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definizione, variabili e calcolo – Consizos #adessonews

Il fabbisogno finanziario (FF) è definito come il complesso delle risorse finanziarie necessarie per acquisire i fattori produttivi.

Accade infatti che l’azienda sostenga specifici costi per dotarsi dei fattori di produzione ritenuti idonei al conseguimento degli obiettivi prefissati. Con questi costi, l’azienda sta investendo, sta credendo nella mission e sta dimostrando la propria fiducia.

Prima che questi investimenti producano i loro frutti però, passa del tempo.

Prima di vendere i prodotti/servizi finiti, non c’è solo la fase produttiva: occorre ottimizzare i processi, curare gli aspetti legali, costruire un marketing adatto, dotarsi delle persone giuste e sopratutto avere una strategia coerente.

Ecco che le uscite monetarie precedono le entrate.

Il FF scaturisce quindi dall’incrocio dei cicli fondamentali che si perpetuano iterativamente lungo tutta la gestione aziendale.

Vediamoli in breve.

 

I cicli aziendali fondamentali sono tre:

  • Ciclo economico: intervallo temporale delimitato dal momento in cui viene a manifestarsi il costo e il momento in cui viene ad esistenza il ricavo;
  • Ciclo finanziario: intervallo temporale delimitato dal momento in cui viene a manifestarsi il costo e il momento in cui si sostanzia l’entrata relativa al ricavo;
  • Ciclo monetario: intervallo temporale delimitato dal momento in cui viene a manifestarsi l’uscita monetaria e il momento in cui si incassa effettivamente l’entrata monetaria relativa al conseguimento di ricavi.

Graficamente:

ciclo economico finanziario monetario fabbisogno

Si tenga presente che questa è una semplificazione della realtà aziendale: in verità, i tre cicli si moltiplicano, con tempistiche differenti e sopratutto sovrapposizioni. Alcuni non vengono mai chiusi, altri vengono chiusi purtroppo solo in parte.

Accade quindi che ci sarà sempre un certo numero di operazioni, che diventa quasi familiare all’azienda (a cui si abitua) e un altro che invece cambia continuamente negli anni: qui scaturisce, appunto, la distinzione tra fabbisogno finanziario permanente (o meglio, quasi-permanente) e fabbisogno finanziario variabile.

 

In accordo con la dottrina economica maggioritaria, il fabbisogno finanziario si declina in:

  • Entità: l’entità del FF si identifica, come detto, con l’ammontare dei mezzi finanziari di cui l’azienda necessita per acquisire i fattori produttivi utili al conseguimento della mission. In questo senso, il valore dell’attivo dello Stato Patrimoniale rappresenta il fabbisogno finanziario dell’azienda in quel dato momento contabile. L’entità, a sua volta, dipende da una moltitudine di variabili quali la natura degli impianti, la stagionalità e la durata del ciclo monetario;
  • Durata: il FF cambia nel tempo. Non è un entità statica, ma si rigenera a seconda delle decisioni degli stakeholders. Meglio, la durata è influenzata dai caratteri tecnici dei processi aziendali e dalle modalità del loro rientro in forma monetaria. Possiamo infatti avere investimenti duraturi, a rapido rigiro o a breve in senso stretto;
  • Stabilità: la stabilità del FF è direttamente correlata alla tipologia di investimento posto in essere, alla sua particolarità e al suo grado di rischio complessivo.

 

La determinazione del FF è un calcolo a cui si deve andare incontro ogni qualvolta l’azienda affronta un nuovo investimento. Spesso e volentieri, il fabbisogno finanziario viene determinato in fase di start-up, nel capitolo relativo del business plan; oppure si pensi a quando si affronta l’acquisto di un nuovo impianto di produzione.

Essendo il risultato del susseguirsi dei tre cicli, il fabbisogno finanziario deve attingere dal budget di produzione, economico e degli investimenti.

Se l’azienda è già avviata, è utile anche sfruttare i dati di bilancio di fine esercizio amministrativo precedente.

Come già detto, il fabbisogno finanziario (lordo) coincide con l’attivo dello stato patrimoniale.

 

Ben più rilevante, però, è il fabbisogno finanziario netto (FFN), il cui calcolo può avvenire in due modi:

  • Metodo sintetico: ammontare totale degli investimenti netti in attesa di rientro* +/- utile/perdita d’esercizio – riserve di utili;
  • Metodo analitico: uscite monetarie in fase di liquidazione – entrate monetarie in fase di riscossione.
*ottenuti sottraendo al totale impieghi SP i fondi di rettifica e le liquidità immediate.

Il FFN è infatti rappresentato dal differenziale tra le risorse impiegate negli investimenti posti in essere e le risorse disponibili.

 

Quesito che sorge spontaneo ma non di facile risposta.

Ci si chiede come finanziare l’avvio dell’azienda o come affrontare un nuovo investimento.

A livello estremamente semplificativo, il fabbisogno finanziario può essere coperto attraverso:

  • Fonti interne: l’autofinanziamento. Fondamentale per non incrementare l’esposizione debitoria e mantenere un assetto solido;
  • Fonti esterne: il capitale di terzi. Imprescindibile in svariati casi, soprattutto se non è ancora presente una gestione avviata (i.e. start-up).

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