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Per chi votare alle elezioni politiche 2022? I programmi elettorali a confronto #adessonewsitalia

Per chi votare alle elezioni politiche 2022? Una domanda che per molti elettori rappresenta in questo momento una autentica sciarada, visti i tanti cittadini che sarebbero ancora indecisi su cosa fare domenica 25 settembre.

Guardando come si è votato negli ultimi anni in Italia, l’aspetto più lampante è la grande volatilità dell’elettorato nostrano tanto che, da quando c’è la cosiddetta seconda Repubblica, nessun partito è riuscito a vincere le elezioni politiche per due volte di fila.

Il fatto poi che in questo inizio di campagna elettorale, eccezionalmente in atto in piena estate, si stia parlando molto di collegi e poltroni e poco di programmi elettorali, di certo non aiuta gli italiani nell’ardua scelta del chi votare alle elezioni del prossimo 25 settembre.

Diamo allora uno sguardo a quelli che sono le principali proposte programmatiche dei vari partiti, un confronto sempre utile per cercare di capire al meglio chi votare alle prossime elezioni politiche.

Elezioni politiche 2022: i programmi a confronto

Ora che tutti i programmi elettorali sono stati definiti, vediamo quali sono le posizioni dei vari partiti in merito alle grandi tematiche nazionali e internazionali in vista delle elezioni politiche 2022.

Programmi a confronto Programmi a confronto infografica

Nel dettaglio, queste sono alcune delle principali proposte contenute nei programmi elettorali delle principali liste in vista delle elezioni politiche del 25 settembre.

Politica estera

  • Centrodestra: rispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica, anche in merito all’adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all’Ucraina di fronte all’invasione della Federazione Russa e sostegno a ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto.
  • Centrosinistra: atlantismo ed europeismo, puntare su un esercito comune europeo.
  • Movimento 5 Stelle: collocazione dell’Italia nell’Alleanza atlantica e nell’Unione europea, no alla corsa al riarmo, sì al progetto di difesa comune europea.
  • Azione-Italia Viva: europeismo e atlantismo, sostenere gli ucraini anche con l’invio di materiale bellico.
  • Italexit: fuori l’Italia dall’Ue; stop invio armi all’Ucraina.
  • Unione Popolare: riconoscimento della Stato di Palestina; stop invio armi Ucraina; operare per il superamento della Nato.
  • Italia Sovrana e Popolare: fuori l’Italia da Nato, Ue, Euro e Oms; stop invio armi in Ucraina; stop alle sanzioni alla Russia

Economia

  • Centrodestra: innalzamento del limite all’uso del denaro contante allineandolo alla media dell’Unione Europea; bonus edilizi: salvaguardia delle situazioni in essere e riordino degli incentivi destinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico degli immobili residenziali pubblici e privati.
  • Centrosinistra: taglio alle tasse sul lavoro per dare un mese di stipendio in più ai lavoratori; Zero contributi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 35 anni.
  • Movimento 5 Stelle: rafforzamento e stabilizzazione del fondo centrale di garanzia per garantire liquidità alle PMI con garanzie statali dall’80 al 100%; cessione crediti fiscale strutturale.
  • Azione-Italia Viva: zero tasse per i giovani che avviano un’attività imprenditoriale; ripristinare e rafforzare Industria 4.0; potenziare gli ITS investendo 1,5 miliardi.
  • Italexit: uscita immediata dall’Euro; eliminare dalla Costituzione il pareggio in bilancio.
  • Unione Popolare: reintrodurre un meccanismo automatico di adeguamento dei salari all’aumento del costo della vita; lotta all’inflazione con eliminazione dell’Iva su prodotti di prima necessità alimentari.
  • Italia Sovrana e Popolare: sanità, scuola, trasporti, assieme ai settori strategici come infrastrutture ed energia, devono essere pubbliche.

