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Aliquote Irpef 2022 e scaglioni di reddito annuali e mensili #adessonewsitalia


La Legge di Bilancio 2022 ha modificato la tabella delle aliquote e scaglioni Irpef dal 1 gennaio 2022. Per l’anno 2022, resta confermato il 23% per lo scaglione di reddito fino a 15.000 euro, è ridotto dal 27% al 25% lo scaglione di reddito fino a 28.000 euro. La terza aliquota Irpef è ridotta dal 38% al 35% e si applica ai redditi fino a 50.000 euro. Viene soppressa l’aliquota del 41 per cento ed i redditi sopra i 50.000 euro sono tassati al 43 per cento. Vediamo come cambia il calcolo dell’Irpef, anche mensile in busta paga, sulla base dei nuovi scaglioni.

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aliquote e scaglioni di reddito anno 2016

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L’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) è un’imposta diretta, progressiva e proporzionale al reddito. Per calcolare l’Irpef dovuta è necessario applicare al proprio reddito le aliquote e scaglioni Irpef per scaglioni di reddito, che sono stabilite in misura percentuale dal TUIR, il Testo Unico sulle imposte sui redditi. Le aliquote Irpef vanno dal 23% al 43% per il calcolo della tassazione annuale del contribuente.

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Le aliquote Irpef sono state riformate e modificate dalla Legge di Bilancio 2022. E’ stata effettuata una riduzione delle aliquote cosiddette intermedie ed una modifica agli scaglioni di reddito, attraverso una modifica dell’articolo 11 del TUIR, che tratta la Determinazione dell’imposta lorda.

Le aliquote Irpef e scaglioni per l’anno 2022 sono quindi diverse rispetto a quelle che sono state in vigore fino all’anno d’imposta 2021.

Art. 13 TUIR aggiornato anno 2022: “Altre Detrazioni”

Vediamo le percentuali e gli scaglioni di reddito, nonché tutte le informazioni per calcolare l’imposta Irpef sulla base del proprio reddito e sulla base della tabella delle aliquote Irpef 2022.

Aliquote e scaglioni Irpef 2022 in vigore

Ad indicare le aliquote Irpef è l’art. 11 del TUIR in materia di determinazione dell’imposta.

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L’articolo 11, comma 1 del TUIR, come modificato dall’articolo 1, comma 2 della Legge di Bilancio, 2022 è il seguente:

L’imposta lorda è determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10, le seguenti aliquote per scaglioni di reddito:

a) fino a 15.000 euro, 23 per cento (quindi fino a 3.450 euro di imposta lorda Irpef);

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b) da 15.000,01 euro e fino a 28.000 euro, 25 per cento (quindi 3.450 euro più il 25% calcolato sulla parte eccedente i 15.000 euro e fino a 28.000 euro);

c) da 28.000,01 euro e fino a 50.000 euro, 35 per cento (quindi 6.700 euro più il 35% calcolato sulla parte eccedente i 28.000 euro e fino a 50.000 euro);

d) oltre 50.000,01 euro, 43 per cento (quindi 14.400 euro più il 43% calcolato sulla parte eccedente i 50.000 euro).

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E’ questo l’ammontare lordo delle “tasse” pagate ogni anno dai lavoratori ed in generale sui propri redditi da tutti i contribuenti.

Ovviamente nel calcolo della tassazione Irpef bisogna tener conto anche delle detrazioni fiscali (una su tutte la detrazione per lavoro dipendente), che riducono l’imposta da pagare, calcolata appunto sul reddito e applicando le aliquote di cui sopra.

Aliquote Irpef mensili in busta paga nel 2022

Molti lavoratori consultando la propria busta paga cercando di capire come funziona il calcolo dell’imposta lorda Irpef in busta paga, quindi quali sono le aliquote Irpef mensili applicate.

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In realtà, le aliquote Irpef sono le stesse, ma vengono applicate parametrandole su base mensile. Quindi le aliquote Irpef 2022 mensili sono le seguenti:

a) fino a 1.250 euro lordi mensili (sarebbe 15.000 euro/12), 23 per cento;

b) da 1.250,01 euro a 2.333,33 euro lordi mensili (sarebbe 15.000,01 euro e fino a 28.000 euro sempre diviso 12), 25 per cento;

c) da 2.333,34 euro a 4.583,33 euro lordi mensili (28.000,01 euro e fino a 50.000 euro sempre diviso 12), 35 per cento;

d) oltre 4.583,34 euro lordi mensili (sarebbe 50.000,01 euro sempre diviso 12), 43 per cento.

