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Il Regolamento Ue 1904/2022, in vigore dal 7 ottobre 2022, ha previsto una generale modifica dei divieti precedentemente stabiliti, sia con riferimento all’import che all’export verso la Russia. Con riferimento all’export, come ribadito dall’avviso dell’Agenzia delle Dogane di ieri, dal 7 ottobre 2022 è vietato, per i soggetti europei, vendere, esportare o trasferire in Russia armi da fuoco, componenti o munizioni indicate nell’allegato I del Reg. Ue 258/2012. Tra le merci vietati vi sono, per esempio, le armi da fuoco semiautomatiche, le rispettive cartucce e tutte le parti specificamente progettate e indispensabili al funzionamento di tali tecnologie. L’ottavo pacchetto delle sanzioni alla Russia ha, inoltre, comportato un generale aggiornamento delle restrizioni precedentemente stabilite. Con riferimento ai prodotti con possibili usi militari e di difesa (c.d. beni “quasi dual use”), inclusi nell’all. VII del Reg. Ue 833/2014, sono stati inseriti anche i teaser e gli spray urticanti, nonché numerosi circuiti, semiconduttori e apparecchi fotografici, non più liberamente esportabili in Russia. Per quanto riguarda i beni necessari per l’industria petrolifera russa e del gas naturale, l’art. 3-ter del Reg. 833/2014 è stato integrato con una specifica “Parte B”, introducendo il blocco all’export di numerose tecnologie, come, per esempio, oli idraulici, guarnizioni per freni, antenne e strumenti di misurazione della pressione. L’ottavo pacchetto ha introdotto importanti aggiornamenti anche alla lista dei beni ritenuti come strategici per l’industria russa (all. XXIII), la quale, in seguito alla modifica intervenuta, include, tra gli altri, inchiostri, carte, solventi, catalizzatori, merci in ferro e acciaio, nonché motori e altre tecnologie facenti parte del settore automotive. Anche con riferimento ai divieti relativi alle importazioni dalla Russia, sono intervenute significative modifiche. È stato, infatti, profondamente innovato l’all. XVII del Reg. 833/2014, relativo ai beni siderurgici russi, il quale comprende ora anche tutti i prodotti laminati a caldo o a freddo, le barre di ferro o acciaio e le merci in acciaio inossidabile. Non sono solamente i prodotti siderurgici russi ad essere oggetto di restrizioni. Con la nuova formulazione dell’art. 3-octies del Reg. Ue 833/2014 è, infatti, vietato acquistare o importare anche tutte le merci in ferro o acciaio originarie in Paesi terzi, incluse nell’all. XVII del medesimo regolamento, ottenute a partire dei prodotti russi. È, dunque, vietato importare anche barre in acciaio e profilati in ferro, provenienti da Paesi terzi, fabbricate da materie prime russe. Anche con riferimento ai beni siderurgici è stato, quindi, espressamente stabilito il divieto di triangolazioni c.d. complesse, ossia la possibilità di utilizzare materie prime russe anche in processi di lavorazione compiuti presso Paesi terzi, per attribuire ai prodotti finali un’origine doganale diversa dalla Russia, aggirando i divieti Ue. Tale misura comporta per gli importatori italiani l’obbligo di effettuare una serie di verifiche sulla filiera produttiva dei beni acquistati: il fatto che il prodotto listato non abbia origine russa non permette, infatti, di escludere che lo stesso sia liberalmente importabile. L’ottavo pacchetto ha toccato direttamente anche il settore dei servizi. Con il nuovo art. 5-quinquies comma 2 del Reg. Ue 833/2014, il Consiglio Ue ha, infatti, previsto un nuovo divieto di fornire nei confronti di soggetti stabiliti in Russia, sia direttamente che indirettamente, servizi di consulenza in materia legale, di architettura, ingegneristica e informatica. È stata, tuttavia prevista una clausola di salvaguardia per i contratti in corso, i quali sono ancora pienamente operativi fino all’8 gennaio 2023. A partire da tale data per gli architetti, ingegneri, informatici e avvocati di cittadinanza Ue, o stabiliti nel territorio dell’Unione europea, sarà, pertanto, espressamente vietato fornire attività di assistenza verso le società russe, a meno che non si tratti di servizi strettamente necessari per l’esercizio del diritto di difesa in un procedimento giudiziario o vengano forniti verso imprese controllate da soggetti stabiliti nell’Unione europea. Come stabilito nella nota dell’Agenzia delle Dogane di ieri, con il Reg. Ue 1903/2022 l’Ue ha, inoltre, esteso anche alle regioni di Kherson e Zaporizhzhia i blocchi commerciali già disposti verso il Donestk e Lugask con il Reg Ue 263/2022. Il divieto generale di import e di export per particolari prodotti strategici è, pertanto, vigente anche per i prodotti originari da tali territori. Con l’ottavo pacchetto, è stato, infine, disposto un nuovo divieto di trasporto di petrolio greggio o raffinato russo, esportato verso Stati terzi, valido rispettivamente dal 5 dicembre 2022 e dal 5 febbraio 2023 per i combustibili raffinati, che siano stati acquistati da imprese unionali a un valore superiore a quello che sarà indicato dalle istituzioni Ue (c.d. price cap).

15 ottobre 2022 / Stefano COMISI e Alberto ZINGARIELLO

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