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Intesa Sanpaolo: risultati consolidati al 30 giugno 2022 #adessonews

INTESA SANPAOLO: RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 GIUGNO 2022

I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2022 CONFERMANO LA CAPACITÀ DI INTESA SANPAOLO DI GENERARE UNA SOLIDA REDDITIVITÀ E DI CREARE VALORE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER ANCHE IN CONTESTI COMPLESSI GRAZIE AL MODELLO DI BUSINESS BEN DIVERSIFICATO E RESILIENTE.

L’ATTUAZIONE DEL PIANO DI IMPRESA 2022-2025 PROCEDE A PIENO RITMO E LE PRINCIPALI INIZIATIVE INDUSTRIALI SONO BEN AVVIATE. LA FORMULA DEL PIANO E, IN PARTICOLARE, L’OBIETTIVO DI € 6,5 MLD DI UTILE NETTO AL 2025 SONO CONFERMATI, CON UN’ULTERIORE CRESCITA POTENZIALE DERIVANTE DALL’AUMENTO DEI TASSI DI INTERESSE, DALL’ELEVATA FLESSIBILITÀ NELLA GESTIONE DEI COSTI OPERATIVI E DALLO STATUS DI BANCA A “ZERO NPL”.

UTILE NETTO DEL PRIMO SEMESTRE 2022 PARI A € 3.276 MLN ESCLUDENDO LE RETTIFICHE DI VALORE PER RUSSIA E UCRAINA, PIENAMENTE IN LINEA CON L’OBIETTIVO DEL PIANO DI IMPRESA 2022-2025 DI OLTRE € 5 MLD PER L’ANNO IN CORSO. UTILE NETTO CONTABILE PARI A € 2.354 MLN.

LA GENERAZIONE DI VALORE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER SI FONDA ANCHE SUL FORTE IMPEGNO ESG DI INTESA SANPAOLO, CHE NEL SEMESTRE SI È TRADOTTO, TRA L’ALTRO, IN UN CONTRIBUTO ECONOMICO STRAORDINARIO DI CIRCA € 50 MLN ALLE PERSONE (NON DIRIGENTI) DEL GRUPPO PER MITIGARE L’IMPATTO DELL’INFLAZIONE E IN MOLTEPLICI INIZIATIVE UMANITARIE A FAVORE DELLE PERSONE DELLA CONTROLLATA PRAVEX BANK E DELLA POPOLAZIONE DELL’UCRAINA.

ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI: COMMON EQUITY TIER 1 RATIO A REGIME AL 12,5% DEDUCENDO DAL CAPITALE € 1,6 MLD DI DIVIDENDI MATURATI NEL 1° SEM. 2022 E € 3,4 MLD DI BUYBACK AUTORIZZATI DALLA BCE, SENZA CONSIDERARE CIRCA 110 CENTESIMI DI PUNTO DI BENEFICIO DERIVANTE DALL’ASSORBIMENTO DELLE IMPOSTE DIFFERITE ATTIVE (DTA), DI CUI CIRCA 40 NELL’ORIZZONTE DEL PIANO DI IMPRESA 2022-2025. 

RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 4,2% VS 1° SEM. 2021, CON PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DELLO 0,9% E COSTI OPERATIVI IN CALO DEL 2,5%.

MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DEL CREDITO:
– RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI LORDI DEL 26,9% VS FINE 2021;
– INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI PARI AL 2,3% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E ALL’ 1,3% AL NETTO, RISPETTIVAMENTE ALL’ 1,8% E ALL’ 1% SECONDO LA METODOLOGIA EBA; PARI AL 2,2% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E ALL’ 1,2% AL NETTO TENENDO CONTO DELLA RIDUZIONE PER LE ULTERIORI CESSIONI PREVISTE NEL 2022 GIÀ OGGETTO DI ACCANTONAMENTO NEL 4° TRIM. 2021, RISPETTIVAMENTE ALL’ 1,7% E ALL’ 1% SECONDO LA METODOLOGIA EBA;
– COSTO DEL RISCHIO DEL 1° SEM. 2022 ANNUALIZZATO A 61 CENTESIMI DI PUNTO, A 27 SE SI ESCLUDE LO STANZIAMENTO PER L’ESPOSIZIONE A RUSSIA E UCRAINA AL NETTO DEL PARZIALE RILASCIO DI RETTIFICHE GENERICHE EFFETTUATE NEL 2020 PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19.

INTESA SANPAOLO È UN ACCELERATORE DELLA CRESCITA DELL’ECONOMIA REALE IN ITALIA: CIRCA € 32 MLD DI NUOVO CREDITO A MEDIO-LUNGO TERMINE A FAMIGLIE E IMPRESE DEL PAESE NEL 1° SEM. 2022; CIRCA 2.100 AZIENDE RIPORTATE IN BONIS NEL 1° SEM. 2022 E CIRCA 135.000 DAL 2014, PRESERVANDO RISPETTIVAMENTE CIRCA 10.000 E 675.000 POSTI DI LAVORO.
 

  • UTILE NETTO DEL 1° SEM. 2022 A € 3.276 MLN ESCLUDENDO LE RETTIFICHE DI VALORE PER L’ESPOSIZIONE A RUSSIA E UCRAINA (+8,4% RISPETTO A € 3.023 MLN DEL 1° SEM. 2021). UTILE NETTO CONTABILE A € 2.354 MLN
  • RISULTATO DELLA GESTIONE OPERATIVA IN CRESCITA DEL 4,2% VS 1° SEM. 2021
  • PROVENTI OPERATIVI NETTI IN AUMENTO DELLO 0,9% VS 1° SEM. 2021
  • COSTI OPERATIVI IN DIMINUZIONE DEL 2,5% VS 1° SEM. 2021
  • MIGLIORAMENTO DEL TREND DELLA QUALITA’ DEL CREDITO:
    • CALO DEI CREDITI DETERIORATI:
      • RIDUZIONE DI CIRCA € 54 MLD DAL PICCO DI SETTEMBRE 2015 AL LORDO DELLE RETTIFICHE
      • STOCK -26,9% VS FINE 2021 AL LORDO DELLE RETTIFICHE E -13% AL NETTO
      • INCIDENZA DEI CREDITI DETERIORATI SUI CREDITI COMPLESSIVI PARI AL 2,3% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E ALL’ 1,3% AL NETTO, RISPETTIVAMENTE ALL’ 1,8% E ALL’ 1% SECONDO LA METODOLOGIA EBA; PARI AL 2,2% AL LORDO DELLE RETTIFICHE E ALL’ 1,2% AL NETTO TENENDO CONTO DELLA RIDUZIONE PER LE ULTERIORI CESSIONI PREVISTE NEL 2022 GIÀ OGGETTO DI ACCANTONAMENTO NEL 4° TRIM. 2021, RISPETTIVAMENTE ALL’ 1,7% E ALL’ 1% SECONDO LA METODOLOGIA EBA
    • COSTO DEL RISCHIO NEL 1° SEM. 2022 ANNUALIZZATO A 61 CENTESIMI DI PUNTO (DA 59 NEL 2021), A 27 SE SI ESCLUDE LO STANZIAMENTO PER L’ESPOSIZIONE A RUSSIA E UCRAINA AL NETTO DEL PARZIALE RILASCIO DI RETTIFICHE GENERICHE EFFETTUATE NEL 2020 PER I FUTURI IMPATTI DI COVID-19(DA 25 DEL 2021 SE SI ESCLUDE LO STANZIAMENTO PER ACCELERARE LA RIDUZIONE DEI CREDITI DETERIORATI)
  • ELEVATA PATRIMONIALIZZAZIONE, LARGAMENTE SUPERIORE AI REQUISITI NORMATIVI:
    • COMMON EQUITY TIER 1 RATIO AL 30 GIUGNO 2022, DEDUCENDO DAL CAPITALE (*) € 1,6 MLD DI DIVIDENDI MATURATI NEL 1° SEM. 2022 E € 3,4 MLD DI BUYBACK (°):
      • 12,7% SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2022 (1)
      • 12,5% A REGIME (2) (3), SENZA CONSIDERARE CIRCA 110 CENTESIMI DI PUNTO DI BENEFICIO DERIVANTE DALL’ASSORBIMENTO DELLE IMPOSTE DIFFERITE ATTIVE (DTA), DI CUI CIRCA 40 NELL’ORIZZONTE DEL PIANO DI IMPRESA 2022-2025

—————————————
(*)  Deducendo dal capitale anche le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°)   Importo – approvato dall’Assemblea e autorizzato dalla BCE – equivalente al dividendo sospeso per il 2019.
(1)   Calcolato includendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(2)  Calcolato escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(3)  Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime stimato pari al 13,6% considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro – esente da imposte – a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca e all’accordo sindacale di novembre 2021 e la prevista distribuzione a valere sull’utile assicurativo del primo semestre 2022.