Significa che fino a 1.250 euro di stipendio lordo mensile l’imposta lorda è del 23%, ossia 287,50 euro, poi per la parte di reddito da 1.250,01 fino alla voce imponibile Irpef va calcolato il 25% (fino al 31 dicembre 2021 era il 27%) e così via. Quindi c’è un -2% di imposizione fiscale lorda. Per coloro che hanno un reddito mensile superiore a 2.333,34 euro, scatta per la parte eccedente un -3% sull’aliquota Irpef.

Il reddito da considerare è quello nella voce “Imponibile Irpef” o comunque imponibile fiscale, non è assolutamente l’imponibile previdenziale o stipendio lordo in busta paga.

Il sistema di calcolo dell’Irpef mensile è valido per le buste paga da gennaio a novembre, mentre nel mese di dicembre il calcolo viene effettuato con il conguaglio fiscale di fine anno.

Aliquote e scaglioni Irpef fino al 2021

E’ importante confrontare come sono cambiate le aliquote Irpef e gli scaglioni di reddito dopo le modifiche della Legge di Bilancio 2022, quindi a partire dal 1 gennaio 2022. E per farlo bisogna confrontarle con le aliquote e gli scaglioni in vigore fino al 31 dicembre 2021, che quindi hanno interessato la tassazione Irpef dei contribuenti.

Le aliquote Irpef e gli scaglioni di reddito in vigore fino al 31 dicembre 2021 sono le seguenti:

a) fino a 15.000 euro, 23 per cento;

b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27 per cento (quindi 3.450 euro più il 27% calcolato sulla parte eccedente i 15.000 euro);

c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento (quindi 6.960 euro più il 38% calcolato sulla parte eccedente i 28.000 euro);

d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento (quindi 17.220 euro più il 41% calcolato sulla parte eccedente i 55.000 euro);

e) oltre 75.000 euro, 43 per cento (quindi 25.420 euro più il 43% calcolato sulla parte eccedente i 75.000 euro).

Aliquote Irpef: come sono cambiate

A partire dall’anno 2022, è stato modificato il sistema di determinazione dell’Irpef contenuto nell’articolo 11 del TUIR, riducendo da cinque a quattro le aliquote applicabili e rimodulandole in relazione ai rispettivi scaglioni di reddito.

La prima aliquota Irpef da 0 a 15 mila euro, quella per i redditi fino a 15 mila euro, è rimasta al 23%, pertanto nulla è variato.

La seconda aliquota Irpef da 15 mila a 28 mila euro è stata ridotta dal 27 al 25 per cento. Non è variato lo scaglione di reddito, che è sempre da 15 mila a 28 mila euro. Pertanto si può affermare che i contribuenti, lavoratori o pensionati, che hanno in reddito fino a 28 mila euro hanno una riduzione dell’imposta lorda del 2% per la parte di reddito sopra i 15 mila euro.

La terza aliquota Irpef è ridotta dal 38 al 35 per cento e si applica ai redditi fino a 50.000 euro. Quindi i contribuenti fino a 2021 pagavano una imposta lorda del 38% per i redditi da 28 mila a 55 mila euro, mentre dal 2022 pagano una imposta lorda del 35% da 28 mila a 50 mila euro.

E’ soppressa l’aliquota del 41 per cento e la quarta aliquota Irpef è per i redditi sopra i 50.000 euro, che sono tassati al 43 per cento.

Quale è il reddito complessivo

E’ importante sapere che per il calcolo della tassazione in base alle aliquote Irpef,  il reddito da considerare è il reddito complessivo, ossia la somma di tutti i propri redditi (redditi da lavoro dipendente e assimilati come ad esempio i redditi da collaborazioni, i redditi da lavoro autonomo, i redditi di impresa, i redditi fondiari, redditi di capitali, redditi diversi).

Per quanto riguarda i lavoratori, il reddito da dipendente da considerare in busta paga è il reddito imponibile ai fini fiscali in busta paga e non il reddito imponibile previdenziale (quindi non in lordo in busta, ma il lordo in busta meno contributi a proprio carico. Generalmente in busta paga viene indicato, ed è l’imponibile fiscale).

Sul reddito complessivo vanno sottratti gli oneri deducibili dal reddito. Il risultato ottenuto è quello sul quale calcolare le aliquote Irpef per determinare l’imposta lorda.

Quando non si paga l’Irpef

Lo stesso articolo 11 del TUIR al comma 2 stabilisce che se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per l’intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, l’imposta non è dovuta.

Analogamente non è dovuta se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi fondiari di importo complessivo non superiore a 500 euro.

Come si calcola l’Irpef

Applicando al reddito complessivo, come sopra determinato, le aliquote Irpef per scaglioni di reddito sopra indicate, si ottiene l’imposta lorda.

L’imposta netta è determinata operando sull’imposta lorda, fino alla concorrenza del suo ammontare, tutte le detrazioni fiscali, quali sono le detrazioni per lavoro dipendente, per lavoro autonomo, le detrazioni per figli a carico, mogli a carico, per altri familiari a carico.

