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Decreto Aiuti ter: nuovi bonus da 150 euro e proroga del taglio delle accise sui carburanti #adessonewsitalia

Un nuovo pacchetto di misure per aiutare famiglie e imprese messe all’angolo dai rincari è in arrivo. Il Consiglio dei ministri oggi si è riunito per discutere il cosiddetto Aiuti ter.  All’ordine del giorno anche l’esame del decreto legislativo sulla mappatura di tutte le concessioni di beni pubblici, comprese le concessioni balneari. Si tratta di un decreto attuativo della legge sulla concorrenza, su cui la Lega con il ministro Massimo Garavaglia ha comunicato la propria contrarietà, chiedendo un rinvio. Il Consiglio dei ministri ha anche deliberato lo stato di emergenza per la Regione Marche dopo l’ondata di maltempo della notte scorsa.

Draghi chiude (ancora) al secondo mandato e rilancia il Pnrr

Il decreto Aiuti ter

La dote per il decreto Aiuti ter è salita a circa 14 miliardi. Di questi, 6,2 miliardi arrivano da maggiori entrate che si possono utilizzare subito dopo l’autorizzazione del Parlamento. Con ogni probabilità, si tratta dell’ultimo decreto di spesa del premier Mario Draghi, fatto ancora una volta senza ricorrere ad alcun scostamento di bilancio. Cosa c’è nel decreto Aiuti ter? Di seguito i punti principali. 

Nuovi bonus

Arriva il bonus una tantum da 150 euro per i lavoratori dipendenti con redditi inferiori a 20.000 euro lordi annui, Sarà riconosciuto “per il tramite dei datori di lavoro, nella retribuzione erogata nella competenza del mese di novembre 2022”. 

Bonus di 150 euro una tantum anche “in favore dei soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione”. Il bonus sarà erogato con decorrenza entro il 1° ottobre 2022 e interessa i redditi Irpef fino a 20.000 euro. 

L’indennità una tantum di 150 euro interesserà anche i lavoratori autonomi sempre “a condizione che, nel periodo d’imposta 2021, abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro”.  

Fondo trasporti

Nel decreto Aiuti ter ci sono anche 100 milioni di euro destinati al trasporto pubblico locale, nonché contributi in favore dello sport, del mondo della cultura (in particolare cinema e teatri) e del terzo settore, e norme per la realizzazione di nuovi alloggi universitari. 

Il fondo per il bonus trasporti viene “rinforzato” con 10 milioni di euro, che si vanno a sommare ai 180 milioni già stanziati per il 2022. Il contributo economico ha l’obiettivo di mitigare le spese delle famiglie, in particolare in relazione ai costi di trasporto per studenti e lavoratori, attraverso un buono da utilizzare per l’acquisto di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale. Il valore del buono è pari al 100% della spesa da sostenere per l’acquisto dell’abbonamento valido fino al 31 dicembre 2022 e, comunque, non può superare l’importo di euro 60. Il buono di cui al primo periodo è riconosciuto in favore delle persone fisiche che, nell’anno 2021, hanno conseguito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro.

Aiuti alle imprese

Si prevede poi che nel quarto trimestre 2022 il credito d’imposta verrà esteso alle piccole imprese, da ottobre varrà quindi per tutte le aziende. Fino al 30 settembre è confermato l’attuale meccanismo, con credito d’imposta al 25% per le imprese energivore e al 15% per le altre imprese con consumo maggiore di 16,5 MW. Per i mesi di ottobre e novembre è previsto un rafforzamento, con soglia del 25% per le imprese energivore e gasivore e al 40% per tutte le imprese che consumano gas. 

Il Pnrr

Il decreto contiene anche alcune norme di attuazione del Pnrr, in particolare modifiche alla disciplina degli Istituti Tecnici Superiori. 

Soldi alla sanità

Soldi anche per la sanità, con uno stanziamento di 400 milioni per il Servizio sanitario nazionale, suddiviso tra le Regioni e Province autonome per far fronte ai rincari nel settore ospedaliero, comprese Rsa e strutture private. 

