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Elezioni 2022, su Sky TG24 “Casa Italia, Idee a Confronto” #adessonewsitalia

Su Sky TG24 e su TV8 è andata in onda una versione del format che, attraverso il montaggio, ha posto l’accento esclusivamente sulle idee avanzate dai leader dei partiti per risolvere i problemi più urgenti e rilevanti del Paese. Sono state riproposte le risposte e le ricette date nelle scorse puntate da Bonino, Calenda, Conte, Fratoianni, Letta, Meloni, Salvini e Tajani, per fare un confronto tra i programmi

Sky TG24 mette a confronto i programmi dei principali partiti. In vista delle elezioni del 25 settembre, e dopo aver ospitato in queste settimane di campagna elettorale i rispettivi leader all’interno di Casa Italia, il canale all news diretto da Giuseppe De Bellis ripropone “Casa Italia, idee a Confronto”: una versione del format che attraverso il montaggio ha posto l’accento esclusivamente sulle idee avanzate per risolvere i problemi più urgenti e rilevanti del Paese. È possibile rivedere la puntata in testa a questo articolo, oppure cliccando qui: RIVEDI LA PUNTATA

(VERSO IL VOTO: LO SPECIALE DI SKY TG24 – TUTTI I VIDEO – LE NEWS IN DIRETTA).

Il confronto tra le risposte dei leader

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Emma Bonino, Carlo Calenda, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Enrico Letta, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani hanno risposto sui temi decisivi della campagna elettorale: dal caro vita al lavoro, dalla crisi climatica alle ricette per fisco e istruzione. Le risposte sono quelle date a Fabio Vitale nella parte finale delle interviste quando proprio i programmi elettorali – fuori dalla polemica politica contingente – hanno animato i faccia a faccia con i leader che hanno potuto così spiegare al meglio le loro proposte. Inoltre, gli ospiti hanno avuto un tema finale a scelta fra Pnrr, la guerra in Ucraina, la pandemia, diritti civili e immigrazione, a cui dedicare in un minuto una propria personale riflessione.

“Casa Italia, idee a Confronto” “Casa Italia, idee a Confronto”

Le idee su inflazione e caro energia

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Sul tema dell’inflazione e del caro energia, centrale in queste settimane non solo per la campagna elettorale, Emma Bonino ha detto: “Credo che sia un dato drammatico, che va governato. Ora, non ho tutti i dati a disposizione per fare io stessa una proposta, ma penso che il presidente ce l’abbia ben chiara”. Per Carlo Calenda serve “realizzare il rigassificatore di Piombino”, “sganciare il prezzo delle rinnovabili dal gas”, mentre sull’inflazione serve “dare uno stipendio straordinario in più ai lavoratori”. Giuseppe Conte propone di “intervenire in Europa perché bisogna ritornare alla forma del debito comune europeo” e “poi un piano di acquisto comune, stoccaggio comune e un price cap europeo, questo è l’Energy Recovery Fund”, mentre sul piano interno è rilanciata “la tassazione degli extraprofitti”. Per Nicola Fratoianni “bisogna ricostruire un meccanismo che agganci stipendi e pensioni al costo della vita”. Enrico Letta propone invece il “disaccoppiamento tra l’energia prodotta con le rinnovabili e quella prodotta col gas”, “diversificazione delle fonti energetiche” e “sulla lunga distanza c’è bisogno di investire e di incentivare le rinnovabili”. Per Giorgia Meloni serve “nell’immediato, per calmierare le bollette, sostenere la posizione di un tetto al prezzo del gas”, mentre poi “bisogna lavorare sull’approvvigionamento energetico italiano, con mix energetico, cioè diversificare le fonti”. Matteo Salvini propone uno “scudo europeo” affinché “le sanzioni non facciano male agli italiani”, ma “se non lo fa l’Europa il primo atto del nuovo governo sarebbe di mettere 30 miliardi per garantire lavoro, salute e dignità ai lavoratori italiani”. Per Antonio Tajani, infine, serve un “intervento immediato”, con la “difesa del potere d’acquisto di stipendi e pensioni”, e un nuovo piano energetico a livello nazionale “che punti sul nucleare di ultima generazione, sulle rinnovabili e che permetta di aumentare le estrazioni di gas nazionale”.