Queste detrazioni possono essere inserite in busta paga.

La detrazione per lavoro dipendente è stata modificata dalla Legge di Bilancio 2022.

A partire dal mese di marzo 2022 entrando in vigore la normativa sull’assegno unico universale, cessano di avere efficacia le detrazioni fiscali per figli a carico minori di 21 anni, ivi incluse le maggiorazioni delle detrazioni per figli minori di tre anni e per figli con disabilità. Inoltre è abrogata la detrazione per famiglie numerose (in presenza di almeno quattro figli).

L’imposta lorda è altresì ridotta dalle altre detrazioni fiscali come quelle per spese sanitarie, interessi passivi su mutuo, detrazioni per ristrutturazioni, ecobonus e le altre detrazioni fiscali.

Dall’imposta netta si detrae anche l’ammontare dei crediti d’imposta spettanti al contribuente. E se l’ammontare dei crediti d’imposta è superiore a quello dell’imposta netta il contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l’eccedenza in diminuzione dell’imposta relativa al periodo d’imposta successivo o di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi.

Tornando al calcolo dell’imposta Irpef, vediamo come si calcola l’imposta applicando le aliquote per scaglioni Irpef.

Redditi fino a 15.000 euro, si applica il 23%. Come abbiamo visto per i redditi fino a 15.000 euro va calcolato il 23% per determinare l’imposta lorda. La tassazione massima è quindi di 3.450 euro (il 23% di 15.000 euro). Ovviamente in caso di reddito da lavoro dipendente o autonomo vanno considerate in successiva fase, le detrazioni per lavoro dipendente o le detrazioni per lavoro autonomo.

Redditi fino a 28.000 euro. In questo caso si applica prima il 23% poi il 25% (27% fino al 2021). Per coloro che percepiscono un reddito complessivo superiore a 15.000 euro e non superiore a 28.000 euro, la tassazione Irpef applicando le aliquote è del 23% fino a 15.000 euro (3.450 euro) e poi sulla restante parte del 25%. Esempio: colui che ha un reddito di 20.000 avrà un’imposta lorda pari al 23% di 15.000 euro (3.450 euro) più il 25% sulle restanti 5.000 euro, complessivi 4.700 euro. Con 28.000 euro di reddito complessivo, l’imposta Irpef sarà pari a 6.700 euro.

Redditi da 28.000,01 fino a 50.000 euro. Si applica prima il 23%, poi il 25% (27% nel 2021), poi il 35% (38% nel 2021). Il calcolo dell’Irpef per coloro che superano i 28.000,01 euro di reddito, viene effettuato applicando il 23% su 15.000 euro, il 25% su 13.000 euro (28.000 euro meno 15.000 euro), per un totale di 6.700 euro come abbiamo visto, e il 38% su quanto eccede i 28.000 euro e fino a 50.000 euro. Esempio: colui che ha un reddito di 40.000 euro avrà un’imposta lorda pari a 6.700 euro più il 35% su 12.000 euro (40.000 meno 28.000 euro). Per coloro che hanno 55.000 euro di reddito, l’imposta Irpef sarà di 14.400 euro.

Redditi oltre 50.000 euro. In questo caso si applica prima il 23%, poi il 27%, poi il 38% ed infine il 43% su quanto eccede i 50.000 euro. La conseguenza è che l’imposta si calcola aggiungendo ai 14.400 euro che l’Irpef fino a 50.000 euro, il 43% di quanto eccede i 50.000 euro. Esempio: colui che ha un reddito di 70.000 euro, avrà un’imposta lorda pari a 14.400 euro più il 43% di 20.000 euro (70.000 meno 50.000 euro). L’imposta Irpef lorda è di 23.000 euro. Quanto sarebbe stata nel 2021? Pari a 17.220 euro più il 41% calcolato sulla parte eccedente i 55.000 euro e fino a 70.000 euro. Ossia 23.370 euro.

Tassazione in busta paga

Conoscere il sistema di calcolo dell’Irpef per scaglioni di reddito descritto sopra è importante per capire come vengono calcolate le “tasse in busta paga”.

La tassazione in busta paga è determinata da un complesso sistema di calcolo, che tiene conto delle detrazioni fiscali richieste dal lavoratore, quali le detrazioni per coniuge, figli e familiari a carico nonché delle ulteriori detrazioni fiscali. Una su tutte: la detrazione per lavoro dipendente.

Se in precedenza abbiamo descritto il sistema di calcolo dell’Irpef dovuta dal contribuente per l’anno d’imposta (ossia ad esempio le tasse dovute per l’anno 2022 da dichiarare nel 730 del 2023 o nell’ex Unico che ora si chiama Modello Redditi 2023), nel caso della tassazione in busta paga, si fa riferimento al sistema di calcolo della tassazione effettuato dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta.

