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Le posizioni dei partiti italiani sulla scienza #adessonews

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Mario Draghi annuncia le sue dimissioni alla Camera il 21 luglio 2022. Dopo lo scioglimento del Parlamento, le elezioni sono state indette per il 25 settembre. Credit: Manuel Dorati/NurPhoto/Shutterstock.

Il 25 settembre l’Italia va alle urne. Il Paese è nella morsa di una crisi energetica, e la pandemia COVID-19 continua a mietere vittime. Il PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) ha tra le sue priorità la ricerca e la salute ma è ancora in una fase critica. In vista delle elezioni, Nature Italy ha chiesto ad alcuni dei principali partiti le loro proposte su clima, scienza e salute. Di seguito una sintesi delle loro risposte. Le risposte complete sono linkate in fondo all’articolo. Alcuni partiti, tra cui Fratelli d’Italia e Forza Italia, non hanno ancora risposto. Il pezzo verrà aggiornato nei prossimi giorni se arriveranno altre risposte.

In che modo intendete garantire l’approvvigionamento energetico dell’Italia nel breve periodo?

Partito Democratico (PD): Abbiamo proposto un tetto per il prezzo del gas attraverso il disaccoppiamento tra energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e quella prodotta da gas. Per le famiglie più in difficoltà, vogliamo un nuovo contratto che consente una fornitura elettrica gratuita grazie a contratti a lungo termine di energia prodotta da fontirinnovabili.

Movimento Cinque Stelle (M5S): Nell’immediato dobbiamo sfruttare la capacità di stoccaggio di gas ed utilizzare il gas liquido (GNL) attraverso rigassificatori temporanei e galleggianti. Inoltre dobbiamo istituire in Europa un Energy Recovery Fund per garantire acquisti e stoccaggi comuni.

Azione/Italia Viva (A/IV): Condividiamo il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas del Governo Draghi. Diversificazione dell’approvvigionamento gas, aumento della generazione elettrica da fonti diverse da gas naturale, incluso il carbone. Il rigassificatore a Piombino deve essere operativo a inizio 2023; è necessario incrementare l’apporto da fonte rinnovabile semplificando le procedure per l’installazione di fotovoltaico sui tetti.

+EUROPA: Siamo d’accordo con le politiche esistenti a sostegno delle famiglie e delle imprese. Proponiamo di disaccoppiare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili e supportare il tetto al prezzo del gas a livello europeo. Occorre una sburocratizzazione e snellimento degli iter per la realizzazione di impianti rinnovabili, rigassificatori e termovalorizzatori.

Unione Popolare (UP): Noi siamo per intervenire in maniera diplomatica per cessare la guerra e togliere le sanzioni alla Russia. Tassazione degli extra profitti al 90% e nazionalizzazione del settore energetico, per creare un’azienda pubblica che investa su energie rinnovabili.

LEGA: Utilizzare misure fiscali per ridurre il costo delle bollette energetiche per le famiglie e le industrie; utilizzare meccanismi come il ritiro e acquisto di energia elettrica prodotta da impianti a fonti rinnovabili da parte del GSE e successiva cessione a tariffe calmierate a clienti industriali e PMI.

A lungo termine, siete d’accordo con il piano europeo per ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, e arrivare a zero emissioni entro il 2050?

PD: Sì. Quella climatica è una vera emergenza: lo abbiamo visto quest’estate. Vogliamo aumentare drasticamente la quota di rinnovabili prodotte inItalia con l’obiettivo di installare 85 GW in più entro il 2030.

M5S: Sì, per noi è una priorità e crediamo che siano necessari investimenti massicci nelle energie rinnovabili.

A/IV: Sì, per noi è una priorità. La decarbonizzazione è una necessità, puntando sulle fonti rinnovabili, su scala pubblica e per l’autoconsumo. Se dovessimo avere bisogno di aumentare la nostra capacità elettrica, proponiamo di promuovere progetti nazionali per la cattura e lo stoccaggio del carbonio dalle centrali a gas.

+EUROPA: Sì, questa è una delle nostre priorità. Proponiamo anche di sviluppare una politica energetica europea, in linea con la politica climatica, per aumentare la resilienza del sistema, costruire reti integrate e adottare strumenti comuni.