 


DATI DI SINTESI:

 

 

 

       

PROVENTI OPERATIVI

NETTI:

2° TRIM. 2022

1° SEM. 2022

 

– 1,1%

+0,9%

A € 5.347 MLN DA € 5.409 MLN DEL 1° TRIM. 2022

A € 10.756 MLN DA € 10.661 MLN DEL 1° SEM. 2021

       

COSTI

OPERATIVI:

2° TRIM. 2022

1° SEM. 2022

 

+4,5%

-2,5%

A € 2.612 MLN DA € 2.499 MLN DEL 1° TRIM. 2022

A € 5.111 MLN DA € 5.242 MLN DEL 1° SEM. 2021

       

RISULTATO GESTIONE

OPERATIVA:

2° TRIM. 2022

1° SEM. 2022

 

 

-6,0%

+4,2%

A € 2.735 MLN DA € 2.910 MLN DEL 1° TRIM. 2022

A € 5.645 MLN DA € 5.419 MLN DEL 1° SEM. 2021

       

RISULTATO CORRENTE

LORDO:

2° TRIM. 2022

1° SEM. 2022

€ 2.089 MLN

€ 4.233 MLN

DA € 2.144 MLN DEL 1° TRIM. 2022

DA € 4.313 MLN DEL 1° SEM. 2021

       

RISULTATO NETTO:

2° TRIM. 2022

1° SEM. 2022

€ 1.330 MLN

€ 2.354 MLN

DA € 1.024 MLN DEL 1° TRIM. 2022

DA € 3.023 MLN DEL 1° SEM. 2021

       

COEFFICIENTI PATRIMONIALI:

COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI MATURATI NEL 1° SEM. 2022 (°) E € 3,4 MLD DI BUYBACK (°°):

 

12,7%

12,5%

SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2022 (4)

A REGIME (5) (6)

_________
(°)  Deducendo dal capitale anche le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°)  Importo – approvato dall’Assemblea e autorizzato dalla BCE – equivalente al dividendo sospeso per il 2019.
(4)  Calcolato includendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(5)  Calcolato escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(6)  Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime stimato pari al 13,6% considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro – esente da imposte – a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca e all’accordo sindacale di novembre 2021 e la prevista distribuzione a valere sull’utile assicurativo del primo semestre 2022.

 

Torino, Milano, 29 luglio 2022 – Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato la relazione consolidata al 30 giugno 2022 (7).

I risultati del primo semestre 2022 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di generare una solida redditività e di creare valore per tutti gli stakeholder anche in contesti complessi, come gli attuali eventi riguardanti Russia e Ucraina e la pandemia da COVID-19, grazie al modello di business ben diversificato e resiliente. La generazione di valore per tutti gli stakeholder si fonda anche sul forte impegno ESG di Intesa Sanpaolo, che nel semestre si è tradotto, tra l’altro, in un contributo economico straordinario di circa 50 milioni di euro alle persone del Gruppo (non dirigenti) per mitigare l’impatto dell’inflazione e in molteplici iniziative umanitarie a favore delle persone della controllata Pravex Bank e della popolazione dell’Ucraina.

L’utile netto del semestre è pari a 3.276 milioni di euro escludendo 1,1 miliardi di euro di rettifiche di valore per Russia e Ucraina (°°), pienamente in linea con l’obiettivo del Piano di Impresa 2022-2025 di oltre 5 miliardi per l’anno in corso. L’utile netto contabile è pari a 2.354 milioni di euro. Pressoché tutti i crediti cross-border verso la Russia sono in bonis e classificati a Stage 2.

La formula del Piano di Impresa 2022-2025 e, in particolare, l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025 sono confermati. L’attuazione del Piano procede a pieno ritmo, con le principali iniziative industriali ben avviate:

·   forte riduzione del profilo di rischio, con un conseguente taglio del costo del rischio:
– forte deleveraging, con una diminuzione di 4,1 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche, nel primo semestre dell’anno, riducendo l’incidenza dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche sui crediti complessivi all’ 1% (°°°);
– focus sull’approccio modulare e sulle prospettive settoriali, tenendo conto dello scenario macroeconomico, e sulla gestione proattiva del credito;
– focus sul piano d’azione dedicato per la Divisione Banca dei Territori, con un forte controllo del costo del rischio di fondo e del flusso di nuovi crediti deteriorati da crediti in bonis, e nuove soluzioni per le nuove esigenze emerse nell’attuale scenario;
– estensione della protezione di cybersecurity antifrode a nuovi prodotti e servizi per la clientela retail, includendo l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale; adozione di soluzioni di Open Source Intelligence per rendere efficace la capacità di Cyber Threat Intelligence;
– costituzione dell’Anti Financial Crime Digital Hub (AFC Digital Hub), al fine di diventare un centro nazionale e internazionale aperto ad altre istituzioni finanziarie e altri intermediari nel sistema, con l’obiettivo di contrastare il riciclaggio di denaro e il terrorismo mediante nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, basato su un modello di collaborazione pubblico-privato che rende possibile l’introduzione dell’innovazione (ricerca applicata) nei processi aziendali;
– costituzione del nuovo modello di Anti Financial Crime basato su una piattaforma internazionale e centri di competenza specializzati in Transaction Monitoring e Know Your Customers;

_________
(7)   Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 26.
(°°)  Pari a 1.126 milioni al lordo delle imposte, di cui 1.093 milioni relativi all’esposizione creditizia (794 milioni per l’esposizione cross-border e 299 milioni – senza deducibilità fiscale – per quella locale delle controllate Banca Intesa in Russia e Pravex Bank in Ucraina) e 33 milioni relativi a titoli e immobili, e pari a 922 milioni al netto. Ante rettifiche di valore del semestre, l’esposizione creditizia on-balance cross-border verso la Russia è pari a 3,9 miliardi di euro, al netto di 0,9 miliardi di euro di garanzie di Export Credit Agencies (off-balance pari a 0,5 miliardi, al netto di 0,5 miliardi di garanzie ECA) e quella on-balance delle controllate Banca Intesa in Russia (dati gestionali) e Pravex Bank in Ucraina è pari a 1,3 miliardi e in riduzione di circa 0,3 miliardi rispetto a fine marzo a cambi costanti (off-balance pari a 0,2 miliardi). L’esposizione creditizia verso controparti russe attualmente inserite nelle liste SDN dei soggetti a cui si applicano sanzioni è pari a 0,4 miliardi di euro.
(°°°)     Secondo la metodologia EBA. 
     

– la funzione aziendale Active Credit Portfolio Steering ha continuato ad ampliare il campo di applicazione di schemi di protezione sintetica dal rischio di credito, completando tre nuove operazioni per un totale di 4 miliardi di euro nel secondo trimestre 2022, con l’inclusione di mutui residenziali e contratti di leasing, in aggiunta alla prima operazione in Italia di trasferimento del rischio di credito su un portafoglio di crediti immobiliari commerciali (1,9 miliardi di euro) già perfezionata nel primo trimestre;
– la funzione Active Credit Portfolio Steering ha ulteriormente rafforzato le iniziative di efficientamento del capitale e nel primo semestre 2022 ha potenziato il quadro delle strategie creditizie, indirizzando 11 miliardi di euro di nuove erogazioni verso settori economici con il miglior rapporto rischio/rendimento;
– estensione del modello di business Originate to share, aumentando le capacità distributive per ottimizzare il ritorno sul capitale;

·   riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia:
– costituzione della nuova Banca Digitale (Isybank) ben avviata; già operativa la Delivery Unit “Domain Isy Tech” con circa 230 specialisti dedicati; perfezionato il contratto con Thought Machine; definito il masterplan tecnologico complessivo;
– assunti e operativi il nuovo responsabile di Isybank, il nuovo responsabile di Domain Isy Tech e il nuovo responsabile della Direzione Sales & Marketing Digital Retail;
– definite la struttura dell’offerta e le funzionalità di Isybank;
– internalizzazione delle competenze core IT avviata con le prime circa 270 persone già assunte;
– AI Lab a Torino già operativo (costituito Centai Institute);
– chiuse circa 500 filiali tra il quarto trimestre 2021 e il primo semestre 2022 in vista del lancio della nuova Banca Digitale;
– pienamente funzionante la piattaforma digitale per la gestione analitica dei costi, con oltre 20 iniziative di efficientamento già identificate;
– effettuata la selezione degli strumenti a supporto della negoziazione e le attività di selezione dei potenziali fornitori;
– in corso la razionalizzazione del patrimonio immobiliare in Italia, con una riduzione di circa 260 mila metri quadri tra il quarto trimestre 2021 e il primo semestre 2022;
– circa 1.000 uscite volontarie nel primo semestre 2022;
– in corso l’implementazione di funzioni e servizi digitali in Serbia e Ungheria;
– allineamento dei canali digitali al nuovo sistema di core banking in Egitto;
– iniziate le attività di analisi funzionale e tecnica in Slovacchia e Albania per l’adozione della piattaforma target del nuovo sistema di core banking;
– la Mobile App di Intesa Sanpaolo è stata nuovamente riconosciuta da Forrester come “Overall Digital Experience Leader”, quest’anno classificata prima tra tutte le app bancarie oggetto di valutazione nell’area EMEA e citata tra le best practice in diverse categorie tra le app bancarie europee;

