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Busta paga di ottobre: perché e di quanto può essere più alta #adessonewsitalia

La busta paga di ottobre avrà un importo netto più alto rispetto alla precedente per chi ha uno stipendio con imponibile lordo non superiore a 2.692 euro.

Tuttavia, ciò non vale per tutti: ci sono datori di lavoro, infatti, che già nei mesi scorsi hanno adeguato lo sgravio contributivo introdotto dalla legge di Bilancio 2022 alle novità introdotte dal decreto Aiuti bis; in tal caso lo stipendio dovrebbe già essere aumentato, ecco perché nella busta paga di ottobre non bisogna aspettarsi alcunché.

È proprio lo sgravio contributivo suddetto la ragione per cui nella busta paga di ottobre c’è chi si ritroverà un piccolo aumento di stipendio: inizialmente pari allo 0,8%, infatti, questo è stato portato al 2% con il decreto Aiuti bis, così da contrastare la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni. Una novità ufficializzata dall’Inps con il messaggio n. 3499/2022, con il quale l’Istituto ha fornito ai datori di lavoro le istruzioni per procedere con l’adeguamento delle buste paga dei dipendenti, laddove l’imponibile lordo risulti inferiore a 2.692 euro.

Una novità che di fatto decorre da luglio 2022, tuttavia alcuni datori di lavoro hanno atteso relative comunicazioni da parte dell’Inps prima di procedere con l’aggiornamento delle buste paga; per questo motivo ci sono dei lavoratori che non hanno notato differenze tra lo stipendio di giugno e quello di luglio, per i quali è finalmente arrivato il momento di godere dei vantaggi dello sgravio contributivo al 2%.

Di che sgravio contributivo parliamo e cosa è cambiato tra giugno e luglio

Come noto ai più, sono diversi i fattori che incidono sulla retribuzione lorda: tra questi ci sono i contributi previdenziali di cui si fa carico il dipendente, pari al 9,19% nel settore privato. Di un’altra parte se ne fa carico il datore di lavoro, arrivando così a un’aliquota complessiva del 33%.

Quel 9,19%, quindi, è un fattore determinante nel calcolo da stipendio lordo a netto, ragion per cui se questo viene ridotto ne risulta un aumento della retribuzione netta.

E così è stato con la legge di Bilancio 2022, con la quale è stato previsto uno sgravio dello 0,8% per tutto l’anno corrente, portando così l’aliquota suddetta all’8,39%, per quelle retribuzioni d’importo inferiore a 2.692 euro (35 mila euro di reddito annuo in prospettiva).

Così fino a giugno, poiché nel frattempo il decreto Aiuti bis è intervenuto per potenziare lo sgravio e aumentare ulteriormente gli stipendi netti: dallo 0,8% si è passati al 2%, con un incremento dell’1,2% a partire da luglio 2022.

Per i motivi già detti, però, ci sono datori di lavoro – la maggior parte – che prima di aggiornare la misura dello sgravio, portando così l’aliquota contributiva dall’8,39% al 7,19%, hanno preferito attendere specifiche indicazioni da parte dell’Inps.

Queste sono arrivate con il messaggio n. 3499/2022, dove l’Istituto invita quei datori di lavoro che non ne hanno ancora provveduto a farlo già con la busta paga di ottobre. Niente più scuse quindi, con il prossimo stipendio arriverà il momento di toccare con mano le conseguenze di uno dei più importanti aiuti introdotti dal governo Draghi.

Come cambia la busta paga di ottobre

Con la busta paga di ottobre, in pagamento i primi di novembre per la maggior parte dei lavoratori, cambia quindi l’importo netto. Ma di quanto? Di fatto c’è un risparmio di un ulteriore 1,2%, ossia la differenza che c’è tra lo sgravio applicato fino a giugno e quello in vigore da luglio.

Ad esempio, su una retribuzione lorda di 1.000 euro fino a giugno sono stati versati 83,90 euro di contributi, mentre da luglio solamente 71,90. Un vantaggio di 12 euro che tuttavia viene in parte mitigato dall’aumento dell’Irpef. Tale imposta, infatti, si applica sulla parte di stipendio lordo al netto dei contributi previdenziali: è ovvio, quindi, che se questa aumenta ne conseguirà anche un leggero aumento delle tasse.

Su uno stipendio di 1.500 euro, invece, il risparmio è di 18 euro, o 24 euro per le buste paga di 2.000 euro (e così via).

Arretrati già nella busta paga di ottobre?

È ovvio poi che i datori di lavoro che procedono solamente adesso all’adeguamento della nuova aliquota contributiva dovranno riconoscere gli arretrati per quanto non corrisposto tra luglio e settembre.

Tuttavia, non è detto che tali arretrati arrivino già a ottobre, visto che il suddetto messaggio Inps dà tempo ai datori di lavoro fino a dicembre 2022 per saldare ai propri dipendenti quanto spetta, ossia una cifra di circa 36 euro per chi prende 1.000 euro di stipendio, 72 euro con 2.000 euro di retribuzione.

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