UP: Nel nostro programma c’è l’impegno a rispettare e superare gli impegni nazionali di riduzione delle emissioni dell’Accordo di Parigi e l’ abolizione dei SAD, i sussidi ambientalmente dannosi elargiti alle fonti fossili. Proponiamo lo stop all’utilizzo di jet privati e progressiva eliminazione dei viaggi aerei su tratte brevi.

LEGA: Il gas è oggi la fonte energetica primaria dell’Italia e rappresenterà una fonte di energia ponte fino al 2050, data obiettivo di emissioni nette zero di CO2. Occorre produrre più biometano a cui tutti possiamo contribuire con la raccolta differenziata. Serve anche proseguire con la diversificazione degli approvvigionamenti e con la realizzazione di infrastrutture strategiche, tra cui i rigassificatori.

Se foste parte del prossimo governo, proporreste di rilanciare l’estrazione di gas naturale in Italia?

PD: Il gas non è il futuro, ma è necessario in questa fase di transizione. I rigassificatori devono essere soluzioni ponte, attive pochi anni. I territori dove verranno installati devono essere coinvolti nelle decisioni e adeguatamente compensati per l’impatto economico e sociale.

M5S: Dovremmo trivellare pressoché ovunque, con costi molto elevati per coprire il fabbisogno di poco più di un anno. Ancora una volta, il futuro è nelle energie rinnovabili.

A/IV: Sì, riteniamo occorra incrementare le estrazioni anche coltivando nuovi giacimenti, soprattutto nelle nostre acque aree di estrazione. Diversificare le fonti di approvvigionamento è indubbiamente necessario, sia via gasdotto che importando gas liquefatto, via nave.

+EUROPA: Sì, proponiamo di aumentare l’estrazione e produzione di gas in Italia, con l’obiettivo strategico di raggiungere l’indipendenza dal gas russo e come fonte energetica di transizione verso le rinnovabili.

UP: Stop ad ogni progetto di estrazione petrolifera in Italia, nessun sostegno pubblico ai combustibili fossili e blocco dei finanziamenti a progetti fossili entro il 2024. Un piano di investimenti straordinario nelle energie rinnovabili (almeno 10 GW di nuove installazioni l’anno), distribuite sull’intero territorio nazionale, con impianti fotovoltaici preferibilmente in aree già molto antropizzate ed eolici preferibilmente offshore.

LEGA: Occorre riprendere l’esplorazione e la produzione nazionale di gas naturale per ridurre la dipendenza energetica, assegnandolo poi a prezzi calmierati.

Se foste parte del prossimo governo, proporreste la reintroduzione dell’energia nucleare in Italia?

PD: Gli italiani si sono già espressi attraverso due referendum abrogativi sull’energia nucleare. Siamo favorevoli alla ricerca, soprattutto per quanto riguarda la fusione.

M5S: Il nucleare è un’energia costosa, pericolosa e comporta la difficile e rischiosa gestione delle scorie. I cittadini con un referendum hanno già espresso in maniera netta la loro contrarietà.

+EUROPA: Negli ultimi anni si è riaperto il dibattito in merito all’energia nucleare e il nostro sforzo deve essere quello di tenerlo al riparo da posizioni ideologiche e preconcette. Occorre quindi rafforzare la ricerca e la cooperazione scientifica per verificare la possibilità di conseguire benefici superiori ai costi, anche in termini di sicurezza.

A/IV: raggiungere “emissioni zero” al 2050 implica un mix ottimale con rinnovabili (circa 380 GW di impianti di vario tipo) e nucleare (circa 35 GW).

UP: Diciamo no al nucleare, perché pericoloso, inquinante e obsoleto.

LEGA: La tecnologia dell’atomo è quella che, combinata alle rinnovabili, sarà imprescindibile nel medio-lungo termine per consentire di perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione con emissioni nette zero al 2050. È importante ricostituire nel nostro Paese un presidio tecnologico e industriale sul nucleare.

L’Italia è in fondo alla classifica europea per numero di laureati. Cosa fareste per questo problema?