·   crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth Management, Protection & Advisory:
– completamente implementato il nuovo modello di servizio per la clientela Exclusive;
– rafforzamento dell’offerta (nuovi prodotti di asset management e assicurativi) e ulteriore crescita del servizio di consulenza evoluta Valore Insieme per la clientela Affluent e Exclusive: 26.000 nuovi contratti e 8,2 miliardi di euro di nuovi flussi di attività finanziarie della clientela nel primo semestre 2022;
– introduzione di nuove funzionalità di Robo4Advisor di BlackRock per generare consigli di investimento su prodotti selezionati (fondi, prodotti assicurativi e certificates) a supporto dei gestori;
– adozione delle piattaforme Aladdin Wealth e Aladdin Risk di BlackRock per i servizi di investimento: modulo Aladdin Wealth per la Divisione Banca dei Territori e Fideuram (primo rilascio), modulo Aladdin Risk e Aladdin Enterprise per Fideuram Asset Management e Fideuram Asset Management Ireland per i servizi di investimento;
– nuove caratteristiche per gli strumenti di consulenza dedicati alla clientela UHNWI (Ultra High Net Worth Individuals), rafforzamento del modello di servizio per i family office e progetto in corso per includere principi ESG nel modello di consulenza e nella reportistica;
– rilasciate nuove caratteristiche della piattaforma online di investimento e trading di Fideuram, mettendo i clienti in condizione di potere aprire conti e sottoscrivere prodotti di asset management in modo indipendente;
– lanciati molteplici nuovi prodotti di asset management e assicurativi (es. offerta dedicata per i clienti con eccesso di liquidità e fondi a capitale garantito);
– continuo rafforzamento dell’offerta di prodotti ESG di asset management e assicurativi;
– lanciata la piattaforma digitale IncentNow per fornire informazioni alle aziende e alle istituzioni italiane in merito ai bandi pubblici relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;
– lanciati webinar e workshop con i clienti per formare e condividere opinioni su temi chiave (es. transizione digitale);
– sviluppate iniziative commerciali per supportare la clientela in diversi settori (es. Energia, TMT e Infrastrutture), per ottimizzare l’integrazione dei piani di ripresa post pandemia europei e italiani;
– avviata Cardea, piattaforma innovativa e digitale per le istituzioni finanziarie;
– rafforzamento della piattaforma digitale corporate (Inbiz) nell’Unione Europea con focus su Cash & Trade, avvalendosi dell’approccio di partnership con operatori Fintech;
– in corso il potenziamento delle piattaforme IT di Global Markets (es. Equity);
– lanciata un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto;
– in corso lo sviluppo di sinergie tra la Divisione IMI Corporate & Investment Banking e le banche del Gruppo in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Croazia;
– in corso l’ampliamento dei servizi digitali in Serbia e Ungheria;
– accelerazione della consulenza ESG alla clientela corporate per guidare la transizione energetica con un approccio scalabile, con focus sui settori Energia, Infrastrutture e Automotive & Industrials;
– perfezionato l’accordo con un primario gruppo assicurativo per distribuire prodotti assicurativi in Slovacchia, Croazia, Ungheria, Serbia e Slovenia;
– ulteriore sviluppo nel comparto assicurativo protezione e salute con la costituzione di InSalute Servizi, un nuovo TPA (Third-Party Administrator) in partnership con il Gruppo Reale, per la gestione specializzata di prestazioni sanitarie e assistenziali con un impulso ai servizi digitali;       

·   forte impegno ESG, con un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e grande focus sul clima e un rafforzamento della governance ESG con il Comitato Rischi diventato Comitato Rischi e Sostenibilità assumendo maggiori responsabilità ESG dallo scorso aprile:

□  supporto senza eguali per far fronte ai bisogni sociali:
–  espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà, con oltre 6 milioni di interventi effettuati nel primo semestre 2022 riguardanti pasti, posti letto, medicinali e abbigliamento;
promozione dell’inclusione educativa e dell’occupabilità giovanile:
▫ programma “Giovani e Lavoro” finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di oltre 3.000 giovani nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025: nel semestre richieste di iscrizione da parte di oltre 5.500 studenti tra i 18 e i 29 anni, circa 1.000 studenti intervistati e oltre 400 formati e in formazione con 17 corsi (oltre 2.600 formati e in formazione dal 2019) e oltre 2.200 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa; avviata a maggio la seconda edizione del programma “Generation4Universities”, che offre stage a circa 100 studenti meritevoli all’ultimo anno di università provenienti da 36 atenei, con il coinvolgimento di 31 primarie aziende italiane come potenziali datori di lavoro;
▫ programmi di educazione inclusiva: rafforzamento delle partnership con le principali università e scuole italiane (nel semestre circa 600 scuole e circa 1.900 studenti) per promuovere l’inclusione educativa, supportando il merito e la mobilità sociale; nel semestre lanciato il progetto School4Life per combattere l’abbandono scolastico precoce, con aziende e scuole operanti assieme a studenti, insegnanti e famiglie; tra i progetti per valorizzare il talento e il merito, l’iniziativa Tesi in Azienda con l’obiettivo di orientare gli studenti verso le tematiche più recenti nel mondo lavorativo (circa 70 studenti coinvolti nell’orientamento nel primo semestre 2022);
–  social housing: in corso l’impostazione del progetto (sviluppo di 6-8 mila abitazioni in social housing per i giovani e i senior);

□  forte focus sull’inclusione finanziaria:
– concessi oltre 5 miliardi di euro di credito sociale (obiettivo di 25 miliardi di flussi cumulati nel Piano di Impresa);
credito al terzo settore: nel primo semestre 2022 concessi crediti a supporto degli enti nonprofit per un totale di 170 milioni di euro;
Fondo Impact: nel primo semestre 2022 approvati 21 milioni di euro a sostegno delle necessità delle persone e delle famiglie, per assicurare un più ampio e sostenibile accesso al credito, con programmi dedicati come “Per Merito” (linea di credito non garantita con rimborso a 30 anni dedicata agli studenti universitari che studiano in Italia o all’estero), MAMMA@WORK (prestito per disincentivare l’abbandono dell’attività lavorativa da parte delle neo-mamme e supportare la maternità nei primi anni di vita dei figli), “per Crescere” (fondi per la formazione e l’istruzione dei figli in età scolare dedicati alle famiglie fragili), “per avere Cura” (finanziamenti a sostegno delle famiglie che assistono persone non autosufficienti)  e altre soluzioni (es. “Obiettivo Pensione”, “per Esempio”, XME Studio Station);
credito per la rigenerazione urbana: nel primo semestre 2022 impegnati 500 milioni di euro di nuovi finanziamenti a supporto degli investimenti in student housing, servizi e infrastrutture sostenibili, in aggiunta alle più importanti iniziative di rigenerazione urbana in corso in Italia; promozione di iniziative accademiche per definire metodologie di valutazione ESG per l’impatto della rigenerazione urbana;

□  continuo impegno per la cultura:
aperti due nuovi musei a maggio portando a quattro i siti delle Gallerie d’Italia (Torino e Napoli in aggiunta a Milano e Vicenza); importanti progetti per la trasformazione degli edifici di proprietà: a Torino museo dedicato alla fotografia, al mondo digitale e alle tematiche ESG (attualmente, tra l’altro, due progetti di mostre dedicate al cambiamento climatico), a Napoli museo che ospita 680 opere d’arte della collezione della Banca, dall’archeologia a un capolavoro di Caravaggio, fino all’arte moderna e contemporanea (attualmente, tra l’altro, aperta al pubblico la mostra Restituzioni e 231 opere del patrimonio pubblico restaurate nella diciannovesima edizione del programma curato dalla Banca con il Ministero della Cultura);
quasi 185.000 visitatori alle Gallerie d’Italia nel semestre; 587 workshop per gruppi di studenti con la partecipazione di 12.600 studenti, 129 tour per visitatori con esigenze speciali con la partecipazione di 1.800 persone, gratuitamente;
– nel santuario del Monte Berico a Vicenza lancio ufficiale del restauro del grande dipinto di Paolo Veronese la Cena di San Gregorio Magno (40 metri quadrati), capolavoro del Rinascimento veneziano, rientrante nel programma Restituzioni;
– 155 opere d’arte della collezione di proprietà prestate a 34 mostre temporanee in Italia e all’estero;
– importanti partnership con operatori pubblici e privati, nazionali e internazionali, inclusi Miart di Milano, Salone del Libro di Torino, Archivissima di Torino, e Museo Archeologico Nazionale di Napoli;

