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Come funzionano i CCT – IoInvesto SCF #adessonewsitalia


Pillole di Finanza 16.11.2022

Vediamo assieme come funziona il CCT.

La sigla sta per Certificato di Credito del Tesoro.

Meno popolari ed utilizzati dei BTP, anche i CCT sono Titoli di Stato.

Ne conosci il funzionamento e le potenzialità?

Te lo spiego in questa guida all’utilizzo di tali strumenti finanziari.

Al termine della lettura saprai se ti conviene e come si può investire in CCT.

E se è meglio per te affidarti alla consulenza finanziaria indipendente.

Come funziona il CCT?

I Certificati di Credito del Tesoro (CCT) sono obbligazioni emesse dal Dipartimento del Tesoro italiano, che danno all’investitore un’entrata ogni semestre.

Questa è la cedola ed è variabile di 6 mesi in 6 mesi, in base al valore assunto da un parametro (nel prossimo paragrafo vedremo quale).

Comprando Certificati di Credito del Tesoro stai di fatto prestando soldi allo Stato italiano per finanziare le sue spese.

In cambio lo Stato ti riconosce una percentuale (tasso d’interesse), variabile semestralmente, calcolata su quanto gli hai prestato.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • investi 10.000€ in CCT ed il tasso d’interesse cedolare in un determinato semestre è pari al 3%,
  • in quel particolare semestre ti spettano 300€ lordi,
  • a cui dovrai sottrarre la tassazione del 12,50% (ovvero 37,50 €).

Prima del marzo 1991 i Certificati di Credito del Tesoro venivano emessi con varie scadenze (dai 2 ai 10 anni).

I CCT odierni hanno quasi tutti una durata fissa di 7 anni.

Ciò significa che per i 7 anni successivi alla data della loro emissione potrai godere di una cedola semestrale, proporzionale a quanto investito e al tasso d’interesse variabile di semestre in semestre.

Per i Certificati di Credito del Tesoro, come per gli altri titoli di Stato, c’è la possibilità di:

  • comprarli anche in un momento successivo alla loro emissione,
  • venderli in un momento precedente alla loro scadenza.

Altra loro caratteristica è quella per cui le operazioni di compravendita hanno un taglio minimo di 1000€ e suoi multipli.

A cosa sono indicizzati i CCT?

I Certificati di Credito del Tesoro, abbiamo detto, danno all’investitore una cedola (un’entrata) periodica, variabile di semestre in semestre.

In base a cosa varia la cedola di questi particolari Titoli di Stato?

Fino a marzo 2010 esistevano CCT la cui cedola variava in base al tasso d’interesse fornito dai BOT a 6 mesi (Buoni Ordinari del Tesoro, titoli del debito pubblico italiano di breve termine).

Da giugno 2010 in poi sono stati emessi solo CCT la cui cedola semestrale dipende dall’indice Euribor a 6 mesi, i cosiddetti CCT EU.

L’Euribor a 6 mesi è il tasso interbancario di riferimento a 6 mesi, ovvero la media dei tassi d’interesse ai quali le primarie banche attive nel mercato monetario dell’euro si prestano soldi con termine a 6 mesi.

L’interesse della cedola semestrale dei CCT EU è dato dalla somma tra l’Euribor a 6 mesi e un margine o spread definito in sede di emissione del Certificato.

Il metodo preciso di calcolo degli interessi cedolari è questo:

  • si considera il 2° giorno lavorativo che precede la prima data di godimento della cedola;
  • alle ore 11:00 si rileva l’Euribor a 6 mesi e lo si arrotonda al terzo decimale;
  • questo tasso di interesse è il riferimento annuale per le cedole;
  • dunque va poi convertito su base semestrale, contando i giorni effettivi del semestre sulla base dell’anno commerciale (360 giorni);
  • a questo tasso viene sommato lo spread definito in sede di emissione del CCT. 

Facciamo un esempio pratico.

CCT avente le seguenti caratteristiche:

durata: 7 anni

spread: 0,70%

scadenza: 15 dicembre 2022

date di godimento delle cedole: 15 giugno e 15 dicembre 2022.

Quindi:

Euribor 6m (al 13 giugno 2022): 0,108%

rendimento: Euribor 6m + 0,70% = 0,808%

giorni del semestre di riferimento (15/06/2022 – 15/12/2022): 183

interesse per il semestre di riferimento (15/06/2022 – 15/12/2022): 0,808% / 360 x 183 = 0,41073%, che va arrotondato al terzo decimale.

La cedola lorda semestrale è dunque dello 0,411%, che andrà tassata al 12,5%, secondo le vigenti norme fiscali, ottenendo una cedola netta dello 0,360%.