PD: Vogliamo potenziare l’edilizia universitaria, portando gli alloggi da 40mila a 100mila.Intendiamo ridurre la frammentarietà e la disomogeneità nell’erogazione delle prestazioni.

M5S: Con i governi a guida M5S il finanziamento per l’università è cresciuto, passando da 7.3 miliardi a 8.7 miliardi. Questa tendenza deve proseguire. Abbiamo anche investito risorse nel diritto allo studio e creato più alloggi per gli studenti.

A/IV: Potenziamento del diritto allo studio, fornendo alloggi al 10% della popolazione studentesca; maggiori fondi per le borse di studio e per l’esenzione dalla contribuzione studentesca, offrendo borse di studio al 20% della popolazione studentesca, in base al merito. Il corpo docente dovrebbe aumentare, assumendo 25.000 nuovi professori e migliorando la parità di genere.

+EUROPA: Vogliamo riformulare gli esami di stato della scuola secondaria affinché diventino prova di accesso alle università. Introdurre un sistema di orientamento per aiutare gli studenti nella scelta di una facoltà accademica o di un corso di studi terziario non accademico (ITS Academy). Vogliamo abbattere le barriere esistenti per offrire pari opportunità a tutti gli studenti (attraverso borse di studio e alloggi a prezzi accessibili).

UP: Maggiori investimenti nell’università. Superamento di tutte le figure precarie con un’unica figura pre-ruolo. Risorse distribuite in maniera equa e diffusa per le linee di ricerca e per la collocazione geografica.

LEGA: Abbiamo in programma di rafforzare l’orientamento nelle scuole; di rimborsare parzialmente le tasse di agli studenti in regola con gli studi; di introdurre uno stipendio per gli studenti eccellenti nelle materie STEM; di rafforzare l’autonomia delle università e di semplificare le procedure per i crediti all’interno dei corsi.

L’Italia è molto al di sotto della media OCSE in termini di investimenti in ricerca. Cosa fareste?

PD: Vogliamo rilanciare la ricerca fondamentale, stabilizzando la spesa pubblica per ricerca e sviluppo (R&S) e allineandola ai livelli delle altrenazioni europee. Lavoreremo per portare centri e infrastrutture di ricerca nel nostro paese, come l’Einstein Telescope a Sos Enattos (Sardegna). Vogliamo un’Agenzia nazionale per la Ricerca, con compiti di programmazione, selezione e monitoraggio dei programmi di ricerca finanziati dai Ministeri.

M5S: Noi al governo abbiamo iniziato ad invertire la direzione: dobbiamo non solo investire in questi settori, ma agire anche nella distribuzione delle risorse, che deve essere equa. Non è possibile che i finanziamenti vadano solo a grandi gruppi di ricerca.

A/IV: Dobbiamo allineare i nostri finanziamenti alla ricerca alla media europea aumentando il cosiddetto FIRST, Finanziamento per l’Innovazione, la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico, e aumentando strutturalmente il Fondo Ordinario rispettivamente per le Università e gli Enti di Ricerca.

+EUROPA: Vogliamo triplicare gli investimenti nella ricerca delle università pubbliche e degli istituti di ricerca, passando dallo 0. 5% all’1. 5% del PIL. Vogliamo anche incoraggiare gli investimenti privati in R&S, necessari per raggiungere il 3% del PIL per la R&S raccomandato dall’UE.

UP: Intendiamo incentivare la ricerca di base – curiosity driven (senza vincoli a temi predefiniti) – sia in termini quantitativi (numero di ricercatori e ricercatrici) che qualitativi (ampliare lo spettro delle materie). Servono 40.000 posti per docenti e ricercatori.

LEGA: Intendiamo aumentare gli investimenti in R&S prevedendo maggiori risorse pubbliche, anche per la ricerca di base, e agevolando gli investimenti privati. Il criterio dell’eccellenza sarà contemperato con un parziale ritorno a un finanziamento “diffuso” attraverso un “budget della ricerca nazionale”, istituito per finanziare direttamente i laboratori di ricerca.

Per quanto riguarda gli investimenti in ricerca nel PNRR, come dareste seguito a quanto deciso dal governo Draghi?

