarà aperto il 22 novembre 2022 e le istanze devono essere trasmesse entro il 6 dicembre 2022. In tale lasso di tempo è possibile presentare una nuova istanza a correzione di quella precedentemente trasmessa;
  2. il beneficio non rientra più nei limiti previsti dal Temporary Framework europeo, bensì soggiace alla normativa “de minimis” (regolamento n. 1407/2013/UE della Commissione europea del 18 dicembre 2013 e succ. mod.). Particolare attenzione deve essere pertanto posta alle informazioni richieste nell’autocertificazione da rendere in sede di istanza, come di seguito approfondito.

Viene richiesto di autocertificare l’ammontare complessivo di tutti gli aiuti di Stato in regime “de minimis”, la cui registrazione nel RNA è avvenuta o avverrà nel triennio 2022-2024, ricevuti dall’impresa unica (la cui presenza deve essere evidenziata compilando il quadro A – e tenuto anche conto delle disposizioni relative a fusioni/acquisizioni o scissioni, nonché della separazione dei dati relativi all’eventuale attività ulteriore attività di autotrasporto, in quanto soggetta a limiti diversi (in caso di esercizio di più attività è necessario disporre di un sistema adeguato di separazione delle attività o distinzione dei costi tale da garantire che le attività esercitate nei settori esclusi dal campo di applicazione del regime “de minimis” non abbiano beneficiato di aiuti).

Ciò in quanto, come già abbiamo avuto modo di approfondire in occasione del CFP aggiuntivo HORECA, la normativa “de minimis” (art. 10 decreto MISE 31 maggio 2017 nr. 115) prevede che un aiuto si intenda come concesso e venga registrato nel RNA nell’esercizio finanziario successivo a quello di presentazione della dichiarazione fiscale nella quale ne viene indicato il riconoscimento.

Il contributo qui in oggetto, per le imprese aventi periodo di imposta coincidente con l’anno solare, verrà pertanto indicato in Redditi 2023 anno di imposta 2022; di conseguenza l’iscrizione avverrà nel 2024, e sarà tale l’anno “conclusivo” del triennio da monitorare ai fini delle soglie (per un massimale di 200.000 euro per “altri settori” e 100.000 euro per il settore autotrasporto).

Ciò che deve essere autocertificato, pertanto, corrisponde alla somma dei:

  • aiuti subordinati all’emanazione di provvedimenti di concessione o di autorizzazione alla fruizione, la cui fruizione da parte del beneficiario e registrazione nel RNA da parte della pubblica amministrazione è avvenuta nell’esercizio finanziario in corso (2022), fino alla data di presentazione dell’istanza;
  • aiuti non subordinati all’emanazione di provvedimenti di concessione o di autorizzazione alla fruizione (aiuti automatici), riconosciuti al soggetto beneficiario nell’esercizio finanziario in corso e in quello precedente (2022 e 2021), fino alla data di presentazione dell’istanza, la cui registrazione nel RNA avviene nell’esercizio finanziario successivo al riconoscimento (rispettivamente 2023 e 2022);
  • aiuti automatici fiscali, riconosciuti al soggetto beneficiario nell’esercizio finanziario in corso e nei due esercizi precedenti (2022, 2021 e 2020), fino alla data di presentazione della presente istanza, la cui indicazione nella dichiarazione fiscale è prevista nell’esercizio finanziario successivo (rispettivamente 2023, 2022 e 2021) e la cui registrazione nel RNA da parte dell’Agenzia delle entrate avviene nell’esercizio finanziario successivo alla dichiarazione (rispettivamente 2024, 2023 e 2022).

Si osservi che stiamo parlando di un conteggio decisamente complesso, che tuttavia entra a far parte di una autocertificazione, con conseguenze di carattere anche penale nel caso di dichiarazioni mendaci.

Unico aspetto positivo è che, in questo ginepraio di aiuti da prendere in considerazione, non rilevano gli aiuti Covid-19 concessi in regime di Temporary Framework UE, per i quali, come ben sappiamo, erano previste regole e massimali del tutto differenti da quelli previsti per gli aiuti de minimis.

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