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Von der Leyen al Parlamento europeo. “Tempi duri, ma vinceremo noi” #adessonewsitalia

La Presidentessa del Parlamento europeo, Roberto Metsola, nel tracciare il quadro politico ed economico attuale ha evidenziato con fermezza che la risposta dell’Unione europea c’e’ e ci sara’, lasciando ogni dettaglio alla dichiarazione sullo stato dell’Unione 2022 alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Ucraina, simbolo di coraggio per l’Europa

La dichiarazione della von der Leyen ha avuto luogo in un contesto completamente nuovo per l’Europa moderna. Si e’ tenuto mentre e’ in atto un conflitto sul suolo europeo, un conflitto che ha risvegliato nel nostro continente un moto di solidarieta’ senza eguali.

Di fronte a questo evento l’Europa ha scoperto di essersi evoluta ed e’ apparsa molto coesa.

Se 15 anni fa, durante la crisi finanziaria, l’Europa ha dato una risposta ai suoi cittadini, in termini di soluzioni sostenibili, solo dopo anni, un decennio piu’ tardi, in occasione della Pandemia ha risposto dopo poche settimane, mentre, ancora piu’ recentemente, nei confronti del conflitto in Ucraina, la risposta e’ stata compatta, vigorosa, immediata.

E’ stata riportrata in superficie la forza interiore dell’Europa ed e’ di questa forza che bisogna avvalersi per le importanti scelte da fare.

La posta in gioco e’ veramente alta, soprattutto se c’e’ chi fa leva, per avvantaggiarsi, di ogni minima divisione all’interno dell’Unione.

La von der Leyen ha ricordato che siamo di fronte ad una guerra contro la nostra energia, la nostra economia, contro i nostri valori, che tenta di colpire il nostro futuro.

Le sanzioni applicate alla Russia sono state le piu’ rigide mai applicate.

I tre quarti del settore bancario russo e’ stato tagliato fuori dai mercati internazionali. Quasi 1000 societa’ internazionali hanno lasciato il Paese. La produzione automobilistica e’ crollata del 75 % rispetto allo scorso anno. L’aeroflotta tiene a terra aerei perche’ non ha piu’ pezzi di ricambio.

“Le sanzioni rimarranno. Questo e’ il momento in cui bisogna essere risoluti”, ha dichiarato Ursula von der Leyen.

La ricostruzione dell’Ucraina richiedera’ ingenti sforzi. Sono state distrutte piu’ di 70 scuole e l’Europa e’ pronta ad offrire 100 milioni di euro per la ricostruzione, con la promessa di portare l’Ucraina verso il mercato unico. Di questo, soprattutto, parlera’ la Presidentessa della Commissione, nelle prossime ore, direttamente a Kiev, con il Presidente Zelensky, mentre sua moglie era presente durante la Plenaria, oggi, a fianco della von der Leyen.

Il mercato dell’Energia

La dipendenza dalla Russia va interrotta in tutta l’Europa. Per questo motivo e’ stato deciso di immagazzinare in comune l’84% del gas, ma non bastera’. E’ necessario diversificare guardando verso fornitori affidabili come USA, Norvegia e Algeria e altri.

L’anno scorso il gas russo era il 40% del gas importato dall’Unione, oggi rappresenta il 9%, ma nonostante cio’ la Russia attivamente cerca di manipolare il nostro mercato dell’energia.

Questo mercato non funziona piu’ e viene messo anche a dura prova dai cambiamenti climatici in corso.

Le ondate di calore hanno aumentato le richieste di energie. Il consumo di energia e’ stato 4 volte superiore al periodo pre-Covid, quest’estate.

E’ necessario, quindi, ridurre il consumo di energia negli orari di punta.

La von der Leyen ha citato, come esempio, la soluzione adottata dalle fabbriche italiane di ceramica del centro Italia, che hanno scelto di anticipare i turni di lavoro per lavorare quando l’elettricita’ costa meno.

“Un esempio di cittadini europei, capaci di adattarsi a nuove realta’ per una Guerra che non hanno scelto”.

La riduzione del consumo di energia negli orari di punta consente alle furniture di durare piu’ a lungo.

Tra le varie proposte a sostegno vi e’, poi, un massimale sui redditi delle aziende che producono elettricita’ a basso costo.