□  promozione dell’innovazione:
lanciati 139 progetti di innovazione nel semestre;
sviluppo di progetti di ricerca applicata multidisciplinari, di cui12 in corso nel campo dell’Intelligenza Artificiale, della robotica e della neuroscienza;
iniziative per la crescita delle start-up e lo sviluppo di ecosistemi di innovazione:
Torino: conclusa la terza classe del programma “Torino Cities of the Future” gestito da Techstars; è in corso la quarta classe; dall’avvio nel 2019, 35 start-up accelerate (11 team italiani), oltre 30 proof of concept con stakeholder del territorio, 48 milioni di euro di capitale raccolti, oltre 180 nuove risorse assunte dopo l’accelerazione;
Firenze: conclusa la prima classe del programma triennale “Italian Lifestyle Accelerator Program” gestito da Nana Bianca, con 6 start-up italiane accelerate (oltre 210 candidate, 85% italiane) e oltre 2 milioni di euro di capitale raccolti;
Napoli: lanciato il primo programma di accelerazione in Bioeconomia “Terra Next” per 8 start-up (circa 130 candidate, 83% italiane), con Cassa Depositi e Prestiti, Cariplo Factory e partner scientifici locali e il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica;
▫ iniziativa UP2Stars finalizzata a 40 start-up su 4 pilastri verticali (Digitale/Industria 4.0; Bioeconomia, focus su Agritech e Foodtech; Medtech/Sanità; Aerospaziale); il primo programma si è concluso a maggio (oltre 230 candidate), il secondo programma si conclude a luglio (oltre 150 candidate) ed è iniziata la fase di iscrizione per il terzo programma;
2 programmi di accelerazione di start-up per la clientela in corso con attività di coaching e mentoring;
business transformation: oltre 20 aziende coinvolte in programmi di open innovation e continuo supporto alle Fondazioni Compagnia di San Paolo e Cariplo per il loro Bando Evoluzioni riguardante la digitalizzazione del settore nonprofit;
diffusione della mentalità/cultura dell’innovazione: lanciata una collezione di podcast sulle tematiche dell’innovazione (A prova di futuro) per la diffusione della cultura dell’innovazione; realizzati 25 eventi di positioning e match-making con oltre 1.700 partecipanti; pubblicati 6 rapporti sull’innovazione riguardanti tecnologie e tendenze;
– investimenti di Neva SGR in start-up per oltre 20 milioni di euro in Israele in IT, Quantum Computing, Agri-Foodtech e Cybersecurity; 
      
□  accelerazione dell’impegno a zero emissioni nette:
– a seguito dell’adesione del Gruppo alla NetZero Banking Alliance (NZBA), alla Net Zero Asset Managers Initiative (NZAMI), alla Net Zero Asset Owner Alliance (NZAOA) e alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA), lo scorso aprile è stato pubblicato sul sito internet di SBTi l’impegno di Intesa Sanpaolo per la convalida di SBTi;
– implementazione degli obiettivi di zero emissioni nette in tutte le aree di business;
– in corso la partecipazione attiva in varie taskforce della Glasgow Financial Alliance for Net-Zero e delle Net Zero Alliance;
– a giugno 2022 la Glasgow Financial Alliance for Net-Zero ha pubblicato un interim report per consultazione “Financial Institution Net-zero Transition Plans”, in cui nel capitolo Metrics e Targets si menziona Intesa Sanpaolo come best practice per il target setting annunciato nel Piano di Impresa 2022-2025;
– le Linee Guida del Gruppo per la governance dei rischi ESG sono state riviste ad aprile 2022 in linea con gli sviluppi regolamentari e le iniziative riguardanti clima e ambiente in corso;
– il Gruppo è già attivo nei mercati regolamentati delle emissioni di carbonio secondo l’European Emission Target Scheme (ETS); per quanto riguarda il mercato volontario, è in fase di sviluppo un nuovo modello di servizio focalizzato sulle attività di gestione forestale, con una proposta iniziale focalizzata sul credito e la consulenza nei confronti delle piccole e medie imprese;
– a giugno 2022 Intesa Sanpaolo è diventata un investitore sottoscrittore di CDP promuovendo ulteriormente la trasparenza ambientale delle aziende;

□  supporto alla clientela nella transizione ESG/climate:
erogati circa 24 miliardi di euro tra il 2021 e il primo semestre 2022 dei 76 miliardi di nuovo credito disponibile a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica in relazione al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2026;
8 miliardi di euro di linee di credito per l’economia circolare annunciati nel Piano di Impresa 2022-2025: nel semestre valutati e validati 192 progetti per un ammontare di 5,3 miliardi di euro, concessi 2,3 miliardi di euro in 82 operazioni (di cui 1,2 miliardi relativi a Green Finance) ed erogati 933 milioni (di cui 584 milioni relativi a Green Finance); rinnovata la partnership con la Ellen McArthur Foundation;
– attivati i primi tre Laboratori ESG (a Venezia, Padova e Brescia), un punto di incontro fisico e virtuale per supportare le piccole e medie imprese nell’approccio alla sostenibilità, ed evoluzione dei servizi di consulenza offerti dai partner (es. Circularity, Nativa, CE Lab e altri);
– continuo arricchimento della gamma dei prodotti S-loan dedicati alle piccole e medie imprese per finanziare progetti finalizzati a migliorare il proprio profilo di sostenibilità (5 linee di prodotti: S-Loan ESG, S-Loan Diversity, S-Loan Climate Change, S-Loan Agribusiness e S-Loan Turismo): circa 2,9 miliardi di euro erogati dal lancio (circa 1,5 miliardi nel primo semestre 2022);
– nell’ottobre 2021 lanciati i Digital Loans (D-Loans) finalizzati a migliorare la digitalizzazione delle aziende: 17,4 milioni di euro erogati dal lancio (16 milioni nel primo semestre 2022);
– lo scorso marzo Intesa Sanpaolo ha vinto i Milano Finanza Banking Awards per il prodotto S-Loan e la piattaforma di formazione ESG dedicata alla clientela corporate (Skills4ESG);
– accelerazione della consulenza ESG alla clientela corporate per guidare la transizione energetica con un approccio scalabile;
– lanciata un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto;
– rafforzamento dell’offerta di prodotti di investimento ESG sia di asset management sia assicurativi, con un’incidenza sul totale del risparmio gestito cresciuta al 49% per Eurizon;
– rivisto il modello di consulenza di Fideuram per includere principi ESG nella pianificazione finanziaria basata sulle necessità e lanciato un programma completo di formazione per la certificazione ESG dei banker con oltre 25.000 ore erogate nel primo semestre 2022.

Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices esi classifica prima tra le banche europee in tre delle principali valutazioni internazionali ESG, MSCI, Sustainalytics e Bloomberg ESG Disclosure Score. Inoltre, Intesa Sanpaolo a febbraio 2022 ha ricevuto il riconoscimento S&P Global Sustainability Award – Bronze Class e:
–    è stata inserita per il quinto anno consecutivo nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) 2022, registrando un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane;
–    è stata riconosciuta come prima banca in Europa nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv tra le 100 migliori aziende per diversità e inclusione;
    è stata tra le prime europee ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione internazionale Gender Equality European & International Standard (GEEIS-Diversity) su diversità e inclusione;

·   le persone del Gruppo sono la risorsa più importante:
– assunti circa 900 professional tra il 2021 e il primo semestre 2022;
– riqualificate circa 850 persone e circa 4,5 milioni di ore di formazione nel semestre;
– oltre 100 talenti hanno già completato la formazione nell’ambito dell’International Talent Program, tuttora in corso per altre circa 200 persone;
– individuate circa 430 key people nell’ambito del middle management per iniziative dedicate di sviluppo e formazione;
live webinar, podcast, contenuti video e altre iniziative in corso per favorire il benessere delle persone;
– attuato il nuovo piano di incentivazione a lungo termine per supportare gli obiettivi del Piano di Impresa e favorire l’imprenditorialità individuale;
– conclusa la costituzione del nuovo campione nazionale della formazione con l’aggregazione tra Intesa Sanpaolo Formazione e Digit’Ed, società del Fondo Nextalia;
– definiti e condivisi gli obiettivi di diversity & inclusion 2022 per ogni unità organizzativa, inclusa l’implementazione del nuovo impegno per la parità di genere nell’accesso ai ruoli di senior leadership; lanciato il monitoraggio degli obiettivi 2022 per ciascuna Divisione e Area di Governo;
– Intesa Sanpaolo riconosciuta Top Employer 2022 da Top Employers Institute e classificata al primo posto nella classifica Top Companies 2022 di LinkedIn;
– nel secondo trimestre 2022 contributo economico straordinario di 48 milioni di euro alle persone di Intesa Sanpaolo – escludendo dirigenti e comparabili a dirigenti – per mitigare l’impatto dell’inflazione.