PD: Il PNRR ha previsto un primo importante aumento dei fondi in ricerca. Questo aumento non può essere limitato fino al 2026, ma deve diventare strutturale nelle nostre voci di bilancio. Per questo vogliamo istituire un fondo per l’attivazione di un numero di contratti di ricerca universitari pari agli assegni di ricerca avviati nel 2022.

M5S: Circa 30 miliardi di euro del PNRR sono destinati alla ricerca. A Taranto abbiamo fortemente voluto il Tecnopolo del Mediterraneo, destinato a diventare un centro di eccellenza nell’ambito delle tecnologie verdi e dell’economia circolare.

A/IV: Vogliamo consolidare le misure del PNRR. Ad esempio, ci concentreremo sulle sovvenzioni per i singoli ricercatori, sul modello di quelle del Consiglio europeo della ricerca, e sui centri per l’innovazione e il trasferimento tecnologico, simili ai centri Fraunhofer e ai centri di competenza, dove la partecipazione statale non deve superare il 30%.

+EUROPA: La nostra politica è in continuità con le impostazioni del Governo Draghi. Una seria valutazione del PNRR deve consentire una migliore capacità, quando le risorse saranno rese strutturali.

UP: Proponiamo di utilizzare anche i fondi del PNRR per un aumento di 500 milioni di euro annui al diritto allo studio (es. abbassamento tasse universitarie per i redditi bassi e aiuto per gli affitti dei fuori sede).

LEGA: Post PNRR, intendiamo aumentare il numero di ricercatori con sostegni agli atenei e introdurremo una riserva per chi abbia conseguito il dottorato da meno di 7 anni, come previsto per i ricercatori dell’ERC (European Research Council).

Ritenete che l’attuale distribuzione dei fondi per la ricerca garantisca efficienza ed equità? Siete favorevoli all’attuale sistema di valutazione utilizzato dall’Agenzia Nazionale di Valutazione della Ricerca (ANVUR)?

PD: Il ruolo della Agenzia di valutazione ANVUR è fondamentale, ma si deve spostare verso l’attenzione alla open Science. In futuro deve essere reso meno burocratico e più trasparente, spostando il focus dalla valutazione bibliometrica alla valutazione di impatto della ricerca.

M5S: I criteri ora utilizzati hanno rivelato grandi limiti. Lo spirito deve essere quello di una comunità che si autovaluta e che a questo esercizio possano contribuire tutti, ammortizzando logiche di gerarchia che continuano a condizionare la vita universitaria.

A/IV: In generale, i meccanismi attuali sono efficienti ed equi. Il sistema dell’ANVUR è certamente imperfetto, ma nel complesso ha introdotto per la prima volta un sistema premiante che ha avuto un impatto complessivamente positivo.

+EUROPA: Proponiamo l’istituzione di carriere accademiche separate per la ricerca e per l’insegnamento, e che la valutazione sia su due piani distinti. Occorre incoraggiare la cooperazione tra le istituzioni pubbliche e il settore privato. La valutazione da parte di un’agenzia indipendente è essenziale.

UP: Abolizione dell’ANVUR per istituire un ente più snello, partecipativo e rappresentativo delle varie componenti della comunità universitaria.

LEGA: Intendiamo ridefinire l’oggetto di valutazione dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca): dalle procedure ai risultati.

Quali ritenete siano le priorità per il sistema sanitario italiano, anche sulla base dell’esperienza della pandemia?

PD: Negli anni l’ospedale ha finito per sopperire sempre di più alle carenze di programmazione e investimenti nella Prevenzione e nel territorio, che deve essere il luogo centrale per la cura delle cronicità. Riteniamo prioritario che ilFondo sanitario nazionale continui a crescere allineandosi alla spesa dei paesi a noi più vicini come Francia e Germania.

M5S: La nostra visione è basata su 3 pilastri: revisione della gestione della sanità: basta pazienti di serie A e di serie B; valorizzazione del personale; salute come benessere psicofisico. Vogliamo restituire allo Stato un ruolo più forte.

