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Edr, elemento distinto della retribuzione in busta paga: cos’è e come si calcola #adessonewsitalia

Se sei un lavoratore subordinato, sai che ogni mese ti verrà consegnata la busta paga, ovvero il documento contabile in cui sono indicati tutti gli elementi riferiti al rapporto di lavoro in essere, con specifico riferimento a quelli che individuano la tua retribuzione netta. In esso peraltro troverai ad es. anche i dati sulle trattenute fiscali, contributi previdenziali, ferie e permessi. Ebbene, proprio in questo documento detto anche ’cedolino paga’ ci sono varie voci che è opportuno verificare e leggere, onde rendersi conto se davvero i conteggi, che hanno determinato le cifre in busta paga, sono stati corretti.

In particolare, la tua attenzione potrebbe cadere su un dato che, a prima vista, è in grado di disorientarti – non comprendendone affatto il significato. La voce prende il nome di Edr – vale a dire il cosiddetto elemento distinto della retribuzione.

Potresti così chiederti che cos’è, perché è inserito nella busta paga e a che cosa serve. Ebbene, a queste domande intendiamo rispondere nel corso di questo articolo: ti spiegheremo in sintesi quelle che sono le origini e le ragioni dell’Edr, onde aver chiarezza anche su questa voce – apparentemente oscura – della tua busta paga. I dettagli.

Indennità di contingenza busta paga: cos'è e come si calcola

Edr, elemento distinto della retribuzione in busta paga: cos’è e come si calcola

Edr o elemento distinto della retribuzione: che cos’è

Chiariamo subito che troverai l’Edr sempre nella tua busta paga: è questo il documento cui fare riferimento per questa voce della retribuzione. Nel cedolino, consegnato al lavoratore subordinato tutti i mesi, insieme ai dati del lavoratore e del datore di lavoro troveremo varie informazioni che contribuiscono a determinare lo stipendio. Tra queste vi è appunto anche quella relativa all’elemento distinto della retribuzione.

Tutte queste voci hanno un tratto comune, rappresentato dal fatto che individuano i rapporti intercorrenti tra datore di lavoro, Fisco, enti previdenziali e, ovviamente, il lavoratore.

Ecco perché non vi sono dubbi a riguardo: l’Edr in busta paga è, a tutti gli effetti, una delle componenti dello stipendio che va a sommarsi alla paga base, alla contingenza e ad altre voci di cui si trova traccia nel Ccnl valevole per il tuo rapporto di lavoro.

Qual è la funzione dell’Edr?

Abbiamo appena visto che l’elemento distinto della retribuzione rappresenta una delle voci che formano lo stipendio mensile, ma a questo punto ti chiederai del perché della sua esistenza. Ebbene, la risposta è molto semplice. Questa componente della retribuzione è stata introdotta nel lontano 1993 a uno specifico scopo: quello di compensare l’abolizione dell’indennità di contingenza. In particolare, la voce stipendiale in oggetto trova origine nel Protocollo di Intesa tra Governo e parti sociali del 1992, mentre il versamento ai lavoratori subordinato iniziò dal primo gennaio 1993.

E, proprio nei patti in oggetto, trova spazio anche l’addio al meccanismo dell’indennità di contingenza, a cui seguì appunto l’introduzione dell’Edr in busta paga. In precedenza valeva infatti un sistema di adeguamento automatico delle retribuzioni all’aumento del costo della vita. Esso prendeva il nome di ’scala mobile’ e rappresentava – a detta di vari esperti di economia – uno degli elementi generanti l’incremento continuo dell’inflazione.

Questo frequente re-allineamento verso l’alto degli stipendi rispetto all’incremento dei prezzi, così come previsto nella ’scala mobile’, fu perciò abbandonato e per questo dal 1993 si parla di abolizione o ’congelamento’ del meccanismo dell’indennità di contingenza.

A compensare la perdita di potere di acquisto che, inevitabilmente, ne sarebbe derivata ai lavoratori subordinati, intervenne appunto l’Edr o elemento distinto della retribuzione in busta paga.