Queste societa’ hanno dei redditi supplementari, che non avevano contabilizzato mai ed e’ necessario, anche sulla base del sistema economico su cui si basa l’Unione europea, che  i redditi vengano redistribuiti, condivisi e incanalati verso chi ne ha bisogno.

La proposta coinvolge anche i produttori di energia con i carburanti fossili e consentira’ di avere piu’ di 140 milioni di euro da distribuire per assorbire meglio questo colpo.

Si tratta di misure temporanee per affrontare uno stato di emergenza, ma bisogna, necessariamente, approntate un piano per il futuro.

Bisogna lavorare sull’abbassamento dei prezzi del gas, garantendo la certezza dell’approvvigionamento, ma al contempo anche la competivita’ mondiale. Se l’energia e’ troppo costosa danneggia la nostra competitivita’ globale. Pertanto, con gli Stati membri verra’ definita una serie di misure per prendere in considerazione la natura specifica del rapporto con i fornitori, da quelli meno affidabili verso quelli affidabili, come la Norvegia.

I mercati del gas sono stati modificati in modo radicale: dai gasdotti si va verso l’aumento del gas liquido (GNL). Il parametro di riferimento del gas  non e’ pero’ piu’ rappresentativo. E’ necessario individuare  un benchmark per questi scambi che rispecchi meglio la svolta che c’e’ stata in questo mercato.

Le aziende energetiche hanno gravi problemi di liquidita’ in particolare nel mercato dei cd. Futures. L’Unione europea cerchera’, quindi, di risolvere questi problemi emendando le norme sulle garanzie, incidendo sui cd. collateral e prendendo misure per cercare di calmierare la volatilita’ dei prezzi.

Ad ottobre, tuttavia, verra’ creato un nuovo quadro di aiuti per gli Stati, che cerchera’ di garantire una parita’ tra i diversi mercati.

L’attuale mercato dell’energia, il suo costrutto si basa sul principio di un ordine di merito che non e’ piu’ adatto allo scopo, non e’ piu’ adeguato ed equo nei confronti dei consumatori che dovrebbero usufruire dei benefici delle rinnovabili a basso costo.

Bisogna disaccoppiare il gas dall’elettricita’ dove il gas ha un impatto predominante e pertanto verra’ svolta una riforma approfondita e completa del mercato dell’energia.

La strada da seguire non e’ quella della soluzione rapida, ma un cambiamento paradigmatico, che ci porta a fare un balzo verso il futuro.

Questa trasformazione necessaria e’ gia’ partita nel mar Baltico e nel mare del Nord, dove gli Stati membri hanno investito massicciamente nell’eolico marittimo. La Sicilia produrra’, a breve, l’ultimissima generazione di pannelli solari, mentre nel nord della Germania i treni regionali circolano con idrogeno verde rinnovabile.

L’idrogeno e il nuovo Patto verde per l’Europa

L’idrogeno puo’ cambiare le carte in tavola per l’Europa, passando da un mercato di nicchia a un mercato di massa.

Con Re-power EU e’ stato raddoppiato quanto prefissato come obiettivo: 10 milioni di idrogeno rinnovabile entro il 2030. Per fare cio’ e’ necessario avere un animatore di mercato per l’idrogeno per colmare il deficit negli investimenti e far si’ che ci sia una correlazione tra offerta e domanda futura.

Sara’ creata una nuova banca europea per l’idrogeno, che aiutera’ a garantire l’acquisto di idrogeno, in particolare utilizzando le risorse del Fondo per l’Innovazione.

Potranno essere investiti 3 miliardi di euro per costruire il nuovo mercato futuro, in nome del nuovo Patto verde per l’Europa (Green new Deal).

Le siccita’ future saranno sempre piu’ gravi. I ghiacciai delle Alpi si stanno sciogliendo e deve essere incessante il lavoro per l’adattamento climatico e la natura, nostra prima alleata.

L’Unione spingera’ per un accordo Mondiale sulla natura, ambizioso, durante la conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversita’, che si svolgera’ a Montreal, quest’anno, e ripetendo questo impegno al COP 26, a Sharm el Sheikh.

Di fronte agli aventi atmosferici estremi Ursula von der Leyen ha annunciato che verra’ raddoppiata la capacita’ di lotta contro gli incendi e nel corso del prossimo anno la UE investira’ nell’acquisto di 10 aerei anfibi leggeri e 3 elicotteri complementari per completare la flotta.

Gli ultimi anni ci hanno mostrato cosa e’ in grado di fare l’Europa quando e’ unita e un esempio e’ dato dal fatto che l’output economico ha superato i livelli pre-crisi in tempi record.