 

Nel primo semestre 2022, per il Gruppo si registra:

●  utile netto pari a 3.276 milioni escludendo le rettifiche di valore per Russia e Ucraina (+8,4% rispetto a 3.023 milioni del primo semestre 2021), utile netto contabile a 2.354 milioni;

●  risultato della gestione operativa in crescita del 4,2% rispetto al primo semestre 2021;

●  proventi operativi netti in aumento dello 0,9% rispetto al primo semestre 2021;

●  costi operativi in diminuzione del 2,5% rispetto al primo semestre 2021;

●  elevata efficienza, con un cost/income al 47,5% nel primo semestre 2022, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●  costo del rischio del primo semestre 2022 annualizzato a 61 centesimi di punto (da 59 nell’esercizio 2021), a 27 se si esclude lo stanziamento per l’esposizione a Russia e Ucraina al netto di circa 0,3 miliardi di euro di rilascio dei circa 0,7 miliardi residui di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19 (da 25 nell’esercizio 2021 se si esclude lo stanziamento per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati);

●  miglioramento della qualità del credito (°):
–    riduzione dei crediti deteriorati,al lordo delle rettifiche di valore, pari a circa 4,1 miliardi di euro da fine 2021 e a circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015;
–    lo stock di crediti deteriorati scende, dal dicembre 2021, del 26,9% al lordo delle rettifiche di valore e del 13% al netto;
–    l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari al 2,3% al lordo delle rettifiche di valore e all’ 1,3% al netto considerando il dato contabile al 30 giugno (°°), pari rispettivamente al 2,2% e all’ 1,2% pro-forma tenendo conto della riduzione per le ulteriori cessioni previste nel 2022 già oggetto di accantonamento nel quarto trimestre 2021 (°°°).Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari all’ 1,8% al lordo delle rettifiche di valore e all’ 1% al netto considerando il dato contabile al 30 giugno, rispettivamente all’ 1,7% e all’ 1% pro-forma tenendo conto della riduzione per le ulteriori cessioni previste nel 2022 già oggetto di accantonamento nel quarto trimestre 2021;

●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
–    livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 44,8% a fine giugno 2022, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 63,9%;
–    robusto buffer di riserva sui crediti in bonis,pari allo 0,6% a fine giugno 2022;

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(°)  L’ammontare di moratorie in essere a fine giugno 2022 è pari a circa 0,3 miliardi di euro (dei quali circa il 47% relativi a imprese e circa il 53% a famiglie), nessun ammontare materiale in ottemperanza ai criteri EBA. L’ammontare di crediti garantiti dallo Stato è pari a circa 36 miliardi di euro (circa 6 miliardi SACE e circa 30 miliardi Fondo PMI).
(°°) Dai crediti deteriorati a fine giugno 2022 sono esclusi i portafogli classificati come destinati a prossime cessioni, contabilizzati nella voce attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, pari a circa 4,1 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e un miliardo al netto.
(°°°) Cessioni previste pari a 0,8 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e 0,4 miliardi al netto.

 

●  patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 giugno 2022, deducendo dal capitale (*) 1.648 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre e 3,4 miliardi di euro di buyback (°), ilCommon Equity Tier 1 ratio  calcolatoapplicandoi criteri transitori  in vigore per il 2022 è risultato pari al  12,7% (8) e il Common Equity Tier 1 ratio a regime al 12,5% (9)(10) senza considerare circa 110 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), di cui circa 40 nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025, rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2022 – comprensivo  di  Capital Conservation  Buffer,  O-SII  Buffer  e  Countercyclical  Capital  Buffer (**) – pari all’ 8,91% (***). Nel primo semestre, 10 centesimi di punto di impatti negativi regolamentari (nell’ambito dei circa 60 centesimi di punto stimati per l’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025) e 20 centesimi di punto di impatti negativi dovuti alla crescita dei Risk Weighted Assets per gli eventi riguardanti Russia e Ucraina;

●  elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine giugno 2022, attività liquide per 319 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 181 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 30 giugno 2022 a circa 115 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III;

●  supporto all’economia reale: circa 42 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo semestre 2022, con circa 32 miliardi in Italia,di cui circa 29 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese; circa 2.100 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo semestre 2022 e circa 135.000 dal 2014, preservando rispettivamente circa 10.000 e 675.000 posti di lavoro.

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(*) Deducendo dal capitale anche le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°)  Importo – approvato dall’Assemblea e autorizzato dalla BCE – equivalente al dividendo sospeso per il 2019.
(8) Calcolato includendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(9)  Calcolato escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9.
(10) Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime stimato pari al 13,6% considerando l’assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all’affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti, nonché alla prima applicazione del principio contabile IFRS 9 e al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro – esente da imposte – a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all’acquisizione dell’Insieme Aggregato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse e delle DTA relative all’acquisizione di UBI Banca e all’accordo sindacale di novembre 2021 e la prevista distribuzione a valere sull’utile assicurativo del primo semestre 2022.
(**)  Countercyclical Capital Buffer calcolato considerando l’esposizione al 30 giugno 2022 nei vari Paesi in cui è presente il Gruppo e i rispettivi requisiti stabiliti dalle competenti autorità nazionali relativi al 2023 se disponibili o al più recente aggiornamento del periodo di riferimento (requisito pari a zero per l’Italia per i primi nove mesi del 2022).
(***)  Applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo 2020, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.

 

I risultati di conto economico del secondo trimestre 2022 (°)

Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2022 registra interessi netti pari a 2.091 milioni di euro, in aumento del 6,9% rispetto ai 1.956 milioni del primo trimestre 2022 e del 4,8% rispetto ai 1.995 milioni del secondo trimestre 2021.

Le commissioni nette sono pari a 2.248 milioni di euro, in diminuzione dell’ 1,4% rispetto ai 2.281 milioni del primo trimestre 2022. In dettaglio, si registra una crescita del 9,8% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 7,3% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito si registra una diminuzione del 32,4% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e del 4% per quella relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 4 milioni nel secondo trimestre 2022 e a 7 milioni di euro nel primo trimestre 2022) e un aumento del 4,5% per quella relativa ai prodotti assicurativi. Le commissioni nette del secondo trimestre 2022 diminuiscono del 4,8% rispetto ai 2.361 milioni del secondo trimestre 2021. In dettaglio, si registra una crescita del 4% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 12,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l’apporto da intermediazione e collocamento di titoli diminuisce del 46,3% e quello da risparmio gestito del 12,8% (con commissioni di performance pari a 64 milioni di euro nel secondo trimestre 2021), mentre quello da prodotti assicurativi aumenta del 9,9%.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 465 milioni di euro, rispetto ai 402 milioni del primo trimestre 2022 e ai 456 milioni del secondo trimestre 2021.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 556 milioni di euro, rispetto a 767 milioni del primo trimestre 2022, con la componente relativa alla clientela che ammonta a 84 milioni rispetto a 88 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo per 78 milioni rispetto a un saldo negativo per 11 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che scende a 568 milioni da 694 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo per 18 milioni rispetto a un saldo negativo per 4 milioni. Il risultato di 556 milioni del secondo trimestre 2022 si confronta con i 344 milioni del secondo trimestre 2021, trimestre in cui l’apporto della componente relativa alla clientela era stato di 72 milioni, quello della componente di capital markets di 97 milioni, quello dell’attività di trading e tesoreria di 173 milioni e quello dei prodotti strutturati di credito di 2 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 5.347 milioni di euro, in diminuzione dell’ 1,1% rispetto ai 5.409 milioni del primo trimestre 2022 e in crescita del 3,3% rispetto ai 5.175 milioni del secondo trimestre 2021.

I costi operativi ammontano a 2.612 milioni di euro, in aumento del 4,5% rispetto ai 2.499 milioni del primo trimestre 2022, a seguito di un aumento del 2,4% per le spese del personale e del 13,6% per le spese amministrative e di una diminuzione del 2,2% per gli ammortamenti; i costi operativi del secondo trimestre 2022 scendono dell’ 1,8% rispetto ai 2.659 milioni del corrispondente trimestre 2021, a seguito di una diminuzione del 2,4% per le spese del personale e del 2,1% per le spese amministrative e di un aumento del 2,3% per gli ammortamenti.

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(°)  I dati relativi al secondo trimestre 2021 sono stati riesposti come “Dati rideterminati” per tenere conto dell’inclusione del Gruppo Reyl per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell’inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come riportato nella nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 26.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.735 milioni di euro, in diminuzione del 6% rispetto ai 2.910 milioni del primo trimestre 2022 e in crescita dell’ 8,7% rispetto ai 2.516 milioni del secondo trimestre 2021. Il cost/income ratio nel secondo trimestre 2022 è pari al 48,8%, rispetto al 46,2% del primo trimestre 2022 e al 51,4% del secondo trimestre 2021.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 730 milioni di euro (comprendenti 292 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 702 milioni del primo trimestre 2022 (che includevano 801 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina e circa 300 milioni di rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19) e a 599 milioni del secondo trimestre 2021.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 63 milioni di euro, rispetto ai 60 milioni del primo trimestre 2022 e ai 220 milioni del secondo trimestre 2021 (comprendenti circa 125 milioni per il rafforzamento delle riserve assicurative).

Gli altri proventi netti registrano un saldo positivo per 147 milioni di euro (comprendenti 194 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione e 48 milioni di oneri di erogazione liberale una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo per mitigare l’impatto dell’inflazione), rispetto a un saldo negativo per 4 milioni nel primo trimestre 2022 e per 7 milioni nel secondo trimestre 2021.

L’utile delle attività operative cessate è nullo, analogamente al primo trimestre 2022 e rispetto a 10 milioni nel secondo trimestre 2021.

Il risultato corrente lordo è pari a 2.089 milioni di euro, rispetto a 2.144 milioni del primo trimestre 2022e a 1.700 milioni del secondo trimestre 2021.

Il risultato netto consolidato è pari a 1.330 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
–    imposte sul reddito per 675 milioni di euro, che includono un beneficio di 117 milioni derivante dal riallineamento fiscale di attività intangibili;
–    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 23 milioni;
–    effetti economici negativi derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 47 milioni;
    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 12 milioni di euro, derivanti dai seguenti apporti ante imposte: riprese di valore per 3 milioni riguardanti il fondo di risoluzione e oneri per 11 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 2 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. La voce ammontava a 266 milioni di euro nel primo trimestre 2022, derivanti da oneri ante imposte per 365 milioni relativi al contributo ordinario al fondo di risoluzione stimato per l’intero 2022, per 6 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e variazioni negative di fair value per 7 milioni riguardanti Atlante. Nel secondo trimestre 2021 questa voce era ammontata a 83 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 109 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 4 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero e per 6 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere;
–    un utile di pertinenza di terzi per 2 milioni di euro.