Lavoro

  • Centrodestra: taglio del cuneo fiscale in favore di imprese e lavoratori, interventi sull’Iva, revisione reddito di cittadinanza ed estensione della possibilità di utilizzo dei voucher lavoro in particolar modo per i settori del turismo e dell’agricoltura.
  • Centrosinistra: salario minimo obbligatorio per le professioni che oggi non prevedono accordi collettivi; parità salariale tra uomini e donne; promozione dello smart working.
  • Movimento 5 Stelle: salario minimo: 9 euro lordi l’ora di salario minimo legale per dire stop alle paghe da fame e dare dignità ai lavoratori che oggi percepiscono di meno.
  • Azione-Italia Viva: eliminare il reddito di cittadinanza dopo il primo rifiuto e ridurlo dopo 2 anni; introduzione di un salario minimo; combattere la precarietà promuovendo la flessibilità regolare.
  • Italexit: riduzione del cuneo fiscale e aumento dei salari; revisione del reddito di cittadinanza.
  • Unione Popolare: introduzione di un salario minimo legale di almeno 10 euro lordi l’ora; abolizione Jobs Act; reddito di cittadinanza a 1.000 euro al mese.
  • Italia Sovrana e Popolare: salario minimo a 1200 euro; ripristino dell’Art. 18; nuova scala mobile per salvaguardare i salari.

Fisco

  • Centrodestra: pace fiscale; estensione della Flat Tax per le partite Iva fino a 100.000 euro di fatturato, Flat Tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti con la prospettiva di ulteriore ampliamento per famiglie e imprese.
  • Centrosinistra: progressivo superamento dell’Irap;
  • Movimento 5 Stelle: cashback; cancellazione definitiva dell’Irap a beneficio di tutte le imprese; maxirateizzazione delle cartelle esattoriali.
  • Azione-Italia Viva: riforma Irpef, abolizione Irap e passaggio a un sistema a due aliquote Iva; riduzione della tassazione del risparmio; attuazione e miglioramento della riforma della giustizia tributaria.
  • Italexit: rottamazione delle cartelle fiscali inviate negli ultimi 3 anni a chi ha sofferto enormemente a causa della pessima gestione della pandemia; aliquota fissa del 15% a chi produce Made in Italy.
  • Unione Popolare: riforma fiscale per ridurre le tasse ai redditi medi e bassi e aumentarle ai redditi alti, con stralcio e cancellazione della riforma fiscale di Draghi che ha tagliato le tasse ai ricchi; introduzione di una tassa sul patrimonio partendo da una soglia di un milione di euro e procedendo con aliquote in senso progressivo.
  • Italia Sovrana e Popolare: attualizzazione della lotta di classe nel mondo disumano delle multinazionali che vanno tassate alla stessa stregua delle attività italiane dei settori corrispondenti.

Pensioni

  • Centrodestra: Quota 41 e innalzamento delle pensioni minime sociali e di invalidità.
  • Centrosinistra: pensione di garanzia per i più giovani; maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, a partire dai 63 anni di età, da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio e lungo termine del sistema previdenziale.
  • Movimento 5 Stelle: riforma delle pensioni evitando il ritorno alla legge Fornero, attraverso l’ampliamento delle categorie dei lavori gravosi e usuranti e attraverso meccanismi di uscita flessibile dal lavoro; proroga Opzione donna.
  • Azione-Italia Viva: spesa pensionistica può e in alcuni casi deve essere rimodulata, ma non aumentata.
  • Italexit: pensioni minime a 900 euro; abolizione legge Fornero.
  • Unione Popolare: pensioni minime a 1.000 euro; abolizione della legge Fornero per giungere all’età pensionabile di 60 anni o 35 anni di contributi con tetto massimo alle pensioni alte.
  • Italia Sovrana e Popolare: abolizione legge Fornero; incremento della pensione di vecchiaia; socialità per invalidi con assegno minimo a 1000 euro.

Riforme

  • Centrodestra: elezione diretta del Presidente della Repubblica, federalismo fiscale.
  • Centrosinistra: nuova legge elettorale; abolizione Bossi-Fini; legalizzare l’autoproduzione per uso personale.
  • Movimento 5 Stelle: estensione diritto di voto ai sedicenni; regolamentazione della coltivazione della cannabis, legge sul conflitto di interessi.
  • Azione-Italia Viva: Ius Scholae; riforma della giustizia; superamento del bicameralismo paritario; elezione diretta da parte dei cittadini del Presidente del Consiglio sul modello dei sindaci delle città più grandi.
  • Italexit: riforma della giustizia; modifica costituzionale per votare, attraverso referendum, anche in materia di trattati internazionali.
  • Unione Popolare: scala mobile.
  • Italia Sovrana e Popolare: cancellare la riforma Cartabia e fare una vera ed efficace riforma della Giustizia e del CSM per accorciare i tempi del processo e slegare la magistratura dai condizionamenti della politica.

