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Chi può chiedere il Bonus 350 euro fino al 30 novembre e come fare #adessonewsitalia

Sta creando un po’ di confusione il nuovo Bonus 200 euro varato dal governo Draghi, ormai in dirittura d’arrivo. Molti di voi infatti stanno scrivendo in queste settimane alla nostra redazione di QuiFinanza perché hanno sentito parlare di Bonus 350 euro, e non solo di quello da 200. Esiste davvero? E’ una bufala? Quali differenze ci sono? A chi spetta?

Iniziamo col dire che è tutto vero. Oltre al Bonus 200 euro, esiste anche il Bonus 350 euro, che unisce di fatto il primo a una maggiorazione di 150 euro, per determinate categorie di lavoratori. Vediamo di cosa si tratta e chi lo può avere.

Cos’è il Bonus 350 euro e chi lo può richiedere

L’indennità una tantum prevista dal decreto Aiuti – cosiddetto Bonus 200 euro – viene aumentata di 150 euro per i lavoratori autonomi e professionisti che, nel periodo d’imposta 2021, cioè lo scorso anno, abbiano percepito un reddito complessivo inferiore a 20mila euro.

In presenza di questo requisito reddituale, quindi, il Bonus è riconosciuto ai lavoratori che rientrano tra i beneficiari nella misura di 350 euro anziché di 200 euro. Ma a chi spetta? Possono presentare la domanda i lavoratori:

  • iscritti alla gestione speciale degli artigiani;
  • iscritti alla gestione speciale dei commercianti;
  • iscritti alla gestione speciale per i coltivatori diretti e per i coloni e mezzadri, compresi gli imprenditori agricoli professionali;
  • pescatori autonomi;
  • liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici.

Hanno diritto all’indennità anche i lavoratori iscritti in qualità di coadiuvanti e coadiutori alle gestioni previdenziali degli artigiani, esercenti attività commerciali, coltivatori diretti coloni e mezzadri.

Qui le differenze tra Bonus 200 euro e Bonus 150 euro.

Qui tutto sul Bonus 200 euro alle partite Iva e come fare domanda.

Come si calcola il limite di reddito di 20mila euro

E come si calcola il reddito per essere sicuri di non sforare i 20mila euro? Dal computo del reddito personale soggetto a IRPEF, al netto di tutti i contributi previdenziali e assistenziali, per il calcolo del limite di reddito devono essere esclusi tutti i trattamenti di fine rapporto, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Quindi, il valore reddituale da considerare ai fini del riconoscimento del Bonus 350 euro è quello del reddito complessivo, come rilevato nel modello “Redditi Persone fisiche 2022”, dato dalla sommatoria di redditi contenuta nel quadro RN, rigo RN1 colonna 1, al netto dei contributi previdenziali obbligatori e del reddito fondiario dell’abitazione principale (rigo RN 2).

Inoltre, come chiarisce l’INPS, nell’ambito dei contributi previdenziali effettivamente versati non devono essere considerate le somme riconosciute dall’INPS a titolo di esonero contributivo.

Ai fini dell’accesso al Bonus 350 euro, l’assicurato, in sede di presentazione della domanda, è tenuto a dichiarare – pena l’inammissibilità dell’istanza – di non avere percepito nell’anno d’imposta 2021 un reddito complessivo superiore all’importo di 20mila euro.

Qui chi deve restituire il Bonus 200 euro e perché.

Gli altri requisiti per poter ottenere il Bonus 350 euro

Ma non c’è soltanto un requisito reddituale. Perché si possa ottenere il Bonus 350 euro serve anche che i lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS soddisfino congiuntamente una serie di altri requisiti. Eccoli.

Essere già iscritti alla gestione autonoma al 18 maggio 2022

I beneficiari devono essere già iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS, alla data del 18 maggio 2022, data di entrata in vigore del decreto Aiuti.