A/IV: L’attenzione agli ospedali ha portato a trascurare le altre componenti dell’assistenza sanitaria. È necessaria una riorganizzazione delle cure primarie territoriali per promuovere la prevenzione sanitaria, gli investimenti nelle cure domiciliari e garantire la continuità assistenziale e le prestazioni sanitarie minime ai cittadini, eliminando ogni forma di disuguaglianza geografica e sociale.

+EUROPA: Proponiamo un aumento significativo dei finanziamenti per il Servizio Sanitario Nazionale, almeno fino alla media europea, per rispondere alla mancanza di medici. Ad oggi si stima ne manchino circa 4000, che aumenteranno nei prossimi anni drasticamente. Serve ripristinare il filtro del territorio, contrastare la chiusura di piccoli pronto soccorsi e ampliare il personale e le tecnologie dei grandi pronto soccorso.

UP: Ricostruzione del Servizio Sanitario Nazionale unico per tutte le regioni- Assicurare una spesa pubblica nella sanità che non scenda mai sotto la media europea (7,3% del PIL), eliminando il tetto di spesa. Aumentare la spesa per la salute mentale.

LEGA: Introduzione di un Piano Pandemico Nazionale di prevenzione proattiva e governo dei rischi delle malattie infettive prioritarie, realizzare un sistema informativo integrato Stato-Regioni per la sorveglianza pandemica, riformare e riorganizzare la medicina territoriale evitando ospedalizzazioni inutili e inappropriate.

Qual è la vostra posizione riguardo alla riforma degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS)?

PD: Sono per noi una “infrastruttura di ricerca nazionale”, un unicum italiano che va implementato e sviluppato, superando la logica deisilos e abbracciando una visione complessiva della catena del valore e dei valori prodotta dalla ricerca.

M5S: E’ una riforma importante con cui si potenzia il ruolo degli IRCCS. Gli IRCCS di diritto privato, per i componenti degli organi scientifici, dovranno attenersi ai requisiti della competenza e professionalità propri degli IRCCS pubblici. Abbiamo inoltre lavorato per favorire un’equa distribuzione sul territorio nazionale degli IRCCS.

A/IV: Siamo favorevoli all’attuale riforma che nasce dalla necessità di rafforzare il rapporto tra ricerca, innovazione e assistenza sanitaria. Proponiamo di accompagnarla con un aumento dei finanziamenti per la ricerca sanitaria.

+EUROPA: Sono un elemento portante del nostro Servizio Sanitario Nazionale e la riforma è corretta. Uno dei pilastri è lo scambio continuo di conoscenze scientifiche fra laboratorio e clinica, così da favorire le applicazioni terapeutiche ospedaliere della ricerca.

UP: Siamo per fornire assistenza gratuita alle persone non autosufficienti e un quadro normativo adeguato ad assicurare i diritti, le libertà e la dignità delle persone con disabilità. Ampliamento dell’offerta sanitaria minima per le terapie riabilitative.

LEGA: Abbiamo contribuito attivamente alla riforma. Quanto a ulteriori obiettivi, la possibilità di assumere, stabilizzare e inquadrare adeguatamente il personale della ricerca sanitaria è indispensabile per la competitività degli IRCCS a livello nazionale e internazionale.

Qual è la vostra posizione sugli obblighi vaccinali, sia per i vaccini COVID che per quelli pediatrici?

PD: Il PD ha una posizione netta sulle vaccinazioni, considerate essenziali per la prevenzione dei virus e sempre di più frontiera di nuove applicazioni in altre patologie. Nel 2017 abbiamo introdotto l’obbligatorietà vaccinale.

M5S: Abbiamo sempre creduto che l’obbligo non dovesse essere l’unico strumento di persuasione per convincere le persone a sottoporsi ad una vaccinazione e che i cittadini dovessero essere parte attiva anche delle scelte di salute pubblica. Ma per raggiungere questa partecipazione serve potenziare l’informazione e la condivisione trasparente dei dati.

A/IV: Crediamo che la vaccinazione sia uno degli strumenti più efficaci per la salute pubblica. Il mandato è una forma di protezione e un impegno dello Stato a garantire i diritti sanciti dalla costituzione . Parallelamente, è necessaria un’educazione sanitaria all’interno della società.