Qual è l’importo dell’Edr?

L’Edr o elemento distinto della retribuzione consiste in una somma mensile fissa di pari a 10,33 euro lordi, versata per 13 mensilità a favore di tutti i lavoratori privati. La cifra in oggetto è stata prevista direttamente dall’accordo istitutivo di questa voce retributiva. Abbiamo appena detto che si tratta di una cifra lorda in busta paga e tra poco vedremo come arrivare al suo netto.

Tieni presente inoltre che non pochi contratti collettivi hanno scelto la via di quello che è chiamato conglobamento della retribuzione. In buona sostanza, hanno unito le varie componenti obbligatorie dello stipendio in una sola voce che frequentemente è chiamata ’paga base conglobata’. In essa trova spazio anche l’Edr.

Nei Ccnl si prevede di solito che l’Edr sia computato nel calcolo di istituti quali la tredicesima mensilità;
le ferie; i permessi retribuiti; il Tfr; la cassa integrazione guadagni e varie indennità.

Indipendentemente dal ridotto ammontare dell’Edr, ribadiamo che la busta paga ti consente di verificare che il tuo stipendio sia davvero in linea con quanto disposto dal contratto individuale di lavoro e dal Ccnl di categoria. Quindi comprenderai che anche la voce di retribuzione che qui interessa ha una effettiva valenza nel calcolo del tuo stipendio.

Rapporti tra tassazione e contribuzione ed Edr

Sopra abbiamo ricordato che l’Edr consiste in una vera e propria componente della retribuzione e, proprio per questo, è soggetto alla contribuzione previdenziale piena e alla tassazione Irpef – come già vale per il resto dello stipendio. Conseguentemente tu come lavoratore subordinato non riceverai i citati 10,33 che sono infatti il lordo in busta paga, ma piuttosto una somma più bassa ovvero il netto.

Tieni conto che l’entità delle trattenute fiscali che saranno effettuate sulla somma è legata al reddito annuo del dipendente, in considerazione del fatto che le aliquote Irpef valevoli dipendono dallo scaglione di reddito incassato. Invece sul piano delle trattenute contributive, il lavoratore dovrà sostenere una quota a carico – appunto trattenuta dalla retribuzione lorda – che consiste nel 9,19%.

Chi beneficia dell’Edr?

A quali lavoratori si applica l’elemento distinto della retribuzione? Si tratta di una domanda che a questo punto potresti certamente porti. Ebbene, secondo l’accordo istitutivo degli anni ’90 l’Edr deve essere versato ogni mese – come componente della retribuzione e dunque della tua busta paga – a favore di tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, senza distinguere per qualifica e al di là dei contratti collettivi valevoli. Attenzione però: l’Edr non è assegnato ai dirigenti.

Anche nel caso dell’elemento distinto della retribuzione, vale la regola della disciplina di maggior favore, ovvero i Ccnl possono prevedere regole più vantaggiose per i beneficiari – indicando ad es. che l’Edr sia versato un numero di mensilità superiore alle 13.

Indennità di funzione busta paga: cos'è e come si calcola

Dove trovare l’Edr in busta paga?

Come saprai, la busta paga è composta da moltissime voci e informazioni diverse, perciò trovare quello specifico dato che interessa, non sempre è operazione così agevole. Se vuoi individuare dove è collocato l’elemento distinto della retribuzione, sappi che solitamente esso è nella seconda parte della busta paga, quella centrale, che contiene peraltro i dati sulla paga base – o minimo tabellare – fissato dal Ccnl di categoria.

In particolare troverai l’Edr tra le informazioni relative agli scatti di anzianità (aumenti periodici di cui ai Ccnl), superminimi (aumento per meriti particolari o disposti da accordi sindacali) e appunto, paga base. L’Edr ha una funzione sostanziale per te che sei un lavoratore subordinato, in quanto contribuisce alla somma che determina la tua retribuzione lorda e alla moltiplicazione che ti fornisce la Ral, o retribuzione annua lorda.

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