Quanto rendono i CCT?

Le fonti di guadagno dei Certificati di Credito del Tesoro, come di ogni obbligazione, sono due:

  1. le cedole (flussi di denaro percepiti semestralmente), calcolate moltiplicando il capitale investito per il tasso d’interesse (variabile di semestre in semestre in base all’andamento dell’Euribor a 6 mesi);
  2. la differenza tra il prezzo di vendita o di rimborso (se si porta il titolo fino a scadenza) e il prezzo di acquisto o di sottoscrizione (se è stato acquistato all’emissione).

Da ciò si capisce che la prima fonte di rendimento dei CCT (le cedole) è solitamente positiva per tutta la durata dell’investimento (è raro, infatti, che il tasso cedolare, somma tra Euribor a 6 mesi e spread, vada in territorio negativo).

La seconda fonte (il prezzo), invece, può anche portare ad un rendimento negativo.

Questo perché il prezzo dei CCT varia al variare dei tassi di mercato e del rischio Paese Italia (misurato dallo SPREAD BTP/BUND, differenza tra i tassi del BTP italiano e il Bund tedesco entrambi con scadenza a 10 anni).

Ricordiamo, infatti, che:

– se i tassi di mercato salgono, i prezzi delle obbligazioni scendono e viceversa;

– se lo SPREAD BTP/BUND (rischio di fallimento dell’Italia) sale, il prezzo dei CCT, essendo obbligazioni emesse dallo Stato italiano, scende e viceversa.

Fortunatamente, se i tassi di mercato salgono, anche l’Euribor a 6 mesi e quindi il tasso cedolare dei CCT (direttamente proporzionale all’Euribor) saliranno.

Questo comporta che il prezzo dei CCT è meno sensibile alla variazione dei tassi di mercato rispetto al prezzo di un BTP che ha un tasso cedolare fisso prestabilito per tutta la sua durata.

Per approfondire le dinamiche tassi / prezzi dei BTP ti rimando alla Guida completa sui BTP.

Se, invece, non hai tempo e voglia di approfondire l’argomento, puoi affidarti ad una consulenza finanziaria che monitori tali dinamiche fondamentali con l’obiettivo di fare solo il tuo interesse.

Conviene investire in Certificati di Credito del Tesoro?

Come visto, quello che maggiormente influisce sul rendimento finale di un investimento in CCT è senza dubbio l’andamento dei tassi di mercato, che poi si riflette sull’Euribor a 6 mesi.

Per avere un’idea precisa dell’entità delle cedole variabili storicamente pagate da questi Titoli di Stato, ti rimando alla consultazione del sito ufficiale della Banca d’Italia.

Come sempre accade in finanza, tutte le previsioni future lasciano il tempo che trovano.

Alcune considerazioni però si possono fare.

Per avere maggiori rendimenti dai CCT:

– i tassi di mercato dovrebbero continuamente salire e

– lo SPREAD BTP/BUND continuamente scendere.

Nel primo caso anche l’inflazione sarebbe in crescita o rimarrebbe elevata, in quanto la politica monetaria di aumento dei tassi, attuata dalle banche centrali, serve proprio ad abbassare l’inflazione.

Quindi quello che guadagneresti dai Certificati di Credito del Tesoro sarebbe azzerato dall’alta inflazione.

Nel secondo caso bisognerebbe sperare in una forte e duratura crescita economica del nostro Paese.

Situazione certamente auspicabile, non sempre concretizzatasi nel passato e di difficile previsione per il futuro.

Richiedi l’analisi gratuita dei tuoi investimenti e scopri quanto puoi risparmiare ogni anno.

Il rischio di credito dei CCT

Il rischio che la nostra amata Italia vada in default è solitamente un rischio non percepito da chi investe in singoli Titoli di Stato di casa.

Si tratta di un rischio che, seppur remoto, esiste e se si realizzasse comporterebbe un grave danno agli investitori di CCT.

In tal caso lo Stato non sarebbe in grado di pagare i flussi cedolari previsti dal contratto o di rimborsare il capitale alla scadenza.

Il gioco (ovvero il basso rendimento dato dal CCT) vale quindi la candela?

Senza contare poi che, un’eventuale fase di alta tensione sulla solvibilità del Paese Italia può influenzare negativamente l’andamento del prezzo del titolo.

Insomma, investendo in CCT ti esponi inevitabilmente al “rischio Italia”.

Pertanto, valuta bene, nel caso, in che proporzione rispetto al tuo patrimonio globale conviene farlo.

