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Il nuovo Parlamento, ecco quanto guadagnano deputati e senatori #adessonewsitalia

La formazione del nuovo Parlamento ha riportato in auge l’annoso argomento degli stipendi dei parlamentari (qui vi avevamo spiegato chi è dentro e chi è fuori). Cambia qualcosa con la XIX legislatura? A un primo sguardo sembra di no, ma i “bonus” a disposizione di deputati e senatori sono più “articolati” di quanto si possa pensare. Non c’è infatti soltanto la celebre indennità parlamentare, ma anche la diaria per il soggiorno a Roma e i rimborsi per spese di telefono e trasporti.

Lo stipendio dei deputati

Cominciamo con l’indennità parlamentare per i membri della Camera, che si attesta più o meno intorno ai 5.000 euro al lordo di ritenute fiscali e senza contare eventuali addizioni. Il cosiddetto “stipendio” dei membri del Parlamento, termine improprio ma efficace, si attesta su una media di 13.971,35 euro mensili. Il tutto però senza considerare le eventuali indennità di funzione. Ci sono poi i “bonus”, che ora vediamo nel dettaglio (qui invece parliamo del nuovo presidente della Camera, Lorenzo Fontana: chi è e quanto guadagna).

La diaria

I deputati hanno diritto a quello che si potrebbe definire un “rimborso spese”, destinato a coprire le spese di soggiorno a Roma, sede del Parlamento. Si tratta di una diaria mensile pari a circa 3.000 euro, stabilita dalla Legge n. 1261 del 1965. In caso di assenza del deputato, che fine fa questo “bonus”? Se il parlamentare non presenzia alle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate con il procedimento elettronico, la sua somma viene decurtata. Ogni giorno d’assenza “costa” 206,58 euro. Va tuttavia ricordato che è considerato presente un deputato che ha partecipato ad almeno il 30% delle votazioni. E, in ogni caso, la decurtazione non viene effettuata in presenza di “giustificazione” dell’assenza.

Rimborso spese

Il rimborso spese vero e proprio è però quello sul quale i deputati possono contare per l’esercizio del mandato. La somma elargita è di 3.690 euro mensili ed è corrisposto per metà in via forfettaria e per la restante parte a fronte di specifiche categorie di spese che devono essere attestate con una dichiarazione per ogni quadrimestre.

Telefono e trasporti

I rappresentanti di Montecitorio non rischiano mai di restare senza internet sul cellulare. A fine anno ogni rappresentante ha a disposizione 1.200 euro di rimborso forfettario per le spese telefoniche e per il traffico dati. Da navigare sul web a viaggiare fisicamente il passo è altrettanto leggero. A tutti i deputati è infatti garantita la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Tradotto: si viaggia senza pagare, perché al parlamentare basta mostrare il proprio tesserino unico agli sportelli dell’agenzia di viaggi presente presso le sedi della Camera o alle biglietterie di stazioni e aeroporti. Per l’autostrada invece basta avere un comune Telepass, che le istituzioni copriranno assieme alle altre spese accessorie di viaggio.

Lo stipendio dei senatori

Lo stipendio dei senatori differisce da quello dei deputati per un semplice elemento: è più alto. L’indennità mensile lorda è pari a quasi 12.000 euro.

La diaria

I riferimenti normativi restano gli stessi dei deputati, ma per quanto riguarda i membri di Palazzo Madama la diaria è periodicamente aggiornata in relazione all’aumento del costo della vita. Erogata dal 2001 al 2010 nella misura di 4.003 euro al mese, è stata poi ridotta a 3.500.

Rimborso spese

Dal 1° gennaio 2011, i senatori ricevono un rimborso forfettario mensile di 1.650 euro, che sostituisce i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche. Per quanto riguarda il cosiddetto “rimborso delle spese per l’esercizio del mandato”, si parla di un importo diviso in due tranche:

  • una quota mensile di 2.090 euro, sottoposta a rendicontazione quadrimestrale;
  • un’ulteriore somma di 2.090 euro mensili erogata in maniera forfettaria.

Trasporti

In ambito trasporti, i membri del Senato sono in possesso di tessere strettamente personali utili per i trasferimenti sul territorio nazionale. A partire dal 2010, sono state notevolmente ridotte le facilitazioni di viaggio a favore degli ex senatori, con l’introduzione di un tetto annuale per i viaggi aerei e ferroviari sul territorio nazionale.

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