Il Next generation Eu e’ stato il volano per la ripresa della nostra economia.

E’ necessario investire nella sostenibilita’ e investire in modo sostenibile favorendo la transizione verso una economia sia digitale che a emissioni 0.

Ci vogliono regole per la Governance economica, che verranno presentate in autunno.

Gli Stati membri dovrebbero godere di maggiore flessibilita’ rispetto al percorso di riduzione dell’indebitamento, pero’ ci deve essere una maggiore responsabilita’ rispetto al tener fede agli impegni sottoscritti.

Occorrono poche norme semplice, che tutti seguono, per aprire uno spazio agli investimenti strategici e dare ai mercati finanziari la fiducia di cui necessitano.

Piu’ liberta’ di investimenti deve essere accompagnato da un maggior scrutinio sui processi.

E’ doveroso ricordare lo spirito di Maastricht: responsabilita’ e crescita possono procedere solo mano nella mano, basandoci e affidandoci ai valori dell’economia sociale di mercato.

La maggiore forza dell’Europa e’ insita in ciascuno di noi e  incoraggia ciascun Cittadino ad eccellere, considerando la fragilita’ dell’essere umano, coprendo i grandi rischi della vita, premiando le buone prestazioni e garantendo la protezione,nonche’ aprendo opportunita’ pur stabilendo dei limiti.

In questa ottica si muove l’attenzione verso le PMI e tre sono i quesiti da porsi.

Abbiamo un ambiente in cui queste imprese possono evolvere e funzionare? Abbiamo una mandopera che ha le qualifiche necessarie e abbiamo accesso alle materie prime di cui necessitano le industrie ?

Vanno rimossi gli ostacoli che frenano le imprese, che devono essere al centro della trasformazione, perche’ sono la colonna vertebrale della nostra industria e, invece, l’incertezza e le preoccupazioni gravano maggiormente su di loro.

Per questo verra’ varato un Pacchetto di sollievo per le PMI, che includera’ una proposta per una serie unica di norme fiscali: consentira’ di fare affari nell’Unione, snellira’ gli oneri burocratici, dara’ accesso e dinamicita’ al nostro mercato ed e’ giunta l’ ora di andare a rivedere la direttiva sui pagamenti in mora.

1 fallimento su 4 e’ dovuto a fatture non pagate.

Manodopera e formazione

Un altro tema rilevante e’ la mancanza di manodopera,  con un record di posti inoccupati.

E’ necessario investire nella formazione in collaborazione con le aziende che ben conoscono i bisogni presenti e futuri e in collaborazione con chi cerca lavoro per soddisfare appieno le esigenze del lavoratore.

E’ necessario puntare sulla manodopera dall’estero in maniera mirata. Perche’ l’Europa sia un luogo attrattivo e’, pero’, necessario snellire e migliorare il processo di riconoscimento delle qualifiche.

Il 2023 vuole essere, per la von der Leyen, l’anno della formazione e del perfezionamento professionale.

Politica commerciale e politica estera

Abbiamo visto come l’accesso alle materie prime sia fondamentale per evitare sudditanze economiche.

L’Europa ha bisogno di puntare su nuovi partnenariati, per una politica commerciale ancora piu’ viva, volta a rafforzare l’economia e difendere i nostri valori.

Si procedera’ a dar vita ad una legge europea sulle materie prime essenziali e alla creazione di un nuovo fondo di solidarieta’ europea per garantire un futuro stabile e prosperoso all’industria “made in Europe”.

Il futuro dell’Europa e’ fatto di nuove idee, ma fondato su antichi valori: pace, sicurezza, democrazia, legalita’, stato di diritto, giustizia e progresso economico.

Questo porta a dover ripensare al programma di politica estera per investire nella forza della democrazia.

Al di la’ delle procedure di adesioni, sostegno massimo verra’ dato per la creazione di una comunita’ politica europea, partendo dal Global gateway

E’ necessario proteggersi al meglio da presenze menzoniere e da vari tipi di corruzione e questo portera’ alla presentazione di un patto per la difesa della democrazia.

La democrazia non e’ fuori moda, ma deve aggiornarsi continuando a migliorare la vita dei cittadini, come diceva sempre David Sassoli, oggi ricordato da Ursula von der Leyen a chiusura della sua dichiarazione sullo stato dell’Unione.

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