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Quali sono le sanzioni per la dichiarazione dei redditi tardiva? #adessonewsitalia

Può capitare di inviare con ritardo la dichiarazione dei redditi. Cosa succede in questi casi? Scopriamo insieme quando la dichiarazione dei redditi in ritardo implica delle sanzioni e a quanto ammontano. E quando invece la trasmissione è considerata omessa. 

Dichiarazione dei redditi in ritardo: entro quando inviarla

Il 30 novembre è il termine ultimo per inviare la dichiarazione dei redditi. Chi tarda nell’inviare la dichiarazione rischia delle sanzioni, al ritardo si applicano le norme del ravvedimento operoso. Resta inteso che più breve sarà il ritardo nell’invio e più sarà vantaggiosa la riduzione. 

A quanto ammonta la sanzione per la dichiarazione dei redditi tardiva?

Se la dichiarazione dei redditi è omessa alla scadenza ordinaria (30 novembre) ma è presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, l’invio è considerato valido a tutti gli effetti, salvo il pagamento di una sazione.

Dopo il trascorrere dei 90 giorni, invece, la dichiarazione dei redditi è considerata omessa. 

Il valore delle sanzione varia in base alle imposte dovute, nello specifico:

  • sanzioni dal 60% al 120% delleimposte dovute per un minimo di 200 euro
  • sanzioni da 150 a 500 euro in caso di imposte non dovute

NOTA BENE: in quest’ultimo caso, non è possibile applicare il ravvedimento operoso

Sanzioni per dichiarazione dei redditi in ritardo entro i 90 giorni

Se la dichiarazione dei redditi è inviato oltre il termine previsto, ma non oltre i 90 giorni successivi, le sanzioni sono più contenute. Nello specifico si parla di un decimo del minimo. Questo significa che, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione prevede il versamento di 25 euro di sanzione. 

NOTA BENE: i 25 euro di sanzione sono intesi per ogni singola dichiarazione non presentata nei termini canonici previsti. Questo significa che se il contribuente non ha inviato il modello redditi e la dichiarazione IRAP, sarà tenuto a pagare 50 euro (25 euro per ogni dichiarazione mancante). A stabilirlo, è stata la stessa Agenzia delle Entrate con la circolare numero 42/E del 2016.

Nel caso di imposte dovute, invece, occorre ravvedere anche i versamenti non effettuati. 

Il modello F24 

Tutte le sanzioni legate alla dichiarazione dei redditi in ritardo devono essere saldate per mezzo del modello F24. Nello specifico, utilizzando il codice tributo 8911. 

Attenzione a indicare il corretto anno di riferimento da indicare sul modello F24. Esistono due principali soluzioni:

  1. anno in cui è stata commessa la violazione
  2. periodo d’imposta di riferimento della dichiarazione presentata in ritardo

Per quale optare? Se la dichiarazione dei redditi 2022 sarà inviata in ritardo (oltre il 30 novembre) l’anno di riferimento da indicare sul modello F24 con il codice tributo 8911 sarà il 2022. 

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