Il risultato netto pari a 1.330 milioni di euro nel secondo trimestre 2022 si confronta con quello pari a 1.024 milioni nel primo trimestre 2022 e a 1.507 milioni nel secondo trimestre 2021.

 

I risultati di conto economico del primo semestre 2022 (°)

Il conto economico consolidato del primo semestre 2022 registra interessi netti pari a 4.047 milioni di euro, in aumento del 2,5% rispetto ai 3.947 milioni del primo semestre 2021.

Le commissioni nette sono pari a 4.529 milioni di euro, in diminuzione del 3% rispetto ai 4.670 milioni del primo semestre 2021. In dettaglio, si registra una crescita del 4,5% delle commissioni da attività bancaria commerciale e una diminuzione del 9,1% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,…), nel cui ambito si registra una diminuzione dello 34,2% per la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli e dell’ 8,5% per quella relativa al risparmio gestito (con commissioni di performance pari a 11 milioni nel primo semestre 2022 e a 120 milioni di euro nel primo semestre 2021) e un aumento del 4,4% per quella relativa ai prodotti assicurativi.

Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 867 milioni di euro, rispetto a 854 milioni del primo semestre 2021.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è pari a 1.323 milioni di euro, rispetto a 1.139 milioni del primo semestre 2021, con la componente relativa alla clientela che aumenta a 172 milioni da 157 milioni, quella di capital markets che registra un saldo negativo per 89 milioni rispetto a un saldo positivo per 415 milioni, quella dell’attività di trading e tesoreria che sale a 1.262 milioni da 560 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che registra un saldo negativo per 22 milioni rispetto a un saldo positivo per 7 milioni.

I proventi operativi netti sono pari a 10.756 milioni di euro, in aumento dello 0,9% rispetto ai 10.661 milioni del primo semestre 2021.

I costi operativi ammontano a 5.111 milioni di euro, in calo del 2,5% rispetto ai 5.242 milioni del primo semestre 2021, a seguito di una diminuzione del 2,8% per le spese del personale e del 4% per le spese amministrative e di un aumento del 2,5% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 5.645 milioni di euro, in crescita del 4,2% rispetto ai 5.419 milioni del primo semestre 2021. Il cost/income ratio nel primo semestre 2022 è pari al 47,5%, rispetto al 49,2% del primo semestre 2021.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.432 milioni di euro (comprendenti 1.093 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina e circa 300 milioni di rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di COVID-19), rispetto a 1.001 milioni del primo semestre 2021.

L’ammontare di altri accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 123 milioni di euro, rispetto ai 354 milioni del primo semestre 2021 (comprendenti circa 125 milioni per il rafforzamento delle riserve assicurative).

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(°)  I dati relativi al primo semestre 2021 sono stati riesposti come “Dati rideterminati” per tenere conto dell’inclusione del Gruppo Reyl per il periodo ante acquisizione e, sulla base di dati gestionali, della riallocazione del contributo dei rami di attività oggetto di cessione al risultato delle attività operative cessate, nonché dell’inclusione del contributo delle compagnie assicurative Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Lombarda Vita e Cargeas, al netto degli effetti riconducibili alle filiali oggetto di cessione, come riportato nella nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 26.

 

Gli altri proventi netti sono pari a 143 milioni di euro (comprendenti 194 milioni di plusvalenza derivante dalla cessione di Intesa Sanpaolo Formazione e 48 milioni di oneri di erogazione liberale una tantum alle persone di Intesa Sanpaolo per mitigare l’impatto dell’inflazione), rispetto a 191 milioni nel primo semestre 2021 (comprendenti la plusvalenza di 194 milioni derivante dalla cessione del ramo di azienda relativo alle attività di Banca Depositaria e Fund Administration di Fideuram Bank Luxembourg).

L’utile delle attività operative cessate è nullo, rispetto a 58 milioni nel primo semestre 2021.

Il risultato corrente lordo è pari a 4.233 milioni di euro, rispetto a 4.313 milioni del primo semestre 2021.

Il risultato netto consolidato è pari a 2.354 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
–    imposte sul reddito per 1.456 milioni di euro, che includono un beneficio di 117 milioni derivante dal riallineamento fiscale di attività intangibili;
–    oneri di integrazione e incentivazione all’esodo (al netto delle imposte) per 39 milioni;
–    effetti economici negativi derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 101 milioni;
    tributi ed altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) per 278 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte per 362 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 17 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 12 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere, per 2 milioni relativi allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e variazioni negative di fair value per 7 milioni riguardanti Atlante. La voce ammontava a 279 milioni di euro nel primo semestre 2021, derivanti da oneri ante imposte per 381 milioni relativi al contributo al fondo di risoluzione, per 9 milioni relativi ai contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all’estero, per 11 milioni relativi a tributi sostenuti da controllate estere e per 2 milioni relativi a variazioni negative di fair value riguardanti Atlante;
–    un utile di pertinenza di terzi per 5 milioni di euro.

Il risultato netto di 2.354 milioni di euro del primo semestre 2022 si confronta con 3.023 milioni del primo semestre 2021.

 

Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2022

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2022 i finanziamenti verso la clientela sono pari a 472 miliardi di euro, in aumentodell’ 1,2% rispetto al 31 dicembre 2021 e dell’ 1,7% rispetto al 30 giugno 2021 (in crescita dell’ 1,4% rispetto al primo trimestre 2022 e del 2,4% rispetto al primo semestre 2021 considerando i volumi medi (*) di periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) ammonta, al netto delle rettifiche di valore, a 6.155 milioni di euro, in diminuzione del 13% rispetto ai 7.077 milioni del 31 dicembre 2021. In quest’ambito, i crediti in sofferenza ammontano a 1.237 milioni di euro rispetto a 2.130 milioni del 31 dicembre 2021, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3% (0,5% al 31 dicembre 2021), e un grado di copertura al 63,9% (70,4% a fine 2021). Le inadempienze probabili ammontano a 4.377 milioni di euro rispetto a 4.325 milioni del dicembre 2021 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 541 milioni di euro da 622 milioni a fine 2021.

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 1.214 miliardi di euro, in diminuzione del 5,5% rispetto al 31 dicembre 2021 e dell’ 1,8% rispetto al 30 giugno 2021. Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 549 miliardi, in diminuzione dell’ 1,4% rispetto al 31 dicembre 2021 e in crescita del 3% rispetto al 30 giugno 2021. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 181 miliardi, in diminuzione dell’ 11,6% rispetto al 31 dicembre 2021 e dell’ 11,5% rispetto al 30 giugno 2021. La raccolta indiretta ammonta a 663 miliardi, in diminuzione dell’ 8,6% rispetto al 31 dicembre 2021 e del 5,4% rispetto al 30 giugno 2021. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 436 miliardi, in diminuzione dell’ 8,6% rispetto al 31 dicembre 2021 e del 5,6% rispetto al 30 giugno 2021; la nuova produzione vita nel primo semestre 2022 ammonta a 8,1 miliardi di euro. La raccolta amministrata è pari a 226 miliardi, in diminuzione dell’ 8,6% rispetto al 31 dicembre 2021 e del 5,1% rispetto al 30 giugno 2021.

I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2022 – calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2022, deducendo dal capitale (°) 1.648 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre e 3,4 miliardi di euro di buyback (°°) -risultanopari a:
–       12,7% per il Common Equity Tier 1 ratio (11) (14,5% a fine 2021 (12)),
–       14,9% per il Tier 1 ratio (11) (16,4% a fine 2021 (12)),
–       17,5% per il coefficiente patrimoniale totale (11) (19,1% a fine 2021 (12));

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(*)    Escluso il finanziamento alle Banche in Liquidazione Coatta Amministrativa (ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca).
(°)     Deducendo dal capitale anche le cedole maturate sulle emissioni di Additional Tier 1.
(°°)   Importo – approvato dall’Assemblea e autorizzato dalla BCE – equivalente al dividendo sospeso per il 2019.
(11)  Includendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 12,5% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 14,7% per il Tier 1 ratio e al 17,4% per il coefficiente patrimoniale totale.
(12)  Secondo i criteri transitori in vigore per il 2021. Escludendo la mitigazione dell’impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9, i coefficienti patrimoniali risultano pari al 14% per il Common Equity Tier 1 ratio, al 15,9% per il Tier 1 ratio e al 18,9% per il coefficiente patrimoniale totale.

 

Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza – oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali – sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
–    un’elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 181 miliardi di euro a fine giugno 2022,
–    un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile – esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale – e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 319 miliardi di euro a fine giugno 2022,
–    operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti pari al 30 giugno 2022 a circa 115 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III,
–    fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta – bancaria – da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per l’ 84% dalla componente retail,
–    raccolta a medio lungo termine wholesale per 1,7 miliardi di euro nel primo semestre 2022, nel cui ambito un’operazione benchmark di Additional Tier 1 per un miliardo di euro (per circa l’ 89% collocata presso investitori esteri).