Considera il peso dell’economia italiana rispetto a quella mondiale ed il fatto che hai già un lavoro, un conto corrente, una casa, un’impresa o altri asset in Italia.

Se vuoi investire in singoli Titoli di Stato (classe in cui ricadono i CCT), devi sapere che esistono prodotti finanziari (fondi, ETF) che grazie all’estrema diversificazione abbattono notevolmente tali problematiche, pur avendo rendimenti simili, se non addirittura superiori.

Per essere sicuro di fare le scelte giuste è meglio essere supportati da una consulenza finanziaria seria e preparata.

Dove si acquistano i CCT?

Esistono essenzialmente due modi per acquistare i CCT:

  • alla loro prima emissione (durante il cosiddetto collocamento) o
  • in qualsiasi momento successivo, ovviamente prima della loro scadenza (ovvero 7 anni dopo l’emissione).

In entrambi i casi dovrai appoggiarti ad un istituto di credito (banca) o altro intermediario finanziario.

Acquisto di CCT in collocamento

Il collocamento dei CCT è affidato alla Banca d’Italia e avviene con il meccanismo dell’asta marginale.

Questo significa che gli intermediari (es. banche) pagheranno i titoli al prezzo marginale, cioè al più basso dei prezzi fra tutte le offerte accettabili.

Infatti è sempre presente una procedura per filtrare le domande speculative.

Le aste sono di solito mensili per uno stesso titolo.

Vi è poi, ogni anno, un’asta di emissione di nuovi titoli.

I risparmiatori possono partecipare a queste aste solo attraverso banche ed altri intermediari autorizzati.

Acquisto di CCT sul mercato secondario

L’acquisto (o la vendita) in un momento successivo al collocamento iniziale di un titolo CCT può essere fatto sui seguenti mercati secondari:

  • MOT (Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato) gestito da Borsa Italiana S.p.A., dedicato ai risparmiatori (attraverso un intermediario);
  • MTS (Mercato Telematico dei titoli di Stato), riservato agli intermediari autorizzati (banche e società di investimento) per importi superiori ai 2,5 milioni di euro.

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Dove trovare le quotazioni dei CCT?

Come detto, una volta emessi, i CCT possono essere scambiati (acquistati/venduti) sul Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) gestito da Borsa Italiana.

Sul sito internet ufficiale di Borsa Italiana sono visibili in tempo reale le quotazioni dei prezzi a cui vengono scambiati giornalmente i CCT.

La pagina riporta i seguenti dati relativi ai Certificati di Credito del Tesoro attualmente esistenti ed acquistabili:

nome,

ISIN (codice alfanumerico che identifica univocamente gli strumenti finanziari),

ultimo prezzo quotato,

scadenza,

tasso d’interesse della prossima cedola.

Cliccando poi sul codice ISIN dei singoli CCT, potrai accedere a dati ancora più dettagliati ed interessanti quali:

rendimento effettivo a scadenza lordo e netto,

data dell’ultima cedola pagata,

grafici interattivi sull’andamento dei prezzi.

CCT 2030

Il Certificato di Credito del Tesoro con scadenza 15 ottobre 2030, ad esempio, nel momento in cui si scrive:

– quota 97,20€;

– ha un tasso d’interesse della prossima cedola del 1,396%;

– ha un rendimento (annuo) effettivo a scadenza netto del 3,15%.

Il rendimento atteso a scadenza è sicuramente aumentato rispetto al momento dell’emissione (15 ottobre 2021) di questo specifico CCT, a causa dell’aumento dei tassi di mercato verificatosi negli ultimi mesi.

Allora, la domanda che ti faccio è questa:

vale la pena avere questo rendimento?

Prima di rispondere, però, devi avere la piena consapevolezza che:

– detenere un CCT ti espone ad un elevato rischio specifico (in caso di insolvenza dell’emittente Stato italiano) e

– potresti investire lo stesso capitale stanziato per questi titoli in altri strumenti finanziari, che abbiano gli stessi rendimenti attesi (o addirittura maggiori), rischiando molto meno.

Nonostante qualche pregio, in generale, i CCT sono strumenti da utilizzare con le dovute cautele.

Pur conservando un certo fascino sugli investitori italiani, è di vitale importanza inserire i Certificati di Credito del Tesoro all’interno di una pianificazione finanziaria personalizzata.

Con questo articolo spero di averti fornito alcuni elementi per valutare tali strumenti in modo oggettivo, per quello che realmente sono e realmente valgono.

Per il loro utilizzo ti consiglio di chiedere prima un parere a professionisti esperti del settore e senza conflitti d’interesse, in modo che possano guidarti attraverso un’attenta e proficua consulenza finanziaria

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