+EUROPA: L’obbligo vaccinale è uno strumento che in determinate condizioni di rischio può essere applicato, ma non deve essere necessariamente la norma

UP: Un piano per i vaccini sul modello cubano, fondato sulla capillare informazione e diffusione territoriale della vaccinazione, che se ben realizzata elimina il problema della coercizione.

LEGA: La vaccinazione obbligatoria, benché sia stata introdotta a tutela e salvaguardia della salute pubblica, ha di fatto privato i cittadini della libertà di scelta terapeutica e imposto restrizioni alla libertà personale. Pur convinti dell’importanza della vaccinazione diffusa rivolta in particolare alle categorie più fragili, riteniamo che debba essere offerta senza alcun obbligo, piuttosto con un’ampia campagna di informazione che possa accompagnare nella scelta più consapevole.

Siete favorevoli al numero chiuso per i corsi di laurea di medicina? E nei corsi di specializzazione?

PD: Bisogna superare l’attuale modello dei test. Il numero di persone che aspirerebbe ad iscriversi a medicina è ingente, e non saremmo in grado di assicurare una formazione universitaria come quella attuale. Dobbiamo lavorare sull’orientamento dagli anni del liceo come meccanismo di selezione.

M5S: Il superamento graduale del numero chiuso è una nostra proposta. Nella Legge di Bilancio 2020 grazie a un nostro emendamento, è nata una tecnostruttura con il compito di sviluppare metodologie per definire il fabbisogno di medici.

A/IV: Il vero problema alla base della carenza di medici non è l’accesso limitato alla facoltà di medicina, ma piuttosto la transizione tra la laurea e la specializzazione. Abbiamo quindi bisogno di una migliore pianificazione, basata sui bisogni futuri della popolazione, e di migliori investimenti per incoraggiare i nostri medici a non lasciare il Paese.

+EUROPA: L’offerta formativa deve essere programmata sulla base delle esigenze previsionali della sanità pubblica e privata e della richiesta degli studenti. +Europa propone un sistema di accesso libero ma legato al merito con meccanismi di valutazione più completi ed efficaci rispetto agli attuali esami di maturità e di laurea.

UP: Siamo contro il numero chiuso per tutte le facoltà universitarie e scuole di specializzazione.

LEGA: Siamo contrari al numero chiuso per i corsi di laurea in medicina e intendiamo abolirlo.

Siete favorevoli a sperimentare, ed eventualmente applicare, nuove tecnologie di evoluzione assistita in agricoltura?

PD: Sosteniamo la decarbonizzazione dellafiliera agroalimentare. In questo, rientra senz’altro anche l’evoluzione assistita, che permette di sviluppare piante più resistenti alle malattie e a condizioni climatiche avverse.

M5S: Per noi è indispensabile garantire un sostegno all’agricoltura di precisione. Le tecnologie digitali consentono alle aziende di aumentare la resa e la qualità delle produzioni, utilizzando meno energia, acqua, prodotti fitosanitari, concimi.

A/IV: Siamo favorevoli alle nuove tecniche di riproduzione. È quindi urgente una legislazione che consenta di testare in campo i genotipi ottenuti con le NBT.

+EUROPA: Siamo favorevoli alla possibilità di coltivare OGM e di migliorare la produzione attraverso la CRISPR e vogliamo investire nella ricerca sulle nuove tecniche genomiche.

UP: Proponiamo una riforma agroecologica della Politica Agricola Comune (PAC), tagliando i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenendo aziende agricole che producono con metodi ecologici e a tutela della biodiversità. utilizzo dei fondi PNRR per favorire la transizione agroalimentare plant-based. Divieto di produzione e utilizzo di glifosato e altri fitosanitari nocivi per le api e gli altri impollinatori.

LEGA: A differenza degli Ogm, le tecniche di evoluzione assistita permettono di introdurre i miglioramenti genetici specifici mantenendo inalterate le caratteristiche peculiari di ogni varietà e sono compatibili con il nostro modello agricolo. Vogliamo creare vera filiera italiana della ricerca, sviluppo e applicazione di nuove tecniche e tecnologie in agricoltura.

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