Sconti sui carburanti

E’ in arrivo poi la proroga della riduzione delle accise su gasolio e benzina fino alla fine di ottobre. All’articolo “Disposizioni in materia di accisa e di imposta sul valore aggiunto su alcuni carburanti” viene confermato lo sconto di 30 centesimi che, al momento, è previsto fino al 17 ottobre. Nel testo si legge che ”in considerazione del perdurare degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici, a decorrere dal 18 ottobre 2022 e fino al 31 ottobre 2022” le aliquote di accisa sono rideterminate nelle seguenti misure: benzina 478,40 euro per mille litri; oli da gas o gasolio usato come carburante 367,40 euro per mille litri; gpl 182,61 euro per mille chilogrammi; gas naturale usato per autotrazione zero euro per metro cubo; l’aliquota Iva applicata al gas naturale usato per autotrazione è stabilita nella misura del 5 per cento”

Stretta alle delocalizzazioni

Previste poi misure più severe in materia di delocalizzazioni. Il decreto prevede che “in caso di mancata sottoscrizione del piano da parte delle organizzazioni sindacali il datore di lavoro è tenuto a pagare il contributo” per il licenziamento collettivo secondo la legge 92/2012 “innalzato del 500 per 100”. Inoltre qualora “il datore di lavoro cessi definitivamente l’attività produttiva o una parte significativa della stessa, anche per effetto di delocalizzazioni, con contestuale riduzione di personale superiore al 50 per cento di quello impiegato mediamente nell’ultimo anno, a livello nazionale o locale, lo stesso è tenuto alla restituzione delle sovvenzioni, dei contributi, sussidi ed ausili finanziari o vantaggi economici a carico della finanza pubblica di cui hanno beneficiato gli stabilimenti produttivi oggetto delle cessazioni o ridimensionamenti di attività di cui alla presente disposizione, e rientranti fra quelli oggetto di iscrizione obbligatoria nel registro aiuti di Stato, percepiti nei 10 anni antecedenti l’avvio della procedura medesima, in proporzione alla percentuale di riduzione del personale”, si legge nel testo. “Fino alla completa restituzione delle somme di cui al periodo precedente al soggetto debitore non possono essere concessi ulteriori sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili”.

Sono previsti prestiti garantiti per le imprese in difficoltà con il pagamento delle bollette. La norma, contenuta nel decreto legge Aiuti ter, ”rende gratuite le garanzie a fronte di prestiti che le banche effettuano, entro il tasso del btp, per pagare il costo dell’energia”.  

Il decreto Aiuti bis ha l’ok della Camera (col tetto agli stipendi)

Il nodo delle concessioni

 Il dl Aiuti ter prevede poi “la mappatura delle concessione, che permetterà di verificare con maggiore semplicità le condizioni e le modalità con cui sono affidati i beni demaniali”. 

Questo passaggio ha avuto il voto contrario dei ministri della Lega. Il motivo è spiegato dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia. “Abbiamo ritenuto fosse scorretto – spiega il ministro – portare un provvedimento del genere all’esame del Consiglio dei ministri a pochi giorni dalle elezioni. Riteniamo che sia più corretto affidare l’esame di simili provvedimenti al nuovo Governo. Inoltre  non c’era alcuna urgenza”.

La replica è arrivata, in conferenza stampa, dal premier Draghi. “Il rappresentante della Lega ha parlato di disaccordo non nel merito ma nel metodo – ha detto –  Si sarebbe desiderato approvare il provvedimento dopo le elezioni, è un metodo che questo Governo non capisce molto: ci sono i bisogni dei citatdini, si danno le risposte quando sono pronte. Se avessi dovuto aspettare i risultati delle elezioni, delle Regionali, delle Comunali, ogni sussurro di qualunque connotato politico alla fine non si riesce a combinare più niente. E questo sarebbe stato il fallimento di questo Governo, creato per fare: non per ‘stare’ ma per ‘fare’. 

Il decreto Aiuti bis

Intanto tormentato decreto Aiuti bis prosegue il suo cammino. La Camera ieri sera ha approvato il testo con 322 voti a favore, 13 contrari e 45 astenuti. Il provvedimento tornerà nuovamente al Senato per l’approvazione definitiva, dopo le modifiche apportate da Montecitorio. Il nuovo passaggio nasce dalla soppressione della norma – introdotta proprio a Palazzo Madama – che cancellava il tetto degli stipendi per i vertici della Pubblica amministrazione. Fdi si è astenuta, Alternativa ha votato contro.  Anche l’Aiuti bis contiene misure urgenti contro il caro energia, l’emergenza idrica, e a favore delle politiche sociali e industriali per un ammontare di 17 miliardi. Deve essere convertito in legge entro l’8 ottobre. La legge era arrivata a Montecitorio con diverse modifiche rispetto alla scrittura iniziale

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