Ai fini dell’accesso all’indennità l’assicurato, in sede di presentazione della domanda, è tenuto a dichiarare – pena l’inammissibilità dell’istanza – di essere iscritto, alla data del 18 maggio 2022, alla gestione autonoma per cui è richiesto il Bonus. In ogni caso sono destinatari dell’indennità i soggetti che abbiano provveduto a presentare tempestiva iscrizione alla Gestione previdenziale.

Essere titolari di partita IVA attiva e con attività lavorativa avviata al 18 maggio 2022

I beneficiari del Bonus devono essere titolari di partita IVA attiva e l’attività lavorativa deve risultare già avviata al 18 maggio 2022.

L’INPS precisa che il requisito della titolarità della partita IVA non vale per gli assicurati che sono iscritti alla gestione autonoma in qualità di coadiuvanti e coadiutori, come artigiani, commerciati e agricoli. I richiedenti del Bonus in qualità di coadiuvanti e coadiutori possono quindi ottenerlo solo se il titolare dell’impresa presso cui prestano attività lavorativa sia titolare di partita IVA attiva e con attività avviata alla data del 18 maggio 2022.

Per i soci di società o i componenti degli studi associati, il requisito della titolarità della partita IVA, attiva alla data del 18 maggio 2022, deve essere soddisfatto in capo alla società o allo studio associato.

Ne consegue che non sono destinatari dell’indennità una tantum i lavoratori iscritti alle gestioni autonome in qualità di titolari e i relativi coadiuvanti e coadiutori, per i quali per lo svolgimento dell’attività non è prevista l’apertura di partita IVA.

Avere effettuato entro il 18 maggio 2022 almeno un versamento contributivo

Per accedere all’indennità è necessario avere effettuato, entro il 18 maggio 2022, almeno un versamento contributivo dovuto alla gestione di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità una tantum, con competenza a decorrere dall’anno 2020, per il periodo di competenza dal 1° gennaio 2020 e con scadenze di versamento entro il 18 maggio 2022. Il versamento può essere totale o parziale.

Questo requisito contributivo non si applica ai contribuenti per i quali non risultano scadenze ordinarie di pagamento – o contribuzione dovuta da versare per i liberi professionisti – entro la data del 18 maggio 2022.

Per gli iscritti alla gestione autonoma in qualità di coadiuvanti e coadiutori (artigiani/commerciati/agricoli) il requisito contributivo viene verificato sulla posizione del titolare della posizione aziendale. Pertanto, gli assicurati che richiedono l’indennità una tantum in qualità di coadiuvanti e coadiutori possono accedere al beneficio solo laddove il requisito contributivo sia soddisfatto sulla posizione aziendale del titolare.

Non essere titolari di trattamenti pensionistici diretti alla data del 18 maggio 2022

Il Bonus 350 euro non può essere riconosciuto in presenza di pensioni dirette a carico, anche pro quota, dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive, sostitutive, esonerative e integrative della stessa, delle forme previdenziali compatibili con l’AGO, della Gestione separata, degli enti di previdenza né dell’APE sociale.

Ai fini dell’accesso all’indennità l’assicurato, in sede di presentazione della domanda, è tenuto a dichiarare – pena l’inammissibilità dell’istanza – di non essere titolare di trattamenti pensionistici diretti alla data del 18 maggio 2022.

Non essere percettori dei Bonus già previsti nel decreto Aiuti

Il Bonus 350 euro è incompatibile anche con i Bonus eventualmente già percepiti del decreto Aiuti.

Come e quando fare domanda

Le domande possono essere inviate entro il 30 novembre 2022, in diversi modi:

  • online: accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” raggiungibile a partire dalla home page del sito web dell’Istituto http://www.inps.it, seguendo il percorso “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”; una volta autenticati sarà necessario selezionare la categoria di appartenenza per la quale si intende presentare domanda. Le credenziali di accesso sono come sempre SPID di livello 2 o superiore, Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).
  • Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).
  • istituti di patronato.

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