Le idee sul fisco

Per quanto riguarda invece il tema del fisco, Carlo Calenda ha proposto di “portare avanti il lavoro di semplificazione previsto dalla delega fiscale”, e di “creare un vincolo di destinazione di ogni euro effettivamente recuperato dall’evasione per abbassare le aliquote”. Per Giuseppe Conte “il Fisco innanzitutto va semplificato”, e propone un “cashback fiscale: si va dal farmacista, si paga con moneta elettronica e si ha un riaccredito, lo sconto direttamente in conto corrente dopo qualche ora”. Nicola Fratoianni sostiene che “il fisco va riformato nel segno della progressività” e “di intervenire sulle grandissime ricchezze”. Per Enrico Letta serve un ”taglio delle tasse sul lavoro” per “dare più soldi in busta paga” e “abbattere il lavoro nero”. Giorgia Meloni propone il “quoziente familiare”, cioè una “tassazione sull’Irpef che sia tarata sul numero dei componenti familiari”, mentre “nell’immediato vogliamo aumentare del 50% l’assegno unico per ogni figlio”. Per Matteo Salvini bisogna “bloccare l’invio delle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate” e poi “estendere la Flat tax, la tassa unica, la tassa piatta, semplice del 15%”. Antonio Tajani propone di introdurre la flat tax, “tutti devono pagare il 23%”, e “serve poi arrivare a una vera pace fiscale” che “agevola chi paga subito”. Per Emma Bonino, infine, il “pallino è quello dei giovani e delle Partite Iva e delle decontribuzioni per gli under 35”, oltre “ridurre un’ingiustizia che si chiama ‘acconto Iva’”.

Le idee sul lavoro

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Sul tema del lavoro per Giuseppe Conte “puntare molto sul credito d’imposta, vogliamo estenderlo a tutto il Piano transizione 4.0”, e propone un”salario minimo legale a 9 euro lordi minimo”. Nicola Fratoianni ci sono “tre priorità”: “intervenire per cancellare la precarietà”, “cancellare il Jobs Act” e “un salario minimo legale” di “10 euro lordi all’ora, perché sotto questa cifra non è lavoro ma è sfruttamento”. Per Enrico Letta “gli stage non possono essere finti e non pagati. La via maestra al lavoro è l’apprendistato e i contratti di formazione al lavoro, che devono essere ben pagati”. Giorgia Meloni propone di “portare la flat tax per le partite Iva e autonomi che al momento è per un fatturato fino a 65mila euro a 100mila euro” e “una super deduzione del costo del lavoro per chi assume di più”. Per Matteo Salvini bisogna “immediatamente azzerare l’Iva sui beni di prima necessità” e “poi bloccare la legge Fornero”. Antonio Tajani propone di “aiutare le imprese abbattendo la pressione fiscale“ e di “ridurre il costo del lavoro”. Per Emma Bonino serve “riformare il Reddito di cittadinanza e penso che vada tagliato il cuneo fiscale per rendere l’Italia un Paese attrattivo”. Carlo Calenda, infine, si dice “favorevole al salario minimo, al fatto che nessuno lavori sotto i 9 euro all’ora. Penso che sia giusto e civile”.