Il datore di lavoro calcola la tassazione sulla base di un reddito presunto o sulla base del reddito indicato dal lavoratore nel modello detrazioni, presentato dal lavoratore stesso per comunicare appunto sia le detrazioni che i redditi per i quali viene richiesta l’applicazione della tassazione in busta paga.

In mancanza di una comunicazione inerente al reddito da applicare nelle buste paga, il datore di lavoro applicherà la tassazione sulla base di un reddito presunto. E più precisamente nei mesi da gennaio a novembre, ivi compreso la tredicesima.

Nel mese di dicembre di ogni anno, invece, il datore di lavoro effettuerà un conguaglio fiscale di fine anno con il quale, conoscendo a quel punto il reddito da lavoro dipendente annuale del lavoratore (in quanto ha erogato anche la busta paga di dicembre), potrà calcolare la tassazione dovuta, tenendo conto sia del reddito da lavoro dipendente prodotto dal lavoratore nell’anno, che delle detrazioni fiscali spettanti. La detrazione fiscale per lavoro dipendente dipende dal reddito da lavoro dipendente e quindi anch’essa sarà conguagliata nella busta paga di dicembre.

E’ quindi importante sapere che il datore di lavoro applica sul reddito da lavoro dipendente (e non sul reddito complessivo) la tassazione in busta paga sulla base delle aliquote e scaglioni Irpef di cui sopra. Ed effettua tale calcolo sul reddito imponibile Irpef e non sul reddito imponibile Inps indicato in busta paga. In altre parole, applica la tassazione sulla RAL (Retribuzione annua lorda) del lavoratore al netto dei contributi previdenziali a carico del lavoratore trattenuti nelle buste paga da gennaio a dicembre.

La tassazione applicata in busta paga è ovviamente calcolata, in termini di imposta lorda, secondo le aliquote e scaglioni Irpef sopra descritti, ma a tale imposta lorda vanno poi sottratte le detrazioni fiscali (generalmente per reddito da lavoro dipendente e per coniuge, figli e familiari a carico per coloro che ne hanno fatto richiesta nel modulo detrazioni).

Ovviamente l’imposta Irpef netta trattenuta in busta paga durante l’anno si evince nella busta paga di dicembre, dove con il conguaglio fiscale di fine anno il datore di lavoro effettua tutti i calcoli, ma basati sul reddito da lavoro dipendente o sul reddito richiesto dal lavoratore nel modulo detrazioni, e non sul reddito complessivo ai fini Irpef.

Nella maggior parte dei casi è necessario presentare poi la dichiarazione dei redditi (quasi sempre il modello 730) per effettuare un ricalcolo definitivo della tassazione Irpef, aldilà di quanto già trattenuto dal datore di lavoro in busta paga.

Nella maggior parte dei casi, infatti la determinazione del reddito complessivo comprende anche altre tipologie di redditi rispetto al reddito da lavoro dipendente (si pensi a chi ha più di un contratto di lavoro nell’anno oppure due part-time, oppure si pensi a chi ha ulteriori redditi quali redditi fondiari o da fabbricati o redditi da capitale) oppure il lavoratore contribuente ha diritto ad ulteriori detrazioni fiscali, una su tutte quella per spese sanitarie.

I casi sono molteplici e pertanto in generale coloro che hanno interesse a verificare la propria tassazione in busta paga e le aliquote e scaglioni Irpef per l’anno d’imposta devono considerare in generale tutti i propri redditi imponibili Irpef (non solo quello per lavoro dipendente) e tutte le detrazioni fiscali loro spettanti per quell’anno (oltre alla detrazione per lavoro dipendente o per coniuge o figli a carico indicata in busta paga).

Ed in generale considerare che il complesso calcolo dell’imposta Irpef secondo il TUIR tiene conto del calcolo della tassazione secondo le aliquote Irpef per scaglioni di reddito sopra indicate, ma che tali aliquote sono necessarie per calcolare l’imposta lorda e non quella netta dovuta.

Il calcolo dell’Irpef infatti parte dalla determinazione del reddito complessivo (tenendo conto di tutti i redditi imponibili), passa per l’applicazione al reddito complessivo delle aliquote e scaglioni Irpef e, una volta ottenuta l’imposta lorda, da essa vanno sottratte tutte le detrazioni fiscali, aldilà di quelle provvisoriamente calcolate in busta paga. E’ bene quindi, nella maggior parte dei casi, presentare la dichiarazione dei redditi, per un definitivo calcolo delle “tasse” dovute.

E’ infatti possibile che il lavoratore in qualità di contribuente, presentando il 730, abbia diritto ad un credito Irpef da recuperare in busta paga. O in qualche caso, debba effettuare il pagamento di un Irpef a saldo a debito.

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