Il leverage ratioal 30 giugno 2022 (che include, con decorrenza da tale data, le esposizioni verso la Banca Centrale Europea) è pari a 5,3% applicando i criteri transitori in vigore per il 2022 e a 5,2% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.

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Al 30 giugno 2022, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 4.648 sportelli bancari – 3.684 in Italia e 964 all’estero – e 96.723 persone.

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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
–    clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 250.000 euro e reddito netto annuo inferiore a 50.000 euro, attività/aziende con minore complessità di esigenze);
–    clientela Exclusive (clienti privati con attività finanziarie da 250.000 euro a un milione di euro o con reddito netto annuo superiore a 50.000 euro);
–    clientela Imprese (aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni);
–    clientela costituita da enti nonprofit.

La Divisione include l’attività di banca di prossimità, effettuata – mediante la partnership tra la controllata Banca 5 e il Gruppo ENEL (Mooney) – avvalendosi di canali alternativi agli sportelli bancari, con focalizzazione sull’instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate.

La Divisione Banca dei Territori nel secondo trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 2.198  milioni, +0,8% rispetto a 2.182 milioni del primo trimestre 2022; 
–    costi operativi per 1.557 milioni, +2,3% rispetto a 1.521 milioni del primo trimestre 2022; 
–    un risultato della gestione operativa di 641 milioni, -2,9% rispetto a 660 milioni del primo trimestre 2022;  
–    un cost/income ratio al 70,8% rispetto al 69,7% del primo trimestre 2022; 
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 423 milioni, rispetto a riprese di valore nette pari a 126 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato lordo pari a 229 milioni, rispetto a 787 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 141 milioni, rispetto a 515 milioni del primo trimestre 2022.

La Divisione Banca dei Territori nel primo semestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 4.380  milioni, -0,6% rispetto a 4.408 milioni del primo semestre 2021, pari a circa il 41% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (41% anche nel primo semestre 2021); 
–    costi operativi per 3.078   milioni, -3,3% rispetto a 3.182 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 1.302 milioni, +6,2% rispetto a 1.226 milioni del primo semestre 2021; 
–    un cost/income ratio al 70,3% rispetto al 72,2% del primo semestre 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 297 milioni, rispetto a 690 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 1.016 milioni, rispetto a 536 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato netto pari a 656 milioni, rispetto a 326 milioni del primo semestre 2021. 

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking comprende:
–  Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 7 comparti di attività: Automotive & Industrials; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Energy; Telecom, Media & Technology;
–  International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland, Intesa Sanpaolo Brasil e Banca Intesa nella Federazione Russa);
–  Global Banking & Sovereign Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
–  Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
–  Global Markets & Investment Banking, deputata all’attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).

Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l’attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking nel secondo trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 1.169  milioni, -16,2% rispetto a 1.395 milioni del primo trimestre 2022;
–    costi operativi per 346 milioni, +8,9% rispetto a 318 milioni del primo trimestre 2022; 
–    un risultato della gestione operativa di 822 milioni, -23,6% rispetto a 1.076 milioni del primo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 29,6% rispetto al 22,8% del primo trimestre 2022;  
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 384 milioni (comprendenti 268 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 748 milioni del primo trimestre 2022 (comprendenti 679 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina); 
–    un risultato corrente lordo pari a 438 milioni, rispetto a 328 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 234 milioni, rispetto a 170 milioni del primo trimestre 2022.

La Divisione IMI Corporate & Investment Banking nel primo semestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 2.563  milioni, +2,5% rispetto a 2.501 milioni del primo semestre 2021, pari a circa il 24% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (23% nel primo semestre 2021); 
–    costi operativi per 665 milioni, +2,6% rispetto a 648 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 1.898 milioni, +2,4% rispetto a 1.853 milioni del primo semestre 2021;
–    un cost/income ratio al 25,9%, in linea con il primo semestre 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 1.131 milioni (comprendenti 947 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 53 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 767 milioni, rispetto a 1.800 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato netto pari a 404 milioni, rispetto a 1.247 milioni del primo semestre 2021.
 

La Divisione International Subsidiary Banks presidia l’attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell’operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione IMI Corporate & Investment Banking. La Divisione opera con l’HUB Europa Sud-Orientale, costituito da Privredna Banka Zagreb in Croazia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina e Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, l’HUB Europa Centrale, costituito da VUB Banka in Slovacchia e Repubblica Ceca e CIB Bank in Ungheria, e con Intesa Sanpaolo Bank Albania, Intesa Sanpaolo Bank Romania, Banca Intesa Beograd in Serbia, Bank of Alexandria in Egitto, Pravex Bank in Ucraina e Eximbank in Moldavia.

La Divisione International Subsidiary Banks nel secondo trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 546 milioni, +9,3% rispetto a 500 milioni del primo trimestre 2022;
–    costi operativi per 262 milioni, +2,2% rispetto a 256 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 284 milioni, +16,9% rispetto a 243 milioni del primo trimestre 2022; 
–    un cost/income ratio al 48% rispetto al 51,3% del primo trimestre 2022; 
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 61 milioni (comprendenti 24 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 141 milioni del primo trimestre 2022 (comprendenti 122 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina);
–    un risultato corrente lordo pari a 224 milioni, rispetto a 103 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 131 milioni, rispetto a 35 milioni del primo trimestre 2022.                                           

La Divisione International Subsidiary Banks nel primo semestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 1.045  milioni, +8,1% rispetto a 967 milioni del primo semestre 2021, pari a circa il 10% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (9% nel primo semestre 2021); 
–    costi operativi per 518 milioni, +2,4% rispetto a  506 milioni del primo semestre 2021; 
–    un risultato della gestione operativa di 527 milioni, +14,3% rispetto a 461 milioni del primo semestre 2021; 
–    un cost/income ratio al 49,6% rispetto al 52,3% del primo semestre 2021; 
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 202 milioni (comprendenti 146 milioni per l’esposizione a Russia e Ucraina), rispetto a 94 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 327 milioni, rispetto a 371 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato netto pari a 166 milioni, rispetto a 251 milioni del primo semestre 2021.

                                   
La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Intesa Sanpaolo Private Banking, IW Private Investments, SIREF Fiduciaria, Fideuram Bank Luxembourg, Reyl Intesa Sanpaolo, Compagnie de Banque Privée Quilvest, Intesa Sanpaolo Private Banking Asset Management e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel secondo trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 571 milioni, +1,1% rispetto a 565 milioni del primo trimestre 2022;
–    costi operativi per  217 milioni, +3,8% rispetto a 209 milioni del primo trimestre 2022;         
–    un risultato della gestione operativa di 353 milioni, -0,5% rispetto a 355 milioni del primo trimestre 2022;         
–    un cost/income ratio al 38,1% rispetto al 37,1% del primo trimestre 2022;                  
–    riprese di valore nette pari a 5 milioni, rispetto a 6 milioni del primo trimestre 2022;             
–    un risultato corrente lordo pari a 358 milioni, rispetto a 361 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 269 milioni, rispetto a 245 milioni del primo trimestre 2022.                        

La Divisione Private Banking nel primo semestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 1.135  milioni, -4% rispetto a 1.182 milioni del primo semestre 2021, pari a circa l’ 11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nel primo semestre 2021);  
–    costi operativi per 427 milioni, +1,4% rispetto a 421 milioni del primo semestre 2021;  
–    un risultato della gestione operativa di 708 milioni, -7% rispetto a 761 milioni del primo semestre 2021;
–    un cost/income ratio al 37,6% rispetto al 35,6%  del primo semestre 2021; 
–    riprese di valore nette pari a 11 milioni, rispetto a un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 16 milioni del primo semestre 2021; 
–    un risultato corrente lordo pari a 719 milioni, rispetto a 939 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato netto pari a 514 milioni, rispetto a 631 milioni del primo semestre 2021. 
 

La Divisione Asset Management fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital. Ad Eurizon Capital fanno capo le controllate Eurizon Capital S.A., asset manager lussemburghese rivolto allo sviluppo sul mercato internazionale, Epsilon SGR, specializzata in prodotti strutturati, Eurizon Asset Management Slovakia a cui fanno capo Eurizon Asset Management Hungary e Eurizon Asset Management Croatia (polo dell’asset management nell’Est Europa), Eurizon Capital Real Asset SGR, dedicata ad asset class alternative, Eurizon SLJ Capital LTD, asset manager inglese concentrato su strategie macro e valutarie, Eurizon Capital Asia Limited e il 49% della società cinese di asset management Penghua Fund Management.

La Divisione Asset Management nel secondo trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 242 milioni, -4,4% rispetto a 253 milioni del primo trimestre 2022;
–    costi operativi per 51 milioni, +2,5% rispetto a 49 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 191 milioni, -6,1% rispetto a 204 milioni del primo trimestre 2022; 
–    un cost/income ratio al 20,9% rispetto al 19,5%  del primo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 191 milioni, rispetto a 204 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 157 milioni, rispetto a 145 milioni del primo trimestre 2022. 