Le idee su giovani e istruzione

Per quanto riguarda i temi dei giovani e dell’istruzione, Nicola Fratoianni propone che “l’accesso all’istruzione dall’asilo all’università dovrebbe essere gratuito” e di investire “sulla ricerca, sull’innovazione, sulla capacità di guardare e incrociare il futuro”. Per Enrico Letta “bisogna applicare i soldi del Pnrr” affinché ci siano “centomila aule tecnologicamente più avanzate”, oltre a un “Erasmus per tutti alla scuola secondaria superiore”. Giorgia Meloni propone di “aumentare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, siamo per un liceo del Made in Italy”, e di “de-tassare i giovani per le nuove attività fino ai 30 anni”. Per Matteo Salvini serve “togliere il numero chiuso a Medicina” e “estendere la gratuità dei libri di testo dalle scuole elementari almeno alle scuole medie”. Antonio Tajani propone di investire “sulla formazione professionale” in modo da avere “dei giovani che, terminata la fase formativa, possano andare subito a lavorare”. Per Emma Bonino serve “più istruzione, anche in materie scientifiche” per un migliore “accesso al lavoro”. Carlo Calenda propone di “azzerare le tasse dei ragazzi fino ai 25 anni” e di “rivedere il modo in cui” i giovani “vengono formati”. Per Giuseppe Conte, infine, “i tirocini gratuiti non sono più accettabili. I giovani dobbiamo sostenerli per quanto riguarda i mutui, i mutui garantiti dallo Stato, e per gli affitti”.

Le idee sul clima

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Sul tema del clima Enrico Letta propone “una nuova normativa e un nuovo piano per gli invasi” e continuare sul solco del “piano europeo Fit for 55”. Per Giorgia Meloni “bisogna lavorare sull’innovazione tecnologica”, inoltre “l’Ue dovrebbe mettere dazi per prodotti che arrivano da nazioni che non rispettano i nostri stessi standard ambientali”. Matteo Salvini propone di “accelerare sulle rinnovabili” e “poi il nucleare, il nucleare pulito e sicuro, di ultima generazione”. Per Antonio Tajani servono “realizzazioni di boschi intorno alle città” e “bisogna puntare sulle energie rinnovabili e sul nucleare che inquina meno”. Emma Bonino dice “sì ai rigassificatori”, e inoltre propone di mettere in ordine “il problema dei rifiuti e il problema della mobilità, che vanno di pari passo con la questione clima”. Per Carlo Calenda bisogna “creare una società pubblica unica” e “arrivare a emissioni zero con un mix tra rinnovabili e nucleare”. Giuseppe Conte propone di “puntare su un ricorso massiccio alle fonti rinnovabili” e non su nuove centrali nucleari. Per Nicola Fratoianni, infine, “il fossile è il passato” e bisogna “raggiungere entro il 2030 una produzione dell’80% dell’energia elettrica attraverso fonti rinnovabili”.

I temi a scelta

Ai leader, infine, è stato chiesto di rispondere su un tema a scelta tra Pnrr, la guerra in Ucraina, la pandemia e sanità, diritti civili e immigrazione. Giorgia Meloni, su quest’ultima, ha proposto un “blocco navale” consistente in “una missione europea con la quale trattare insieme alle autorità libiche per fermare insieme le partenze sulle coste africane”. Matteo Salvini sul Pnrr ha detto che “va aggiornato, perché i progetti che costavano 10 prima dell’aumento del costo della luce e del gas se adesso costano 20 non occorre un genio per capire che qualcosa bisogna modificarlo”. Per Antonio Tajani sull’immigrazione bisogna “lavorare soprattutto in Africa, cioè investire a livello europeo con un vero piano Marshall per far si che l’Africa cresca”. Emma Bonino sui diritti civili ha rilanciato ius scholae, legalizzazione della cannabis e integrazione degli immigrati. Per Carlo Calenda il Pnrr “va completato, manca l’85% degli obiettivi”, con una particolare attenzione alla sanità. Giuseppe Conte su pandemia e sanità propone “una riforma che tenga lontana la politica per quanto riguarda l’amministrazione sanitaria” e “realizzare e perseguire i livelli essenziali di prestazione per garantire uniformità a tutto il Paese”. Per Nicola Fratoianni sulla guerra in Ucraina “serve uno sforzo deciso per la pace, per la soluzione diplomatica della guerra, per la fine dell’escalation delle armi”. Enrico Letta, infine, su pandemia e sanità propone di “far saltare il tetto alla spesa del personale sanitario, che è ferma al 2004. C’è bisogno di un maggiore investimento in sanità pubblica”.