Energia

  • Centrodestra: ricorso alla produzione energetica attraverso la creazione di impianti di ultima generazione, compreso il nucleare pulito e sicuro, senza veti preconcetti.
  • Centrosinistra: piano nazionale per la costruzione di nuovi parchi rinnovabili che porterà alla creazione di 470mila ‘lavori verdi’ in 10 anni; rigassificatori necessari ma transitori.
  • Movimento 5 Stelle: società 2.000 watt, tendere a un modello sostenibile di consumo energetico per ridurre le emissioni annue di gas serra; sburocratizzazione per favorire la creazione di impianti di energia rinnovabile.
  • Azione-Italia Viva: costruzione di due rigassificatori con procedure straordinarie; aumentare la produzione di gas nazionale riattivando e potenziando gli impianti già esistenti; includere il nucleare nel mix energetico per arrivare ad “emissioni zero” nel 2050.
  • Italexit: piano strategico relativo alla componente energetica che parta dalle competenze e dalle risorse di cui il Paese dispone, al fine di rendersi il meno possibile vincolato a forniture esterne.
  • Unione Popolare: nazionalizzazione del settore energetico a partire da Enel Green Power; Piano di investimenti straordinario nelle energie rinnovabili (almeno 10 GW di nuove installazioni l’anno).
  • Italia Sovrana e Popolare: transizione verso un approvvigionamento energetico rinnovabile con una programmazione a breve, medio e lungo termine che si basi su obiettivi raggiungibili e compatibili con le esigenze dei cittadini, dello sviluppo industriale e con uno sviluppo dell’occupazione duraturo e stabile.

Salute

  • Centrodestra: contrasto alla pandemia di Covid-19 attraverso la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali – come la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti – senza compressione delle libertà individuali secondo il principio del convincere per non costringere.
  • Centrosinistra: investire sulle Case della Comunità; piano straordinario per il personale del Ssn
  • Movimento 5 Stelle: riforma titolo V della Costituzione per riportare la salute alla gestione diretta dello Stato; aumento delle retribuzioni per il personale sanitario.
  • Azione-Italia Viva: riformare i meccanismi di governance e coordinamento tra Stato e regioni; piano straordinario per le liste di attesa.
  • Italexit: no al vaccino obbligatorio e al green pass; commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia in Italia.
  • Unione Popolare: ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale unico per tutte le regioni, superando la controriforma del 2001, eliminando l’aziendalizzazione e tornando alle USL con controllo democratico del territorio.
  • Italia Sovrana e Popolare: no green pass e nessun obbligo vaccinale; ristrutturazione generale della sanità pubblica e fine di ogni privatizzazione in questo settore.

Ambiente

  • Centrodestra: definizione e attuazione del piano strategico nazionale di economia circolare in grado di ridurre il consumo delle risorse naturali, aumentare il livello qualitativo e quantitativo del riciclo dei rifiuti, ridurre i conferimenti in discarica, trasformare il rifiuto in energia rinnovabile attraverso la realizzazione di impianti innovativi e sostenibili.
  • Centrosinistra: piano nazionale per il risparmio energetico; riforma fiscale verde; legge quadro sul clima.
  • Movimento 5 Stelle: realizzazione di impianti completamente compatibili con le richieste dell’Europa e non inquinanti, finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali; società 2.000 watt: tendere a un modello sostenibile di consumo energetico per ridurre le emissioni annue di gas serra.
  • Azione-Italia Viva: ridurre del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 con fonti rinnovabili; includere il nucleare nel mix energetico per arrivare ad “emissioni zero” nel 2050.
  • Italexit: piano strategico relativo a eventuali opere strategiche nel rispetto dell’ambiente e dello sviluppo economica individuato per ciascuna area territoriale.
  • Unione Popolare: per un’economia circolare, equa e solidale, stop inceneritori, fossile e nucleare; piano di investimenti straordinario nelle energie rinnovabili (almeno 10 GW di nuove installazioni l’anno).
  • Italia Sovrana e Popolare: piano di manutenzione nazionale del territorio con forza-lavoro dal reddito di cittadinanza.

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