La Divisione Asset Management nel primo semestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 495 milioni, -21,8% rispetto a 633 milioni del primo semestre 2021, pari a circa il 5% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (6% nel primo semestre 2021); 
–    costi operativi per 100 milioni, -4,8% rispetto a 105 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 395 milioni, -25,2% rispetto a 528 milioni del primo semestre 2021;
–    un cost/income ratio al 20,2% rispetto al 16,6%  del primo semestre 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 395 milioni, rispetto a 528 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato netto pari a 302 milioni, rispetto a 376 milioni del primo semestre 2021.
                                           

La Divisione Insurance sviluppa l’offerta dei prodotti assicurativi rivolti alla clientela del Gruppo e include Intesa Sanpaolo Vita (che controlla anche Intesa Sanpaolo Assicura, Intesa Sanpaolo Life, Intesa Sanpaolo RBM Salute, Cargeas Assicurazioni e Intesa Sanpaolo Insurance Agency) e Fideuram Vita.

La Divisione Insurance nel secondo trimestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 439 milioni, +14% rispetto a 385 milioni del primo trimestre 2022;
–    costi operativi per 92 milioni, +9,7% rispetto a 84 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato della gestione operativa di 347 milioni, +15,2% rispetto a 301 milioni del primo trimestre 2022;
–    un cost/income ratio al 21% rispetto al 21,8% del primo trimestre 2022; 
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 2 milioni, rispetto a 8 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato corrente lordo pari a 345 milioni, rispetto a 294 milioni del primo trimestre 2022;
–    un risultato netto pari a 236 milioni, rispetto a 201 milioni del primo trimestre 2022.

La Divisione Insurance nel primo semestre 2022 registra:
–    proventi operativi netti per 824 milioni, +0,4% rispetto a 821 milioni del primo semestre 2021, pari a circa l’ 8% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (8% anche nel primo semestre 2021);
–    costi operativi per 176 milioni, -7,4% rispetto a 190 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato della gestione operativa di 648 milioni, +2,7% rispetto a 631 milioni del primo semestre 2021;
–    un cost/income ratio al 21,4% rispetto al 23,1% del primo semestre 2021;
–    un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 9 milioni, rispetto a 132 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato corrente lordo pari a 639 milioni, rispetto a 499 milioni del primo semestre 2021;
–    un risultato netto pari a 437 milioni, rispetto a 439 milioni del primo semestre 2021.

 

Le prospettive

Le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 sono ben avviate ed è confermato l’obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025.

Per il 2022 si prevede una redditività ai vertici del settore:
–    utile netto di oltre 4 miliardi di euro assumendo che non intervengano cambiamenti critici nell’offerta di materie prime / energia;
–    utile netto ben superiore a 3 miliardi di euro anche con l’ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell’esposizione verso Russia e Ucraina, che implica il passaggio a Stage 3 della maggior parte dell’esposizione.

Si prevede una solida posizione patrimoniale, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in superiore al 12% nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 / Basilea 4.

Si prevede una forte distribuzione di valore:
–    payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa (1.648 milioni di euro già maturati a valere sull’utile netto del primo semestre 2022);
–    l’odierno Consiglio di Amministrazione ha previsto come acconto dividendi cash da distribuire a valere sui risultati del 2022 un ammontare non inferiore a 1,1 miliardi di euro e la delibera consiliare in merito all’acconto dividendi verrà definita il 4 novembre prossimo, in occasione dell’approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2022, in relazione ai risultati del terzo trimestre 2022 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre 2022;
–    ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback (*), di cui 1,7 miliardi in corso e 1,7 miliardi da eseguire subordinatamente alla delibera – entro l’approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022 – da parte del Consiglio di Amministrazione;
–    eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023.

Le prospettive per il 2022 sono soggette ad affinamento nei prossimi mesi in base all’evoluzione degli eventi riguardanti Russia e Ucraina.  

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(*) Importo equivalente al dividendo sospeso per il 2019.

 

Ai fini di comparabilità dei risultati, i dati di conto economico del primo e del secondo trimestre del 2021 sono stati riesposti come “Dati rideterminati” a seguito delle seguenti operazioni:
– cessioni di rami di attività perfezionate nel primo semestre 2021. Le relative componenti sono state deconsolidate linea per linea, attribuendo l’apporto in termini di conto economico – sulla base di dati gestionali – all’utile/perdita delle attività operative cessate;
– acquisizione del controllo di Lombarda Vita e di Aviva Vita (ridenominata Assicurazioni Vita), perfezionata nel mese di aprile 2021, e di Cargeas perfezionata a fine maggio 2021. Le relative componenti sono state consolidate linea per linea sulla base di dati gestionali, escludendo le componenti riferibili alla clientela oggetto delle operazioni di cessione di rami di attività perfezionate nel primo semestre 2021, con l’attribuzione del corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi; nel caso di Lombarda Vita e di Aviva Vita, è stato anche eliminato l’apporto in termini di utile delle partecipazioni valutate al patrimonio netto, attribuendolo all’utile di pertinenza di terzi;
– acquisizione del controllo del Gruppo REYL, perfezionata a inizio giugno 2021. Le relative componenti sono state consolidate linea per linea, con l’attribuzione del corrispondente utile netto all’utile di pertinenza di terzi.

I dati di conto economico relativi alle aree di Business del primo trimestre 2021 sono stati riesposti per l’attribuzione delle pertinenti componenti riguardanti l’acquisizione di Lombarda Vita, Assicurazioni Vita (già Aviva Vita), Cargeas e REYL e per la riallocazione di alcune componenti tra aree di Business e Centro di Governo.

Inoltre:
–  i dati di conto economico dei quattro trimestri 2021 e del primo trimestre 2022 sono stati riesposti a seguito della riallocazione di alcuni oneri relativi al sistema incentivante della Divisione Banca dei Territori e di Fideuram da spese del personale a commissioni passive;
–  i dati di stato patrimoniale dei quattro trimestri 2021 e del primo trimestre 2022 sono stati riesposti a seguito dell’acquisizione del controllo di Quilvest, perfezionata a fine giugno 2022; le relative componenti sono state consolidate linea per linea, attribuendo il corrispondente patrimonio netto al patrimonio di pertinenza di terzi.

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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo semestre 2022, si allegano i prospetti relativi al conto economico e allo stato patrimoniale consolidati riclassificati inclusi nella relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione. Si precisa che la società di revisione, incaricata di certificare su base limitata la relazione semestrale, non ha ancora completato il proprio esame.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Fabrizio Dabbene, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

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La presente comunicazione e le informazioni ivi contenute non hanno finalità di né costituiscono in alcun modo consulenza in materia di investimenti. Le dichiarazioni ivi contenute non sono state oggetto di verifica indipendente. Non viene fatta alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, in riferimento a, e nessun affidamento dovrebbe essere fatto relativamente all’imparzialità, accuratezza, completezza, correttezza e affidabilità delle informazioni ivi contenute. La Società e i suoi rappresentanti declinano ogni responsabilità (sia per negligenza o altro), derivanti in qualsiasi modo da tali informazioni e/o per eventuali perdite derivanti dall’utilizzo o meno di questa comunicazione. Accedendo a questi materiali, il lettore accetta di essere vincolato dalle limitazioni di cui sopra.

Questo comunicato stampa contiene previsioni e stime che riflettono le attuali opinioni del management Intesa Sanpaolo in merito ad eventi futuri. Previsioni e stime sono in genere identificate da espressioni come “è possibile,” “si dovrebbe,” “si prevede,” “ci si attende,” “si stima,” “si ritiene,” “si intende,” “si progetta,” “obiettivo” oppure dall’uso negativo di queste espressioni o da altre varianti di tali espressioni oppure dall’uso di terminologia comparabile. Queste previsioni e stime comprendono, ma non si limitano a, tutte le informazioni diverse dai dati di fatto, incluse, senza limitazione, quelle relative alla posizione finanziaria futura di Intesa Sanpaolo e ai risultati operativi, la strategia, i piani, gli obiettivi e gli sviluppi futuri nei mercati in cui Intesa Sanpaolo opera o intende operare.

A seguito di tali incertezze e rischi, si avvisano i lettori che non devono fare eccessivo affidamento su tali informazioni di carattere previsionale come previsione di risultati effettivi. La capacità del Gruppo Intesa Sanpaolo di raggiungere i risultati previsti dipende da molti fattori al di fuori del controllo del management. I risultati effettivi possono differire significativamente (ed essere più negativi di) da quelli previsti o impliciti nei dati previsionali. Tali previsioni e stime comportano rischi ed incertezze che potrebbero avere un impatto significativo sui risultati attesi e si fondano su assunti di base.

Le previsioni e le stime ivi formulate si basano su informazioni a disposizione di Intesa Sanpaolo alla data odierna. Intesa Sanpaolo non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente e di rivedere previsioni e stime a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o di altro, fatta salva l’osservanza delle leggi applicabili. Tutte le previsioni e le stime successive, scritte ed orali, attribuibili a Intesa Sanpaolo o a persone che agiscono per conto della stessa sono espressamente qualificate, nella loro interezza, da queste dichiarazioni cautelative.

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