De Bellis: “Un modo per aiutare gli italiani a decidere con più informazioni possibili”

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 “Abbiamo provato a organizzare sin da subito un dibattito a più voci, seguendo la nostra naturale inclinazione e natura: siamo la casa del ‘Confronto’, siamo indipendenti, siamo trasparenti – ricorda Giuseppe De Bellis –. Credevamo e crediamo che ogni competizione elettorale meriti uno o più momenti in cui i cittadini possano vedere le differenti offerte politiche a confronto sugli stessi temi, con le stesse regole. Volevamo organizzarlo, come sempre, nel perimetro Agcom, un perimetro che per le tv è più rigoroso rispetto ad altri media. C’erano più format in campo e più soluzioni che fino a ora non sono state praticabili per la mancanza di disponibilità della politica ad accordarsi su uno di quei format da noi proposti. Più che lo scontro personale, ci interessano le idee, le ricette, le soluzioni per il Paese in un momento così delicato, e così abbiamo deciso di fare uno speciale dedicato proprio alle idee, mostrando differenze di approcci e di posizioni. Un modo per aiutare gli italiani a decidere con più informazioni possibili e con più consapevolezza possibile”.

Gli interventi degli otto leader di partito in una nuova veste

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Sky TG24 sostiene da sempre l’utilità dei dibattiti tra i leader in tv e la loro importanza come momento fondamentale per una partecipazione maggiormente consapevole alla vita democratica del Paese da parte dell’opinione pubblica. Con la scelta di mandare in onda, con una nuova veste, gli interventi degli otto leader di partito, la testata ha provato a trovare una strada alternativa per rendere responsabilmente un servizio ai cittadini e offrire un’opportunità a chi si candida per rappresentarli in un momento cruciale come quello del voto. Sky TG24 persegue quotidianamente, approfondendo e documentando tutte le notizie, l’obiettivo di mettere a confronto visioni diverse, anche opposte, su come affrontare le grandi sfide che, in particolare, gli accadimenti degli ultimi trenta mesi hanno posto e continuano a porre a livello globale. Casa Italia, idee a Confronto è un programma a cura di Fabio Vitale e Roberto Palladino, con la regia di Francesco Venuto.

Politica

Elezioni, sondaggio Quorum/YouTrend: solo il 45% è sicuro di votare

Secondo la rilevazione effettuata dall’istituto di ricerca per Sky TG24, solo il 45% degli italiani è sicuro di andare a votare e 6 su 10 hanno già un’idea della preferenza che esprimeranno alle urne. Dalle intenzioni di voto emerge che Fratelli d’Italia è in testa con il 25,3%, seguito dal Pd al 21,2%. Resta alta la sfiducia nella politica (79%)

Il 45% degli italiani dichiara che il 25 settembre andrà sicuramente a votare, percentuale che sale al 64% aggiungendo anche chi probabilmente andrà alle urne. È quanto emerge dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24

Indecisi e astenuti, arrivano al 41%, con dunque il 59% di italiani che ha deciso il proprio voto. Almeno un 5% di italiani ha deciso di andare a votare ma non sa ancora per chi

Il 30% degli intervistati ha dichiarato che non andrà a votare perché non si sente rappresentato da nessun partito, il 22% sostiene che è inutile andare alle urne se poi i governi vengono formati senza tener conto della volontà dei cittadini. Per il 10% i partiti non mantengono le promesse, l’8% pensa che in Parlamento vadano sempre le stesse persone e per il 4% la democrazia italiana non funziona

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